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Creato da prcguastalla il 03/04/2009

Rifonda Guastalla

Spazio web del circolo del Partito della Rifondazione Comunista guastallese

 

 

IL PREMIER CHE OFFENDE ( ANCHE ) LE DONNE...

Post n°30 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da prcguastalla
 

A Silvio Berlusconi proprio non è andata giù che il suo lodo sia stato bocciato dalla Corte Costituzionale, e così in questi ultimi giorni mostra il meglio del peggio di sè.

Per quanto rigurda il rapporto di Berlusconi con le donne, si può sicuramente dire che è pessimo. Le donne, secondo Berlusconi, devono essere solo giovani, attraenti e disponibili a prestarsi ai suoi giochi ( si pensi a Villa Certosa o alle rivelazioni della famosa escort ), ma soprattutto remissive e ubbidienti a Lui, il piccolo dittatore dall'abbronzatura perenne, dall'ironia fuoriluogo, dall'ego smisurato, dalla maleducazione mostruosa, tutore dei delinquenti "che contano"...

Chi solo sussurra che Berlusconi non è, a dispetto di quanto possa sembrare, nè dio in terra nè il presidente del pianeta Terra diventa immediatamente una schifosa femminista se è donna e se è un uomo un mostruoso comunista!

Le offese a Rosy Bindi a Porta a Porta non possono essere liquidate con un sorriso di pietà per la superficialità del premier perchè si inseriscono in un contesto maschilista dove  afarne le spese sono tutte le donne, senza distinzione.

Quelle volte che Berlusconi ci è sembrato solo un piacione abbiamo sbagliato: dice di adorare le donne ma non appena una di loro lo contraddice...

Un video che mostra il rapporto di Berlusconi con le donne: http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-e-le-donne-il-blob/37820?video

Possiamo firmare su Repubblica.it un appello :

QUEST'UOMO OFFENDE NOI DONNE E LA DEMOCRAZIA: FERMIAMOLO

È ormai evidente che il corpo della donna è diventato un’arma politica di capitale importanza, nella mano dei Presidente del consiglio. È usato come dispositivo di guerra contro la libera discussione, l’esercizio di critica, l’autonomia del pensiero. La donna come lui la vede e l’anela è avvenenza giovanile, seduzione fisica, ma in primissimo luogo è completa sottomissione al volere del capo. È lì per cantare con il capo, per fare eco al capo, per mettersi a disposizione del capo, come avviene nelle fiere promozionali o nei dispotismi retti sul culto della personalità. Le qualità giudicate utili per gli show pubblicitari si trasformano in doti politiche essenziali, producendo indecenti confusioni di genere: ubbidienza e avvenenza diventano l’indispensabile tirocinio per candidarsi a posti di massima responsabilità. Diventano il burqa gettato sul corpo femminile, per umiliarlo sulle scene televisive e tramutarlo in arma che ferisce tutti e tutto. Contro questa cretinizzazione delle donne, della democrazia, della politica stessa, protestiamo. Quest’uomo offende le donne e la democrazia. Fermiamolo. 

Michela Marzano 

Barbara Spinelli 

Nadia Urbinati

per firmare : http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391110

Stefania.

 
 
 

I bianchi da questa parte, i neri dall'altra............

Post n°29 pubblicato il 30 Settembre 2009 da prcguastalla
 
Foto di prcguastalla

 

