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Il teatro elisabettiano

Post n°93 pubblicato il 27 Aprile 2014 da Alunamorrison
 
Foto di Alunamorrison

Il teatro elisabettiano è stato uno dei periodi artistici di maggior splendore, fra il 1558 e il 1625, durante il regno di Elisabetta I.

Questo fenomeno coincide con il periodo della riforma anglicana.

Il primo grande anfiteatro aperto al pubblico fu denominato "The Theatre" costruito dall'attore James Burbage e John Brayne nel quartiere di Shoreditch nel 1576; seguirono il "Curtain Theatre", il "Rose", lo "Swan", il "Globe", il "Fortune" e il "Red Bull". Questi teatri erano alti tre piani e costruiti intorno a uno spazio aperto al centro. Mentre il teatro rinascimentale italiano si evolveva verso uan forma di arte elitaria, quello elisabettiano era un grande contenitore che includeva tutte le classi sociali: i posti in piedi e al centro costavano un penny. Ogni dramma incontrava gusti diversi: guerre e duelli, amore e sentimento, filosofia e diritto quindi anche il linguaggio espressivo teatrale rifletteva questa esigenza di adottare svariati registri e grande flessibilità espressiva.

Il repertorio teatrale inglese si formò in un lasso di tempo brevissimo, alcuni attori furono gli autori dei drammi come Willim Shakespeare, John Lyly, Christopher Marlowe, Ben Johnson. 

Il teatro elisabettiano era un" teatro aperto" anche nella sua autoironia. L'attore ama parlare al pubblico "tra le righe" prendendo in giro il personaggio che sta recitando, per questo genere di attore nasce il teatro nel teatro come in The Tempest e nell'Amleto.

 

 
 
 

George Gordon Lord Byron : mito romantico

Post n°92 pubblicato il 09 Febbraio 2014 da Alunamorrison
 
Foto di Alunamorrison

Lord Byron (1788-1824)  incarna perfettamente quello che può essere definito il "mito romantico". La sua vita fastosa e sregolata, l'anticonformismo, i vizi ostentati e la trasgressione d'ogni legge ne fecero il suo genio sempre in lotta con la società.

Accanto alla sua figura "geniale" si affiancò anche quella di una coscienza politica rivoluzionaria: fu affiliato alla Carboneria e andò a combattere per l'indipendenza in Grecia, dove morì di febbre a Missolungi. Al Mazzini apparve come il poeta dell'avvenire di cui scrisse di lui con entusiasmo <>.

Il poema che lo rese celebre fu "Il pellegrinaggio d'Aroldo", al centro del quale erano poste le emozioni suscitate alla vista dei vari luoghi d'Europa provocate nel protagonista (tra cui Italia e Grecia). Pubblicò varie novelle in versi : "Il Giaurro", "La sposa d'Abido", "Il Corsaro", "Lara", "L'assedio di Corinto", "Parisina". 

"Il Prigioniero di Chillon", "I due Foscari", "Manfredi", "Caino" sono invece le migliori opere drammatiche da lui scritte. Nel Manfredi, in cui si riscontra la tipica figura del ribelle, si cerca con la magia di conoscere il mistero della vita, di dominare gli spiriti (angeli, demoni) di oltrepassare il limite umano, accettando la solitudine e l'angoscia. La sua rivolta culmina in una connotazione metafisica al centro del quale vi è  il tema romantico del genio come angelo decaduto.

Le opere del Byron non si esaurirono, però, a concetti puramente romantici ma troviamo nella sua produzione letteraria opere di carattere satirico come il "Don Giovanni", ricollegandosi agli autori satirici ed umoristici del '700.

 
 
 

La Freccia Nera di Stevenson

Post n°90 pubblicato il 04 Settembre 2013 da Alunamorrison
 
Foto di Alunamorrison

La freccia nera (The Black Arrow) è un romanzo storico avventuroso scritto  da Robert Louis Stevenson nel 1883.

La prima pubblicazione fu in diciassette puntate settimanali sulla rivista Young Folks, un periodico rivolto ai giovani. Il romanzo uscirà in volume soltanto nel 1888.

Il romanzo è ambientato nell'Inghilterra del XV secolo (durante la Guerra delle Due Rose e sotto il regno di Enrico VI). Il giovane Richard Shelton (detto Dick) scopre che il responsabile della morte di suo padre è il suo tutore Sir Daniel Brackley che, dopo aver capito che Dick sospetta di lui, decide di farlo uccidere. Dick si unisce allora ad una banda di fuorilegge, abitanti della Foresta di Tunstall, chiamata la Freccia Nera e guidata da Ellis Duckworth, un tempo amico del padre di Dick e ingiustamente accusato del suo omicidio. La Freccia Nera ha l'obiettivo di liberare il territorio dall'oppressione dei tiranni che per troppo tempo hanno angariato con le loro malefatte gli abitanti di Tunstall. Dick cercherà di vendicare suo padre e, al contempo, di salvare la donna di cui è innamorato, Joanna Sedley, rapita da sir Daniel per darla in sposa a un altro uomo. Al termine delle sue peripezie, il giovane sarà nominato cavaliere dal futuro re d'Inghilterra Riccardo III e, prima di sposare finalmente Joanna, vedrà Sir Daniel cadere in disgrazia con la disfatta del suo esercito. Malgrado l'occasione di vendicarsi sia finalmente arrivata, Dick decide di risparmiare Sir Daniel e lasciarlo fuggire ma una freccia nera scoccata da Ellis Duckworth segnerà la resa dei conti e la morte del tiranno. Sarà poi lo stesso Duckworth a sciogliere per sempre la Freccia Nera, ritenendo ormai ristabilita la pace a Tunstall.

 
 
 

Il "Werther" di Goethe

Post n°89 pubblicato il 27 Agosto 2013 da Alunamorrison
 
Foto di Alunamorrison

Nel 1774 uscì la prima edizione de "I dolori del giovane Werther"(Die Leiden des jungen Werther) di Johann Wolfgang Goethe, creando persino quello che venne detto il wertherismo. Si tratta di un romanzo epistolare basato sulle lettere del protagonosta ad un amico rccontandogli l'amore disperato di Werther per Lotte, la sua fidanzata e poi sposatasi con un certo Albert. La vicenda termina con il suicidio del giovane Werther. L'amore negato diviene simbolo d'una disperazione che investe tutta la vita, causata da una società oppressiva, i cui tabù vietano l'espressione libera dei sentimenti nche nell'esistenza quotidiana. Quella di Werther è la ribellione  di un intellettuale deluso dalla società mistificata, una rivolta sterile che termina nel suicidio come volontà di riscatto. All'idea del sublime corrisponde quella dell'antieroe o eroe negativo. Il nuovo modello umano che nasce nell'età dei lumi, esploderà a fine settecento. Il Werther rimase uno dei libri più letti e imitati del 700 e dei primi 800 che in Italia conobbe la trascrizione in versi di Vincenzo Monti ( Sciolti al Chigi e Pensieri d'amore, 1782) e fu emulata dal Foscolo nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis.

 
 
 

Aforismi

Post n°88 pubblicato il 10 Agosto 2013 da Alunamorrison
 
Foto di Alunamorrison

La notte silente gridava su nel cielo insieme alle stelle, più alte dei miei sogni.

                                                                                   (c)

 
 
 
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Nessun vascello c'è

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- E- Dickinson -

 

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