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Creato da Tatianna il 19/04/2006

Cenerentolasiribella

Tania Nienkötter Rocha - rochatania@libero.it

 

 

Clicca col mouse e diventa stupratore

Post n°3101 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da Tatianna
 
Tag: rapelay

La “preda” ti guarda dal basso verso l’alto. Ha due occhi grandi e lo sguardo supplichevole e nonostante il vezzo tipico dei fumetti giapponesi dei capelli color lilla, è disegnata con estremo realismo.  Tu puoi scegliere se insultarla, strapparle i vestiti di dosso o iniziare subito lo stupro. Si chiama Itazura Gokuaku ed è solo l’ultimo di una lunga serie di videogiochi dedicati alle violenze sessuali. In Giappone ne sfornano a ripetizione: qualche tempo fa era stata la volta di “Rapelay”, macabra fusione dei termini inglesi rape (stupro) e  replay (ripetizione). Il nome rende l’idea: l’obiettivo del gioco è violentare e picchiare donne:  più ne colpisci e più sei efferato maggiore è il punteggio ottenuto. Rapelay è uscito nel 2006, pensato e realizzato per il solo mercato nipponico ma la commercializzazione via web e la possibilità di scaricarlo da internet  lo ha fatto arrivare in tutti i Paesi europei, Italia compresa. Il giocatore veste i panni di un maniaco che si accanisce contro tre donne, una mamma e due figlie, una delle quali chiaramente minorenne.

Fonte: Blitz

 
 
 

Ruanda bastione diritti donne 'grazie' a genocidio

Post n°3100 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da Tatianna
 

Anche i paesi poveri possono raggiungere livelli di pari opportunità molto elevati, addirittura a pari merito con la Finlandia: è il caso del Ruanda, che - secondo Jason Nardi, portavoce in Italia del network Social Watch, che oggi ha presentato il suo rapporto 2009 che l'indice Gei, ovvero Indice di parità di genere - può ergersi a bastione dei diritti delle donne nel Continente Nero dopo il "genocidio" del 1994, che lasciò spazi vuoti. "Ci sono due modi di analizzare questa situazione", ha spiegato Nardi al telefono con Apcom. "Di fatto la guerra, che decimò parte della popolazione maschile, ha lasciato spazi vuoti a favore delle donne rendendo possibile un cambiamento nella società". Importante è sottolineare che le ruandesi hanno scalato sia i vertici del governo che i governi locali, dove molti "decision maker" sono donna. La seconda osservazione - ha proseguito il coordinatore - è che nel paese "non c'è una correlazione diretta tra reddito e situazione di diritto". Insomma il reddito, in un paese dove il guadagno giornaliero medio è meno di un dollaro, non fa la differenza. L'exploit "rosa" del Ruanda, che non è comunque una democrazia, è stato segnalato da "due-tre anni", ha aggiunto Nardi. Il Gei di Social Watch tiene conto di tre fattori principali: accesso all'istruzione, amministrazione del reddito e avere un ruolo in società. E' stata la politica del presidente Paul Kagame, a sostegno dell'affermazione delle donne sulla scena sociale e politica, che negli ultimi anni ha voluto rafforzare la reputazione del Paese come bastione della presa del potere da parte delle donne. Dopo le elezioni del settembre 2008, le donne occupano il 56% degli 80 seggi dell'aula parlamentare in Ruanda. Il gentil sesso è maggioritario anche in seno al corpo elettorale (54,9% nel 2008). Nel paese che nel 1994 è stato distrutto dal genocidio, una donna, Rose Mukantabana, è stata eletta alla presidenza della Camera dei deputati nell'ottobre 2008. Sono inoltre donne le "ministre" dell'Economia, degli Esteri e delle Infrastrutture. È donna anche la presidente della Corte suprema, la responsabile dell'Agenzia delle entrate, il capo della polizia, forse l'unica al mondo.

