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Creato da passionemaglia il 13/10/2006
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Ultimi commenti
Chi può scrivere sul blog
Siccome la situazione fuori è stata davvero "difficile" da mercoledì a sabato (anche le scuole sono state chiuse)
Sono stata tanto in casa, con le figlie, con la stube accesa.
Questo è uno dei tanti lavoretti

Perchè fuori era così

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Si tratta del Boneyard Shawl - scaricabile free da Ravelry x chi è iscritto

è piccolo, da usare al collo
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Ce l'ho fatta!!!!
Finiti i miei primi calzini con il metodo toe up e usando il magic loop (che personalmente trovo molto più comodo che il gioco di ferri)
Direi poi che in effetti le lane autoriganti specifiche sono belle e danno molta soddisfazione.
La destinataria del lavoro (figlia 15enne) ha molto gradito (specie col freddo di questi giorni)


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Oh beh
che fare in una domenica d'inverno, mentre le figlie finiscono i compiti e in tv c'è la partita?
Semplice, con un occhio alla partita (grande Bologna!!!!) si inizia il mio primo calzino toe up lavorato con la tecnica magic loop ................. che forza

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Beh ultimamente non ho molto tempo.
Ci siamo anche presi una bella paura per Bree, che si era mangiata di tutto procurandosi un bel blocco a stomaco e intestino. Operata d'urgenza il 27 dicembre ora per fortuna è fuori pericolo.
Quindi tra flebo ecc. le vacanze sono quasi volate senza toccare i ferri.
Oggi finalmente ho fatto qualche lavoretto
Dei bellissimi (ogni scarrafone..........) stitch markers fatti con le cosette comprate a Mondo Creativo a novembre

E poi la coperta ricicla-avanzi con la tecnica log-cabin che cresce.

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Proseguo nel tentativo di smaltire le scorte di filati che ho

Questa è lavorata su "commissione". Me l'ha richiesta mia zia Paola dopo che gliene avevo fatto una blu l'anno scorso.

Questi invece sono calzini da casa per la piccola di famiglia
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Io lavoro e produco

Mantellina "fashion" x figlia maggiore (e ora mi toccherà anche x la più piccola)

e chi invece ..........................

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Devo assolutamente consumare un po' di filati vari.
Cominciamo con il cotone.

Piccoli dishcloth (volgarmente chiamati anche presine) per la mia cucina e per il camper.
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AVEVO PERSO LA PASSWORD!!!!!!!
Gli aggiornamenti sono tanti
Prima di tutto il nostro amatissimo Crossy ci ha lasciato, una brutta macchina cattiva ce lo ha portato via la notte tra l'11 e il 12 giugno.

(lui è quello al centro)
Ora corre sul ponte dell'arcobaleno con Chicco, Cico, Baguette e Ira e tutti gli altri animali di casa che ci hanno amato e che abbiamo amato.
Però la buona notizia è che abbiamo già trovato una cucciolata e all'inizio di ottobre arriveranno altri 2 felini (non so ancora il sesso, ma saranno fratelli) e sono nati in una casa che ha un cane
Poi siamo stati in vacanza, Francia del sud e Camino di Santiago, molto bello

Sto anche lavorando a maglia (poco in agosto dato il caldo) ma non ho ancora fatto foto però sto facendo questi

ma lisci e blu scuro per Camilla quando va agli scout
e sto continuando a usare avanzi (devo assolutamente far calare la mia scorta di lana) per la coperta log-cabin da usare quest'inverno sul divano

