Creato da raffaele.romano_1960 il 03/01/2013
 

INFINITO

istruttivo

 

 

Cuore della vita

Post n°6 pubblicato il 10 Gennaio 2013 da raffaele.romano_1960
Foto di raffaele.romano_1960

Cuore della vita

Dio, tu operi nel mondo,
inavvertito, irresistibile,
come il seme nascosto
che ogni volta rispunta.

Fa’ che noi ti vediamo dovunque operante,
nelle parole che liberano,
nei gesti che attuano.

Rendi acuto il nostro sguardo
dinanzi alle tue meraviglie senza nome,
e noi avremo una costanza
più forte della sconfitta,
e avremo l’audacia di sperare
nelle immense tue promesse:
l’uomo nuovo
e tutte le cose nuove
nel Cristo, nostro Signore.


 
 
 

vangelo del giorno

Post n°5 pubblicato il 10 Gennaio 2013 da raffaele.romano_1960
Foto di raffaele.romano_1960

Ascolta In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca. Medita Aprendo questo brano del Vangelo di Luca, in cui Gesù proclama solennemente il suo mistero, ci imbattiamo in una delle note che caratterizzeranno particolarmente il lavoro dell’evangelista: la sottolineatura della presenza e dell’opera dello Spirito nel cammino di Gesù. Tornato nel suo paese, si trova preceduto dalla fama che si è rapidamente diffusa per i suoi gesti e per la caratura del suo insegnamento. Nella sinagoga è oggetto di un’attenzione particolare che va ben oltre la curiosità: è sabato, la comunità dei credenti è riunita per la preghiera e per l’ascolto che deve alimentare la fede, ed è proprio lui che viene scelto per fare da maestro. Il brano che gli presentano è carico di una speranza mai compiuta e spesso delusa: quando avverrà, come riconoscere il compiersi dell’opera di salvezza? Forse, anche, davvero si può ancora sperare? Il brano è nato in tempi lontani, ed è attribuito ad uno sconosciuto profeta la cui opera è poi confluita in quella del grande Isaia. Sembra parlare di una visita che Dio compirà al suo popolo attraverso un inviato da lui scelto e consacrato alla missione “impossibile” di introdurre un tempo nuovo, simile al “giubileo”, l’anno cinquantesimo nel quale Israele scioglie ogni vincolo di schiavitù e di oppressione e riporta tutti i suoi figli alla condizione di dignità che Dio aveva pensato per loro. Nella bella prosa di Luca sembra di rivivere il gesto solenne del maestro che cerca con cura il passo da proclamare, mentre il silenzio dell’attesa cresce di spessore e gli occhi si fissano, quasi si tendono nella speranza verso la sua bocca. Poi, quando la tensione è all’apice, ecco la rivelazione impensata, sconvolgente, quasi un grido: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato. Sono io il prescelto, l’inviato; ora, qui, in me, comincia il tempo di grazia, la novità”. Poi riconsegna il rotolo e lentamente si siede. Non ci sarà più bisogno di leggere antichi rotoli nei quali si era condensata la speranza senza che nulla di decisivo accadesse. Ora è il momento della parola viva, creatrice di novità; il momento di grazia da sempre atteso. C’è un momento in cui attendi e accogli la parola che continua a risuonare; in cui diventa l’oggi da cui parte una vita nuova? PreghiamoSignore, mentre scendono le ombre, vorrei presentarti una preghiera: “Che ci sia per me, che ci sia per tutti noi, spesso svagati e distratti, il momento nel quale avvertiamo la forza irresistibile del tuo Spirito che ci dice: Oggi si compie per te questa Scrittura!''

 
 
 

Post N° 4

Post n°4 pubblicato il 09 Gennaio 2013 da raffaele.romano_1960
Foto di raffaele.romano_1960

Cuore della vita

Dio, tu operi nel mondo,
inavvertito, irresistibile,
come il seme nascosto
che ogni volta rispunta.