Fonte: Virgilio

 
 
 

PAKISTAN - Shazia e la violenze sulle donne cristiane in Pakistan

Post n°3099 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da Tatianna
 

La triste vicenda di Shazia – la ragazza cristiana violentata, torturata e uccisa dal suo datore di lavoro, un ricco avvocato musulmano di Lahore – “riporta all’attenzione dell’opinione pubblica e della comunità internazionale le violenze sulle donne in Pakistan, specialmente sulle lavoratrici cristiane”, dicono a Fides fonti della Chiesa in Pakistan. Secondo l’Ong pakistana “Alleanza contro la Violenza Sessuale” (“Alliance Against Sexual Harassment”), il 91% delle lavoratrici domestiche dice di aver subito abusi o violenze sessuali. In più “Shazia, che era giovane e appartenente a una comunità religiosa di minoranza era particolarmente vulnerabile”, nota l’Ong. Secondo l’organizzazione, ogni anno le denunce di casi simili sono numerose e riguardano anche veri e propri sequestri, subiti da tali lavoratrici: spesso vengono strappate alle famiglie cristiane, costrette a sposare ricchi uomini di affari e a convertirsi all’islam. Nel 2009 i casi denunciati di violenze contro le donne (cristiane e non) sono aumentati del 13%, nota la Fondazione “Aurat”, attiva da oltre 20 anni nella difesa della donna in Pakistan. E molti casi restano sconosciuti perché non registrati. Secondo i dati forniti dalla Fondazione, nel 2009 vi sono stati 1.052 omicidi di donne, 71 casi di stupro con omicidio, 352 stupri, 265 stupri di gruppo, 1.452 casi di torture, 1.198 sequestri. Alcuni di questi casi riguardano perfino delle bambine, come il recente episodio di una bimba di 4 anni violentata e uccisa il 31 gennaio scorso in un villaggio nell’area di Faisalabad, in Punjab. “La situazione è preoccupante”, notano le fonti di Fides. “La discriminazione sociale contro le minoranze religiose è diffusa, in particolare sono molti gli abusi sulle donne, perpetrati da gruppi militanti islamici ma anche da esponenti della media borghesia, come è accaduto nel caso di Shazia. Il governo deve adottare seri provvedimenti per garantire la libertà e i diritti delle donne in Pakistan”.

Fonte: Agenzia Fides

 
 
 

Costa Rica: la prima donna presidente è Laura Chinchilla

Post n°3098 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da Tatianna
 

Laura Chinchilla, attuale vicepresidente del Costa Rica, sarà la prima donna eletta Capo dello Stato centroamericano: la candidata del Partito di Liberazione Nazionale (liberal-democratico, attualmente al potere) ha infatti ottenuto il 47,6% delle preferenze, quasi sette punti percentuali oltre la soglia necessaria per evitare il ballottaggio. I due candidati avversari, Otton Solis (Partido de Accion Ciudadana, centrosinistra) e Otto Guevara (Movimiento Libertario, destra), avevano già riconosciuto la sconfitta dopo aver raccolto rispettivamente il 25% e il 21% delle preferenze. Con il 93% del voto scrutinato il Pnl dovrebbe aggiudicarsi 23 deputati - due in meno rispetto all'attuale Parlamento - lontano quindi dalla maggioranza assoluta di 29; Pac e Ml avrebbero una decina di deputati ciascuno. Il nuovo Presidente, cinquantenne, è politologa ed ha in passato ricoperto la carica di Ministro per la Sicurezza, curriculum che ha pienamente sfruttato in un campagna elettorale che ha visto al centro del dibattito la lotta alla criminalità. E' cattolica praticante, e si è detta contraria a riforme legali in contraddizione con i precetti religiosi. Chinchilla viene considerata il delfino di Arias, il quale ha promosso la sua candidatura mettendo al suo servizio le risorse di cui dispone il governo, cosa che ha guadagnato al Presidente uscente l'accusa di parzialità.

