ufficio? no grazie
storie quotidianeCe l'hanno insegnato già a scuola che le colpe dei genitori ricadono sui figli e così, anche per questo, siamo convinti che da genitori perbene escano figli altrettanto perbene e che da genitori farabutti discendano figli farabutti.
Così anche Grazia, nel suo ultimo e bel post, ci racconta di lei bambina quando, nel tenero tentativo di imitare la mamma, prendeva senza pagare dalle bancarelle del mercato una mela, una ciliegia, un frutto e se li infilava nella sua sporta e di come la mamma, dopo essersene accorta, l'abbia riportata indietro per restituire il "maltolto" ai legittimi proprietari.
La lezione ricevuta l'è poi servita nella vita per averle insegnato i principi dell'onestà, della lealtà e che sono i principi cardine delle persone integerrime, proprio come lo sono stati i giudici Falcone e Borsellino e chi, come loro, li traduce in pratica compiendo ogni giorno il proprio dovere nel rispetto degli altri.
Se è vera questa regola ed è vera, è vero anche che ogni regola conosce delle eccezioni e così può capitare di scoprire, di punto in bianco, che quelli che consideravi maestri di vita per gli insegnamenti che ti hanno impartito e che comunque servono perchè ti rimangono scritti a caratteri di fuoco nella tua anima, ti hanno imbrogliato e sono diversi da quelli che credevi che fossero.
L'amara scoperta ti destabilizza perché, anche se sei adulto e non un bambino imberbe, ti fai delle domande ben precise e soprattutto ti chiedi come mai non te ne sei accorto prima e chi sei veramente tu e chi sono veramente loro.
Così, per esempio, a causa di un evento straordinario che appare uno scherzo crudele del destino, vieni a scoprire un mondo parallelo dove viaggiano solo bugie e mezze verità, dove chi è nel giusto viene fatto passare per ingiusto e l'infame difeso a spada tratta. Il tutto coperto da omertà.
Sei allora completamente disorientato e non sai mai qual è la pura verità.
Di una cosa però sei assolutamente certa: non è mai tutto oro quello che luccica.
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In macchina, mentre mi stavo recando in ufficio, mi sono messa a cercare un CD per farmi accompagnare nel tragitto dalla musica.
Così, assolutamente per caso, mi è capitato tra le mani un CD che mi aveva preparato mia sorella Giovanna, che è morta giovane, ormai da quattro anni.
Con la sua grafia chiara e grande erano scritti sulla copertina i titoli delle mie canzoni preferite. Ho avuto un tuffo al cuore e di colpo gli occhi mi si sono riempiti di lacrime.
Lo so che vi sembrerà sciocco ma in questa emozione inaspettata ho avvertito un segno della sua presenza accanto a me. E allora ho messo il CD a tutto volume e ... " per ricominciare ancora, tornerai maledetta Primavera ... Che fretta c'era maledetta Primavera, che fretta c'era ... maledetta come me ..."
E' sempre il tempo per ricominciare.
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In un contesto storico come il nostro in cui, come ho letto sul blog del mio amico Massimo Coppa, persino il Vaticano ha istituito una commissione d'inchiesta per indagare non su chi commette gli scandali ma su chi li rivela; in una società corrotta a partire dai vertici, in spregio al bene del Paese e dei cittadini, ecco che proliferano e hanno vita facile i Servi, quelli che della mediocrità fanno la loro bandiera essendo il loro stile di vita ed essi stessi mediocri per definizione. A loro ben si attaglia la qualifica di "gregari "non avendo personalità propria né valori morali di alcun tipo.
Come aquiloni inseguono senza sosta il vento del momento.
Si personificano in Giano bifronte mostrando una faccia o un'altra a seconda del loro tornaconto personale. Non conoscono amicizia. Si alleano con gli uni o con gli altri a seconda dello scopo che intendono perseguire.
Come ragionieri sono attaccati al vil denaro e alla poltrona e pianificano ogni mossa per arrivare a essi.
Non essendo dotati né di capacità personali né di cultura ed essendo abietti, l'unico sistema per emergere e che conoscono bene e sanno mettere in pratica con provata esperienza, è quello di buttar fango su chi ritengono superiore a loro o che, ancora di più, considerano un ostacolo al loro cammino. La loro mente è contorta.
I Servi, infatti, sono persone frustrate e complessate e proprio per questo invidiose.
Un'altra bieca tecnica a cui spesso i Servi ricorrono è quella di voler far passare per cretini i loro avversari assumendo atteggiamenti boriosi propri di chi è un bifolco.
Ma quel che è peggio e pure avvilente è che nel mentre i servi si sbracciano con i loro mezzucci di bassa lega per un posto al sole, si prestano, al tempo stesso, per raggiungerlo, a essere strumento di chi li ha già catalogati per quello che sono e cioè la nullità più assoluta.