Fa’ che noi ti vediamo dovunque operante,
nelle parole che liberano,
nei gesti che attuano.

Rendi acuto il nostro sguardo
dinanzi alle tue meraviglie senza nome,
e noi avremo una costanza
più forte della sconfitta,
e avremo l’audacia di sperare
nelle immense tue promesse:
l’uomo nuovo
e tutte le cose nuove
nel Cristo, nostro Signore.


 
 
 

Post N° 3

Post n°3 pubblicato il 09 Gennaio 2013 da raffaele.romano_1960
Foto di raffaele.romano_1960

Il Vangelo di Ogni Giorno con il Commento

Mercoledì 9 gennaio 2013
Vangelo secondo Marco (6,45-52)


Ascolta

[Dopo che i cinquemila uomini furono saziati], Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò.
E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.

Medita

Il grande gesto necessita di una spiegazione: è stato un segno, se non verrà interpretato come tale a che servirà? Magari soltanto ad evitare una serata di digiuno. Perché possa alimentare la fede nel Maestro resta da compiere un cammino; sia per la folla che per gli stessi discepoli. E Gesù lo fa in due incontri diversi e ugualmente diretti. I discepoli dovranno “precederlo sull’altra riva”; dovranno procedere da soli e aspettarlo. E lui? Dedicherà il momento della solitudine alla preghiera, alla ricerca di una singolare intimità con il Padre, sul monte, là dove Dio parla e rompe ogni solitudine. Immerso nel colloquio il tempo trascorre velocemente. Mentre i discepoli affrontano la traversata, e misurano tutta la fatica nell’affrontare il “vento contrario” si muove verso di loro “camminando sul mare” nella notte che ormai sta rendendo tutto più problematico.
È sua l’iniziativa, come lo era stata per la moltiplicazione dei pani. E sul lago flagellato da un vento impetuoso avviene l’incontro, non risolutore, che Marco racconta, come abbiamo letto. I discepoli non lo riconoscono: “tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti”. Non basta averlo visto: rimanere nell’equivoco non genera conforto, ma paura; “È un fantasma!”, e si misero a gridare. Finché la voce ormai familiare li rassicura: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Il prodigio del pane li ha liberati dalla fame, e con loro lo ha fatto per “cinquemila uomini”; il camminare sulle acque alla loro ricerca, nasce dalla stessa potenza e dallo stesso amore; ma comprendere è difficile: “dentro di sé erano fortemente meravigliati...”, ``...il loro cuore era indurito”.
Intanto però non sono più soli; anche lui è sulla barca con loro, e la sua presenza ha fatto cessare il vento, il pericolo mortale, come aveva moltiplicato i pochi pani e reso indimenticabile quella sera sull’erba fresca. Ora c’è tempo per sciogliere i perché che li assillano e per assistere ai prodigi della fede che diventa preghiera e dona una vita nuova: “...deponevano i malati sulle piazze...e quanti lo toccavano guarivano”. È il segno per le folle, forse più convincente della bonaccia sperimentata dai discepoli.

Preghiamo

O Dio,
che nella risurrezione del tuo Figlio
hai aperto all’umanità
il varco dalla morte alla vita,
donaci di sperimentare
nel nostro quotidiano morire
la potenza della sua risurrezione.
(dalla liturgia)

 
 
 

o verità

Post n°2 pubblicato il 03 Gennaio 2013 da raffaele.romano_1960
Foto di raffaele.romano_1960

O Verità

O Verità che illumini il mio cuore,
fa' che non siano le tenebre a parlarmi!

Mi sono buttato in mezzo ad esse
e mi sono trovato al buio,
ma anche da quaggiù ti ho amato tanto.

Mi sono smarrito,
ma mi sono ricordato di te.

Ho sentito la tua voce alle mie spalle,
mi diceva di tornare indietro:
l'ho sentita a malapena,
a causa dell'inquietudine
che tumultuava in me,
ma ecco che ora torno,
assetato e desideroso, alla tua fonte.



S. Agostino

 
 
 
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