Fonte: APCom

 
 
 

Concentrate l’8 marzo sui diritti delle donne in Iran

Post n°3097 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da Tatianna
 

Un gruppo di femministe e attiviste dei diritti delle donne in Iran, per mettere fine alla violenza, alla repressione e per ottenere il rilascio immediato di tutte le attiviste arrestate, chiede alle associazioni, alle organizzazioni per i diritti delle donne e alle femministe di tutto il mondo di mostrare la loro solidarietà con la lotta delle donne iraniane, organizzando iniziative in occasione dell’8 marzo 2010 con lo slogan “libertà e uguaglianza di genere in Iran” in segno di supporto con le donne iraniane. Da oltre trenta anni il movimento delle donne in Iran è impegnato in prima linea nella lotta per la libertà e l’eguaglianza. La discriminazione di genere si interseca con le altre subordinazioni basate sulle classe sociale,sull’etnia,sulle ideologie politiche,sulla religione ecc. Il trentesimo anniversario della “Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne” (CEDAW) - a cui peraltro l’Iran non aderisce - è coinciso con quello di trent’anni di discriminazione contro le donne iraniane e in vista del quindicesimo anniversario (nel marzo 2010) della “Quarta Conferenza Mondiale delle Donne”, tenutasi a Pechino e alla quale l’Iran ha partecipato, si constata che l’Iran non si è impegnato a eliminare le discriminazioni contro le donne. In tale delicata situazione risulta più che necessario sviluppare a livello globale la solidarietà femminile con le donne iraniane e in particolare con le attiviste che lottano per l’uguaglianza dei diritti e per stabilire la democrazia in Iran. Invitiamo coloro che difendono i diritti delle donne, le associazioni ,le organizzazioni femminili e le reti internazionali di donne alla solidarietà con le donne iraniane e il movimento per la democrazia in Iran.

Fonte: Il paese delle donne

 
 
 

Ucraina: voto, femministe a seno nudo

Post n°3096 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da Tatianna
 
Tag: donne

Sexy protesta nel seggio dove ha votato il leader dell'opposizione Ianukovich: 4 giovani donne si sono presentate a seno nudo. Le donne, del gruppo femminista denominato 'Femen', hanno intonato lo slogan 'Basta abusare del Paese' ma la polizia le ha subito bloccate portandole al commissariato per violazione dell'ordine pubblico. Una delle manifestanti ha spiegato ai giornalisti che 'cio' che e' successo in Ucraina durante le elezioni potrebbe mettere fine alla democrazia'.

Fonte: Ansa/Youtube

 
 
 

SEQUESTRATA E VIOLENTATA A BASTIA

Post n°3095 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da Tatianna
 

Dopo la ricca ereditiera picchiata e segregata in casa, a Perugia ; dopo la giovane romena costretta a prostituirsi, violentata e sfamata a pane e cipolla, ad Assisi ; questa notte sono stati i carabinieri di Assisi e Bastia a trarre in salvo una donna che era stata sequestrata e violentata da un dominicano. Quest'ultima vicenda si è conclusa positivamente durante la notte quando i carabinieri hanno rintracciato l'automobile dell'extra comunitario. Secondo quanto hanno potuto appurare gli inquirenti, la donna era stata costretta a salire con la forza su quell'auto. Informati da alcuni testimoni su quanto stava accadendo , i carabinieri si mettevano alla ricerca della vettura. Dopo ore febbrili di ricerca, durante la notte i due venivano rintracciati. La donna era in lacrime e con i vestiti strappati e ha cominciato a raccontare quanto le era successo. Il dominicano è stato arrestato e trasferito in carcere, a Perugia.