Presto metterò le foto dei wip
ciao a tutti
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Ci avevo già fatto un pensierino leggendo Saviano,
Poi un'amica mi ci ha fatto ripensare e finalmente le ho scritte.
Ecco le MIE dieci cose per cui vale la pensa vivere (anche se dieci sono un po' pochine)
1 - l'abbraccio "familiare" la domenica mattina nel lettone, tutti e 4 insieme
2 - ammirare il sole di mezzanotte sulla spiaggia di Eggum, con mio marito e un bicchiere di vino, mentre le figlie dormono nel camper
3 - tutti gli animali che hanno condiviso la vita con la nostra famiglia
4 - il ricordo di mio padre, di quando mi portava con lui apescare e dei suoi scherzi
5 - la nutella
6 - sentire mia figlia maggiore che canta (e magari canta De Andrè)
7 - vedere le mie figlie danzare sulle punte
8 - l'abbraccio di mio marito quando sono un po' giù
9 - le nostre vacanze "zingare" col camper, insieme per tanti giorni in pochi mq di amore
10 - gli amici veri
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da "La Repubblica" del 31/3/2011
A LAMPEDUSA il colpo di teatro e la demagogia promozionale, a Roma il colpo di mano e la macelleria costituzionale. Diciassette anni dopo il suo primo trionfo elettorale del 29 marzo 1994, Silvio Berlusconi regala all'Italia un altro mercoledì nero della democrazia. L'ultimo strappo si è dunque compiuto. Con un atto di forza, tecnicamente eversivo e politicamente distruttivo, la destra inverte l'ordine dei lavori, e impone alle Camere l'approvazione immediata della legge sul processo breve e sulla prescrizione "corta" per gli incensurati. Cioè la trentottesima legge ad personam dell'era berlusconiana.
Eccola, la vera "riforma epocale" della giustizia che il presidente del Consiglio ha sempre avuto nel cuore e nella testa. Non è il disegno di legge di revisione costituzionale di Alfano, spacciato tre settimane fa dal guardasigilli al Capo dello Stato e all'opinione pubblica come una "svolta storica". L'epifania di una nuova era, nella quale la destra rinunciava alle leggi tagliate a misura per i bisogni di un solo imputato, per tutelare quelli di tutti i cittadini. E su questa piattaforma proponeva una fase di pacificazione, chiedendo alla magistratura di scendere alle barricate, e all'opposizione di aprirsi al dialogo.
Non abbiamo mai avuto dubbi. Ma ora abbiamo la "smoking gun". Quello è stato solo un inganno istituzionale e un tranello comunicazionale. Fabbricato ad arte, insieme alla guerra non guerreggiata contro la Libia e all'emergenza profughi sbandierata e non gestita, per distrarre l'attenzione. Mentre armava malvolentieri i nostri caccia in volo verso Tripoli e le nostre navi in rotta verso Lampedusa, in realtà il Cavaliere militarizzava la sua maggioranza in vista dell'unica battaglia che gli sta a cuore: quella contro la procura di Milano. Una battaglia che lo deve vedere a tutti i costi vincitore, e dunque finalmente e definitivamente libero da tutte le sue pendenze giudiziarie.
Il blitzkrieg sul processo breve è la conferma di un lucido progetto di destrutturazione del sistema giurisdizionale ad uso privato. Tutti i passi compiuti in quest'ultimo mese sono stati funzionali all'obiettivo. Lunedì la scena madre a Milano, con il predellino bis davanti a un Palazzo di Giustizia trasformato in palaforum da campagna elettorale: colossale finzione propagandistica, per dimostrare alla sua gente la "persecuzione giudiziaria" dei soliti comunisti. Ieri, nel retroscena di Montecitorio, al riparo dai riflettori concentrati sull'imbarazzante televendita approntata nella nostra povera Ellis Island del Mar di Sicilia, il "delitto perfetto" sul processo breve. Ultimo e tombale "salvacondotto", per mettersi al riparo entro l'estate dalla probabile condanna nel processo Mills.
Così, in un giorno solo, il Cavaliere torna Caimano. Cioè quello che, in fondo, non ha mai smesso di essere. A dispetto di tutte le dissimulazioni, alle quali hanno creduto alleati agguerriti e avversari spauriti. E confusi dalla tattica collaudata in un quasi Ventennio. Con una mano, esibita al pubblico plaudente, ti porgo un ramoscello d'ulivo. Con l'altra mano, nascosta dietro la schiena, mi preparo a colpirti con un bastone. Adesso c'è un'aggravante in più. Per salvare il premier, passa una legge che azzera migliaia di processi, e manda impuniti reati comuni gravissimi, dalla rapina alla violenza sessuale. È il prezzo, intollerabile, messo da Berlusconi sul conto degli italiani: per garantire la sua impunità, devono rinunciare alla loro giustizia.
Questa è dunque la vera "riforma" del centrodestra. Non c'è da gridare allo scandalo, se di fronte a questo nuovo abuso di potere mezzo Parlamento si sia sollevato, per gridare "vergogna". Quello che stupisce, semmai, è che interi pezzi di una destra che una volta fu legalitaria si adeguino. Dalla Lega agli ex di An. Gente che negli anni di Mani Pulite agitava nell'emiciclo i cappi davanti alla Prima Repubblica (come Bossi, un ministro ormai chiaramente impresentabile) e che oggi difende, perché li incarna, i privilegi della Seconda. Gente che sfilava in piazza per i magistrati (come La Russa, un ministro ormai palesemente inadeguato) che per difendere l'indifendibile insulta a viso aperto il presidente della Camera Fini.
Si grida allo scandalo, invece, perché fuori dal Palazzo tornano le folle che contestano e lanciano monetine, come all'epoca di Craxi davanti al Raphael. Ogni forma di protesta violenta va stigmatizzata. Ogni forma di deriva anti-politica va arginata. Il berlusconismo si supera solo con la fatica della politica e con la pazienza della democrazia. Ma manifestare il proprio dissenso, di fronte a quanto accade, è lecito e doveroso. E al premier e ai suoi cantori, che oggi lamentano il "clima", verrebbe da dire: chi semina anti-politica, raccoglie anti-politica. Le scorciatoie populiste non corrono sempre nella stessa direzione. Capita che si muovano all'inverso, e generino populismi uguali e contrari.
Su questa linea del fronte, la destra accusa "Repubblica". Usando strumentalmente l'articolo 68 della
Costituzione, appellandosi alla sovranità del voto popolare, invocando il ripristino dell'immunità parlamentare e deprecando la bocciatura dello scudo per le alte cariche dello Stato. Ma farebbe bene a ricordare una verità elementare. Storica e politica. Quando scrissero quelle norme, i padri costituenti e i legislatori lo fecero in astratto, e su casi indistinti. Era la grundnorm di Hans Kelsen, concepita per regolare un sistema, non per proteggere un singolo.
La questione odierna è totalmente diversa. Qui si vara una legge che, mentre altera e snatura il sistema, entra nella carne viva di una specifica vicenda processuale e strappa una persona (proprio "quella" persona) al suo giudice naturale. In qualunque democrazia occidentale sarebbe inutile rammentare questa abissale differenza, a chi finge di non vederla e non vuol farla vedere ai cittadini elettori. Ma nell'Italia di oggi è doveroso: per rompere la nube tossica di mistificazione politica e di manipolazione semantica che l'egemonia culturale della destra berlusconiana sparge a piene mani sul Paese.
ECCHECCAZZO .......... BASTA!!!!
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