LA MANIFESTAZIONE DI LUZZARA
La classe di soli stranieri non piace agli stranieri
LUZZARA. Sit-in di genitori stranieri, ieri mattina, davanti alla scuola materna «Grisanti Respicio» per protestare contro la dirigenza scolastica che ha istituito una sezione composta solo da bambini indiani. Venerdì, alle 21, la Camera del lavoro-Cgil di Luzzara ha indetto anche un’assemblea pubblica.
Già dalle 7.30, sui cancelli della scuola dell’infanzia, sono stati posizionati cartelli con vari slogan. In quasi tutti campeggiava la parola «separazione». Ma c’e rano anche cartelli con scritto: «Se non volete i nostri bimbi a scuola perché volete le nostre braccia da lavoro?»; e anche: «Non porto mio figlio in una scuola che lo fa sentire diverso oggi e domani».
Un papà, Azad Singh, con cittadinanza italiana da 5 anni, solo perché ha il figlio che ha il suo cognome è stato messo nella sezione composta da bimbi indiani.
I genitori dei bimbi stranieri hanno manifestato la loro protesta distribuendo volantini alle mamme luzzaresi che portavano i loro bambini a scuola. Alcune di queste lo hanno rifiutato.
Alle 8.30 un piccolo corteo, formato da mamme e bambini, capeggiato da Ciro Maiocchi della Cgil zona di Guastalla e Amabile Carretti, insieme a Joseph Walker del coordinamento Lavoratori Immigrati di Reggio, Mahmodd Asghar dell’ufficio Immigrazione di Guastalla, Azeddine Faik in rappresentanza dell’Unione democratica associazione marocchini in Italia (Udami), Singh Satapal dell’u fficio immigrati del Comune, si è mosso per le vie del centro distribuendo volantini tra la gente al mercato.
Poi breve sosta alla scuola materna parrocchiale, per invitare la direttrice a partecipare all’assemblea di venerdì. La delegazione è stata poi ricevuta dall’assessore alla scuola Mirco Terzi, che ha dato la sua disponibilità ad aprire un tavolo di confronto, per tentare di risolvere la situazione.

Il parroco, don Mario Pini, invita tutti a calmare gli animi: «Non c’è mai stata discriminazione a Luzzara. Nella nostra scuola parrocchiale i bimbi stranieri sono sempre stati ben accolti. L'integrazione è un altro discorso e parte dai bambini, ma è bene che siano coinvolti anche i genitori». Tuttavia, in attesa che si sblocchi la situazione, i genitori dei bimbi stranieri non porteranno alla scuola materna i loro figli.
La vicenda, come era prevedibile ha scatenato diverse reazioni anche di carattere politico. Tra i manifestanti non ha voluto far mancare il proprio sostegno Gianfranco Aldrovandi, esponente di Rifondazione Comunista di Guastalla, mentre il consigliere regionale, Leonardo Maselli, ha già presentato un’interpellanza in Regione, con richiesta di risposta scritta.
Il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Luzzara, Roberto Ferrari, difende la sua scelta e il lavoro, spesso faticoso, degli insegnanti; anche se ammette di avere avuto pressioni dai genitori dei bimbi luzzaresi, che non volevano mettere i loro figli in sezioni a maggioranza di bimbi stranieri, minacciando di andarli ad iscrivere in altre scuole a Reggiolo.
«Non parlerei di ricatto, ma di preoccupazione - ha detto Ferrari - Non volevo perdere i bimbi luzzaresi. Le nostre scuole sono sempre state prese come modello educativo. Il 43% della popolazione scolastica è straniera. Abbiamo investito risorse importanti per progetti dedicati a cittadini extracomunitari e le prove Invalsi, che testano la conoscenza dell’italiano, ci hanno dato risultati lusinghieri».
Mauro Pinotti
articolo da La gazzetta di Reggio.it
Non è giusto cedere al ricatto dei genitori dei bambini italiani, separare i bambini in base al colore della pelle ( si pensi al bimbo con il cognome indiano ma cittadino... ITALIANO ) è una forma di RAZZISMO e il fatto che sia già accaduto ( il preside dice che non è il primo anno che avviene) significa che oramai la discriminazione è la norma...
Tra poco sarà normale dire che occorrono pure pulmini diversi per i ragazzini stranieri che vanno a scuola, e che forse questi ragazzini devono, se vanno al parco, utilizzare le
"giostre" destinate a loro ( non quelle dei bambini BIANCHI e italiani da 7 generazioni...) e che è bene creare quartieri destinati agli immigrati ( magari con il coprifuoco serale, perchè è meglio non fidarsi).
Chissà se arriveremo in Italia all'apartheid, le premesse ci sono già...
Stefania
 
 
 

Lo show tragi-comico del premier continua ...