Da qui proviene il pericolo per il bene della società. Coloro che valgono vengono subordinati a coloro che non valgono e coloro che sono inetti e incapaci, invece, vengono elevati e arrivano a ricoprire posizioni di prestigio che non meritano e a cui non sono adatti. E proprio perchè assurgono a tali posizioni senza averne titolo e meriti, i Servi sono pedine facilmente manovrabili da chi li ha messi nel posto a cui non hanno titolo, con la conseguenza dannosa che il marcio arriva dappertutto e la società diventa sempre più malata e in ogni ambiente.
Quella dei Servi è però una vanagloria e la vanagloria è di breve durata.
Accade infatti che:
i Servi vengano soppiantati da altri Servi quando cambiano padrone.
il mondo incomincia a girare per il verso giusto e i Servi vengono relegati ai posti che a loro competono di diritto e cioè ai margini della società.
Ovviamente anelo a questa seconda soluzione e ancora ci credo.
Aborro servi e padroni . Amo gli uomini liberi, indomiti, quelli che credono in determinati valori e li mettono in pratica, quelli che, come me, non piegano mai la testa e non cedono ai ricatti . E' vero che pagano un prezzo elevato ma è altrettanto vero che non vorrebbero essere diversi per nulla al mondo e soprattutto non si vendono a nessuno. Vorrei una società di persone perbene.
Ma esistono ancora?:-)
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Il titolo di una trasmissione televisiva mi ha riportato indietro nel tempo e a un' avventura sentimentale che ho vissuto da ragazza. ![]()
Mi piaceva tantissimo andare a ballare e quindi spesso e volentieri mi recavo in discoteca o con le mie amiche o con la mia comitiva.
E così, come spesso capita, ho conosciuto un ragazzo molto carino che mi faceva battere il cuore non appena lo vedevo.
Sarà stata pure una combinazione ma ogni qual volta che entravo lo trovavo già lì che mi aspettava e appena mi vedeva mi diceva che io ero il sole perché lo illuminavo con la mia risata e la mia allegria. E in effetti ero sempre allegra e ridevo sempre. Mai, però, proprio mai, ci siamo trovati da soli noi due per parlare a quattr'occhi. Io avevo il mio gruppo e lui il suo.
Tuttavia una sera, alla vigilia della mia partenza per Milano che avevo vinto un concorso e forse avvertiva qualcosa pure lui nell'aria, è bastato solo uno sguardo e siamo letteralmente scappati via senza avvisare nessuno.
Ci siamo appartati in un angolo della discoteca, lontani da occhi indiscreti e soprattutto lontani e dai suoi e dai miei amici. La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di stringerci forte forte in un abbraccio. Eravamo un tutt'uno. Non ho avuto il coraggio di dirgli che avrei cambiato città e che sarei partita all'indomani, del concorso e della vita nuova che andavo ad affrontare, del fatto pure che ero fidanzata. Non gli ho detto nulla di nulla. Non era di certo quello il momento. ![]()
So che poi mi ha cercato. Me l'hanno detto.
Chissà ora dov'è e che cosa fa e se ogni tanto pensa a me e a quell'attimo di follia. Non sapevo e non so nulla di lui, tranne il nome.
Di sicuro è stato solo un flirt !
D'altronde, è proprio vero, il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. ![]()
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Venerdì scorso sono uscita a cena con due amiche, entrambe medici. Ristorante elegante, pochi tavoli, ambiente intimo e raccolto. Abbiamo ordinato anche del buon vino rosso e ogni tanto alzavamo i calici per brindare alla nostra amicizia. Siamo tre donne molto diverse tra loro e nell'aspetto fisico e nel carattere ma tutte e tre abbiamo un unico denominatore comune: siamo autentiche e non bluffiamo con gli altri e con noi stesse.
Tanti gli argomenti che abbiamo affrontato, dai più futili ai più impegnativi. Abbiamo parlato dell'oroscopo cinese, dei nostri segni zodiacali e mi hanno presa in giro dicendomi che si capisce benissimo che appartengo a un segno di terra: la Vergine.
E poi degli uomini, naturalmente, ma anche e soprattutto proprio di noi e delle nostre esperienze di vita e personali, delle nostre famiglie. Insomma di tutto.
Una delle due, Elena, è di nazionalità russa. Bella. Molto bella. Bionda e con gli occhi azzurri. Ci ha raccontato dei suoi genitori e del suo Paese di origine e di come gli uomini li fa girare intorno a lei come trottole. D'altronde se lo può permettere e per me fa pure bene.
L'altra mia amica, Monica, invece è single. Studiosa. Minuta. Sempre pensierosa. Intelligente e piena di buoni sentimenti e di onestà morale e intellettuale. Siamo state proprio bene insieme. Abbiamo riso tanto e di gusto.
Prima di andare via, Elena ci ha detto che nessun incontro con un uomo vale tanto quanto una serata in compagnia di amiche. E io sono d'accordo con lei.
Nulla è più bello della complicità tra Donne quando sono amiche vere e sincere. ![]()
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Inviato da: vulnerabile14
il 28/05/2012 alle 22:29