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Creato da quindiciluglio il 17/11/2004
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uffa non ricordo più come si inseriscono le immagini nel post...

Post n°157 pubblicato il 27 Novembre 2011 da quindiciluglio

uffa non ricordo più come si inseriscono le immagini nel blog

 
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rieccomi qui

Post n°156 pubblicato il 26 Novembre 2011 da quindiciluglio

buona sera a tutti, ritrovo il mio blog... lasciato in sospeso tanto tempo fa.

Non è cambiato molto nella mia vita, ma di domande nuove ce ne sono.... eccome

 
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Post N° 155

Post n°155 pubblicato il 01 Aprile 2006 da quindiciluglio

Dormi sepolto in un campo di grano, non e' la rosa, non e' il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi.

"Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati, non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente".

Così dicevi ed era d'Inverno e come gli altri, verso l'inferno te ne vai triste come chi deve ed il vento ti sputa in faccia la neve.

Fermati Piero, fermati adesso, lascia che il vento ti passi un po' addosso, dei morti in battaglia ti porti la voce, chi diede la vita ebbe in cambio una croce.

Ma tu non lo udisti ed il tempo passava con le stagioni a passo di "java" ed arrivasti a varcar la frontiera in un bel giorno di Primavera.

E mentre marciavi con l'anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore.

Sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora, fino a che tu non lo vedrai esangue cadere in terra a coprire il suo sangue.

"E se gli sparo in fronte o nel cuore soltanto il tempo avrà per morire, ma il tempo a me resterà per vedere, vedere gli occhi d'un uomo che muore".

E mentre gli usi questa premura quello si volta, ti vede, ha paura ed imbracciata l'artiglieria non ti ricambia la cortesia.

Cadesti a terra, senza un lamento e ti accorgesti in un solo momento che il tempo non ti sarebbe bastato a chieder perdono per ogni peccato.

Cadesti a terra, senza un lamento e ti accorgesti in un solo momento che la tua vita finiva quel giorno e non ci sarebbe stato ritorno.

"Ninetta mia, crepare di Maggio ci vuole tanto, troppo coraggio.
Ninetta bella diritto all'Inferno avrei preferito andarci in Inverno".

E mentre il grano ti stava a sentire dentro le mani stringevi il fucile, dentro la bocca stringevi parole troppo gelate per sciogliersi al sole.

Dormi sepolto in un campo di grano, non e' la rosa, non e' il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi.

fabrizio de andrè

bellissima poesia.... ma c'è forse un giorno adatto x morire? io se potessi scegliere vorrei morire in una freddissima giornata d'inverno tipo  a fine gennaio nei giorni della merla

notte ^_*

 
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Post N° 154

Post n°154 pubblicato il 27 Febbraio 2006 da quindiciluglio

...forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare
...

Jovannotti

 
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Post N° 153

Post n°153 pubblicato il 16 Febbraio 2006 da quindiciluglio

Una suora sale su un taxi. Il tassista non smette un attimo di fissarla.
Lei gli chiede come mai la sta guardando in quel modo e lui risponde: "Vorrei chiederle una cosa, ma ho paura di offenderla".
Lei gli risponde: "Figliolo, non puoi offendermi. Sono suora da
molti anni ormai, e con l'età che ho, mi è capitato di vederne e
sentirne di tutti i colori. Sono sicura che niente che tu possa
dirmi o chiedermi potrà scandalizzarmi."
Il tassista: "Beh... Ho sempre avuto una fantasia: baciare una suora."
La suora: "Bene, vediamo cosa si può fare.
Primo: devi essere single. Secondo: devi essere cattolico."
Il tassista, tutto eccitato, risponde:"Sì, sono single e cattolico!"
"Ok", fa la suora. "Gira in quel vicolo."
La suora soddisfa il desiderio del tassista con un bacio da far arrossire...
Ma quando ritornano sulla strada principale, il tassista scoppia a piangere.
"Perché piangi, figliolo?", gli chiede premurosa la suora.
"Mi perdoni, sorella, perché ho peccato. Le ho mentito. Sono sposato
e sono ebreo."
La suora: "Non c'è problema. Mi chiamo Alberto e sto andando a
una festa di Carnevale!!!

 
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