Post n°28 pubblicato il 28 Settembre 2009 da prcguastalla
 

Il premier chiude la Festa Pdl a Milano. Battute sugli Obama: "Barack è bravo"
Sulla crisi: "Non dobbiamo avere paura". Poi attacca sui soldati morti a Kabul

Berlusconi: "Abbronzata anche Michelle"
"L'opposizione si vergogni sull'Afghanistan"
Bonaiuti corregge: "Si riferiva a extraparlamentari". Franceschini replica: "Stessi insulti da 15 anni"

 

MILANO - "Vi porto i saluti di un signore, di un signore abbronzato. Barack Obama. Non ci crederete ma è vero". Così Silvio Berlusconi, reduce dai vertici internazionali, chiude la festa nazionale del Popolo della Libertà di Milano. La ripetizione di una battuta che a suo tempo già destò molte polemiche, non sembra però sufficiente al presidente del consiglio italiano che così rincara: "E vi posso dire che hanno preso il sole in due, perché anche la moglie è abbronzata".

"Obama è affidabile". E così, con un uno-due su Michelle e Barack Obama, Berlusconi apre il suo intervento sulla politica estera. Lo fa con un condiscendente apprezzamento nei confronti del presidente degli Stati Uniti: "Un presidente affidabile. Ha fatto un bel discorso all'Onu cambiando l'atteggiamento dei paesi non allineati verso gli Stati Uniti, che prima erano ostili. E questo fa bene anche a noi".

"Vergogna, vergogna, vergogna". Il premier attacca sui soldati morti in Afghanistan: "Si vergogni l'opposizione che inneggia a -6", con allusione alle scritte comparse sui muri di Milano che ricordavano i sei parà rimasti uccisi nell'attentato di Kabul. "Un'opposizione che brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, che inneggia a -6 è inaccettabile. Vergogna, vergogna, vergogna", urla. Un attacco pesante contro il quale Pd e Udc insorgono. Dario Franceschini osserva che il premier parlava "in playback" visto che "gli insulti sono gli stessi da quindici anni". "Vergognoso" viene definito l'intervento del Cavaliere anche da altri esponenti del Pd come Piero Fassino mentre il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, arriva a chiedere l'intervento del Quirinale per "ristabilire la verità dei fatti". In serata la precisazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti: "Berlusconi ha voluto semplicemente deprecare alcune scritte vergognose da attribuire non ai partiti della sinistra parlamentare ma a frange estreme della sinistra extraparlamentare".


"La sinistra non è cambiata".
Ma dal palco della festa Pdl, Berlusconi non demorde e compie l'ultimo affondo ancora contro "questa sinistra che non è cambiata. Vorrebbe trasformare il paese in una piazza urlante che condanna, quando in passato sono stati adoratori di tiranni sanguinari come Stalin, Mao e Pol Pot". "In Afghanistan - spiega - ci siamo e ci staremo perché abbiamo il dovere di costruire la democrazia, altrimenti le conseguenze ricadrebbero su tutti noi".

Crisi: "Il peggio è alle nostre spalle". Sulla crisi, l'ottimismo di sempre: "Non dobbiamo avere paura, il peggio è alle nostre spalle". Poi una bordata contro l'opposizione: "Loro hanno fatto il tifo per la crisi, e molte categorie di lavoratori statali e pensionati, che non hanno subito alcun contraccolpo negativo, hanno ridotto i consumi perché attanagliati dalla paura. Ma è proprio la paura che dobbiamo sconfiggere, il governo è vicino alle imprese e al paese".

"Nessun litigio nel Pdl". Sulle alleanze politiche, Berlusconi cancella i dubbi su possibili screzi nella coalizione: "Non c'è stato alcun litigio" nel Pdl "come vogliono far credere le gazzette di sinistra", ma un "confronto di posizioni". Così il premier liquida i contrasti con Fini e i dubbi su possibili screzi con Bossi: "Con la Lega abbiamo un'amicizia, un affetto ed una maggioranza che nessuno riuscirà ad allentare".

"Libertà di voto su temi etici". In previsione del prossimo voto su norme etiche, il presidente del Consiglio assicura che "sarà garantita libertà di voto perché ciascuno ha il diritto di esprimere le proprie idee". E prima di chiudere l'intervento, richiama il presidente Usa ma per l'uso che ha fatto recentemente della tv: "E' andato in cinque televisioni per spiegare il proprio programma sulla sanità. Ha fatto bene perché un leader deve poter spiegare il proprio programma ai suoi elettori, ma se ci fossi andato io sarebbe stato uno scandalo".

(27 settembre 2009) Tutti gli articoli di politica

articolo da La Repubblica.it

 
 
 

Un favore alla mafia negare la memoria di Peppino Impastato

Post n°27 pubblicato il 18 Settembre 2009 da prcguastalla
 
Foto di prcguastalla

(Articolo dal Corriere della Sera di giovedì 10-09-09)

motivo addotto dal primo cittadino: onorare personalità locali

Bergamo, via la targa a Peppino ImpastatoIl nuovo sindaco leghista di Ponteranica ha cambiato la denominazione della biblioteca. Il Pd: «Sconcertante» 

 
 
MILANO - Da biblioteca 'Peppino Impastato' a biblioteca comunale (in attesa di nuova denominazione). Accade a Ponteranica, comune in provincia di Bergamo. Il neo sindaco, il leghista Cristiano Aldegani, ha fatto rimuovere la targa voluta un anno e mezzo fa dal precedessore di centrosinistra e dedicata all'attivista siciliano ucciso dalla mafia nel 1978. Un'iniziativa motivata dal desiderio di onorare personalità locali, ha spiegato il primo cittadino, ma che ha suscitato molte reazioni. «Sono polemiche pretestuose - ribatte Aldegani -, fatte da persone in malafede. C’è addirittura chi mi accusa di essere pro-mafia, è assurdo».

PD: «SCONCERTANTE» - Il Partito Democratico è in prima linea tra i contrari. «La rimozione della targa è sconcertante» dice Pina Picierno, responsabile legalità del Pd. A suo parere la Lega «fa politica con paraocchi ideologico, una politica intrisa di ideologia e di interessi localistici, che dividono e indeboliscono il Paese. Negare la memoria di un giovane ucciso dalla mafia non trova giustificazioni». L'eurodeputata Rita Borsellino parla di «decisione stupida e senza giustificazioni, che offende tutti coloro che, per il bene dell'Italia, hanno sacrificato la propria vita per sconfiggere la mafia». Il sindaco di Ponteranica, dal canto suo, replica che l’iniziativa della Giunta «non ha alcuna motivazione diversa» da quella di valorizzare personalità locali, come per esempio il sacerdote Giancarlo Baggi morto nove anni fa, cui sarà presto dedicata la biblioteca. A fine giugno, dieci giorni dopo le elezioni, c’era stato anche un incontro, che Aldegani definisce «cordialissimo», con i rappresentanti locali di Libera. In quell’occasione era stata avanzata la proposta di una manifestazione "riparatrice" dedicata a Peppino Impastato, ma oggi, pur «non precludendo niente», il sindaco ricorda che dovrà sentire «la volontà della Giunta e della maggioranza».

MANIFESTAZIONE - In Consiglio comunale non mancano i malumori: l'opposizione ha proposto una raccolta di firme per chiedere di ripristinare la targa, mentre Rifondazione Comunista vuole organizzare una grande manifestazione popolare. Da Cinisi, il paese di Peppino Impastato, il sindaco Salvatore Palazzolo si dice «sconcertato per un atto di discriminazione geografica e politica che non è degno di un primo cittadino perché divide la popolazione e colpisce un simbolo dell'antimafia riconosciuto in tutta Italia e perfino all'estero». Il fratello di Peppino, Giovanni, ha annunciato che il 26 settembre parteciperà a una manifestazione a Ponteranica: «È un atto razzista - spiega - che sicuramente non rispecchia il volere della maggioranza dei cittadini. Ricordo ancora l'entusiasmo delle persone quando tre anni fa sono stato invitato alla cerimonia d'inaugurazione della biblioteca». L'associazione culturale intitolata all'attivista di Democrazia proletaria ha anche scritto una lettera al presidente Napolitano e al ministro Maroni, per chiedere che prendano provvedimenti contro una decisione «che umilia la dignità di un Paese civile e tenta di cancellarne vittime e valori».

IDV: APPELLO A MARONI - Al ministro dell'Interno Maroni si appella anche Sonia Alfano, deputato europeo dell'Idv e presidente dell'Associazione nazionale familiari vittime di mafia: «Un gesto che addolora e che rattrista generato da razzismo, ignoranza e stupidità, caratteristiche abbastanza diffuse nella Lega Nord - ha dichiarato -. Mi aspetto che, a partire dal ministro Maroni, gli esponenti di questa maggioranza facciano presto sentire la propria voce per prendere le distanze dall'operato del sindaco di Ponteranica e che alla famiglia di Impastato arrivino pubbliche scuse». Intanto all'ingresso della biblioteca, là dove era appesa la targa, è apparso un volantino con il volto di Impastato. Accanto la dedica: «A Peppino Impastato, assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978. Il Comune di Ponteranica rifiuta il suo contributo di idee ed esperienza nella lotta contro il dominio mafioso e per il rinnovamento della società».

 

 


10 settembre 2009(ultima modifica: 11 settembre 2009)

 
 
 

A Guastalla non tutti hanno paura di chi chiede l'elemosina...

Post n°26 pubblicato il 15 Settembre 2009 da prcguastalla
 
Foto di prcguastalla

L'ordinanza anti-mendicanti emessa poco prima delle vacanze estive dal nostro sindaco avà accontentato alcuni ma ha anche provocato reazioni diverse in altri...

Molti italiani e molti guastallesi sono presi dalla paura di chiunque abbia la pelle un po' scura, abiti non esattamente nuovi, parli una lingua straniera o un dialetto, preghi un dio che non è il nostro,ecc: siamo ammalati di una sorta di psicosi collettiva che ci fa sentire insicuri e braccati. Impauriti e incattiviti non ricordiamo nemmeno vagamente più cosa siano i diritti che ogni essere umano dovrebbe vedere rispettati...

Altro gravissimo problema è che troppi italiani e troppi guastallesi vedono il povero che domanda la carità in piazza come un sacco di immondizia gettato fuori posto che rovina il decoro del centro storico. Insomma la povertà ci fa "schifo", di conseguenza trattiamo chi non ha mezzi per vivere come un delinquente, un lebbroso, un "deviato".  Qualcuno ha detto che faceva senso vedere certi disabili fisici ( persone a cui mancava una gamba oppure avevano altri problemi agli arti...) che "mostravano" il loro handicap mentre chiedevono l'elemosina il giorno del mercato.

Ma se una persona si trova in una condizione di povertà, marginalità e  senza aiuti o con aiuti largamente insufficienti che deve fare per mangiare? Non è un reato chiedere a chi può dare... Si è detto che alcuni mendicanti erano particolarmente insistenti, ma è vero anche che esistono cittadini che alla richiesta di un'elemosina reagivano in modo come minimo maleducato e superficiale per non dire razzista e vergognoso.

A guastalla però qualcosa si muove contro questo imbarbarimento e questa cattiveria: alcune persone senza una bandiera politica, credenti e non, hanno deciso di organizzarsi e provare a cambiare qualcosa, speriamo che se ne aggiungano altri.

info :  prcguastalla@libero.it 

stefania.

 

ps: Per chi avesse ancora dubbi sulla relazione tra razzismo e lega guardate il video qui sotto, un delirio pieno di volgarità e razzismo : se qualcuno ha il coraggio di giustificarlo...

 

Borghezio:  "noi che siamo celti e longobardi, non siamo merd***ia levantina o mediterranea, noi la padania bianca e cristiana..." "no agli spacciatori, no alle mer* *  extracomunitarie e clandestine, no agli islamici che rompono il ca** nelle scuole..." "siamo tutti qui in posizione di combattimento.. contro quella supercazzola di prodi e la sua europa di mer**"... (segue...)

guardare video sotto... Gentilini: " io voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari clandestini, voglio la pulizia dalle strade di tutte quelle etnie che distruggono il nostro paese... voglio la rivoluzione nei confronti degli zingari ho distrutto tre campi di nomadi... voglio eliminare tuttit i bambini degli zingari... voglio zittire i giornali, le televisioni.. che continuano a infangare la lega dobbiamo mettergli i turaccioli in gola e su per il c*lo... che gli islamici vadano a pregare nei deserti... i terroristi dormono anche nelle parrocchie, voglio la rivoluzione contro il buonismo della magistratura... è tempo che legge vengano applicate da giudici veneti non da giudici del sud" (segue)...

 
 
 
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