Fonte: Terninrete

 
 
 

Carfagna: 35mila donne in Italia vittime mutilazioni genitali

Post n°3094 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da Tatianna
 

In Italia sono oltre 35 mila le donne vittime di mutilazioni genitali femminili, e ogni anno 1000 ragazze minori di 17 anni rischiano di essere sottoposte a questa pratica. Sono i dati emersi da uno studio del ministero per le pari Opportunità, e oggi, in occasione della giornata internazionale per la lotta alle Mgf, il ministro Mara Carfagna ribadisce la necessità di una "lotta senza quartiere" ricordando che il governo ha stanziato 4 milioni di euro per la realizzazione di progetti di contrasto e campagne di sensibilizzazione, tra cui lo spot 'Nessuno escluso' che ritornerà da oggi in onda e da novembre scorso l'attivazione di un numero verde numero verde gratuito. Martedì è stata inoltre convocata una riunione ad hoc della Commissione per la prevenzione."Da un recente studio del ministero per le Pari Opportunità è emerso che sono oltre 35 mila le donne che, nel nostro Paese, sono vittime di mutilazioni genitali femminili. Circa 1000 di queste, tutte minori di 17 anni, rischiano ogni anno di essere sottoposte a questa terribile pratica", spiega Carfagna, sottolineando: "Per cancellare dal Paese questa violenza, secondo gli studi statistici, bisognerà attendere venti anni, ma per avvicinare questo giorno, quello della liberazione dalle Mgf, il governo sta facendo il massimo ed ha stanziato 4 milioni di euro per la realizzazione di progetti di contrasto e campagne di sensibilizzazione". E oggi tornerà in onda lo spot 'Nessuno escluso, che "punta alla responsabilizzazione delle figure genitoriali rispetto alla decisione di praticare le mutilazioni genitali femminili sulle proprie figlie". "L'attenzione è altissima", ha aggiunto Carfagna, ricordando che da novembre scorso, in collaborazione con il ministero dell'Interno, è stato attivato un numero verde gratuito 800 300 558 che fornisce assistenza a chiunque voglia chiedere aiuto o segnalare casi. Inoltre, "per approfondire ulteriori aspetti di questa tematica e sviluppare nuovi progetti", il ministro ha convocato per martedì 9 febbraio la riunione della Commissione per la prevenzione e il contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile. Della Commissione fanno parte, oltre a delegati dei ministeri competenti e il capo dipartimento per le Pari opportunità Isabella Rauti, Emma Bonino, Eugenia Roccella, Suad Sbai, Fiamma Nirenstein, Daniela Colombo, Aldo Morrone, Linda Laura Sabbadini, e Pietro Vulpiani.

Fonte: Virgilio

 
 
 

La sposa bambina positiva all'Hiv

Post n°3093 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Tatianna
 

Un dramma nel dramma. Con un futuro ancora più triste e cupo per la bambina rumena «venduta» come sposa all’età di tredici anni a un giovane sieropositivo. E con un nuovo capo d’imputazione per il marito ventiduenne, che avrebbe avuto rapporti non protetti con la ragazzina. La Procura l'altro ieri ha arrestato il giovane, muratore di 22 anni, e la madre, 39, per violenza sessuale e riduzione in schiavitù. Ora i magistrati stanno valutando l’eventualità di indagare il marito anche per «contagio colposo». Le nuove analisi effettuate sul sangue della sposa bambina non lascerebbero dubbi: sono risultate positive al test per l’Hiv. La ragazzina, 14 anni compiuti la scorsa settimana, nel corso dei primi controlli sembrava miracolosamente non aver contratto il virus. La sua angoscia era sapere se la piccola nuora poteva diventare mamma senza problemi e se un eventuale nipotino sarebbe nato sano. Una volta entrata in ambulatorio, tenendo per mano la nuora, si è scoperta la verità: il muratore romeno aveva sposato in Romania, con rito zingaro, una bambina di soli 13 anni con cui aveva avuto rapporti «a rischio». Adesso la ragazzina, che da una settimana è ospite di una struttura protetta, è seguita da specialisti e ha già iniziato la profilassi prevista nei casi di contagio. Enzo Trommacco, avvocato difensore dei due arrestati, si esprime con cautela: «I miei assistiti rimangono in carcere e fino a oggi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Dovremo capire se nella vicenda hanno avuto un ruolo pure i genitori della piccola, probabilmente gli stessi che hanno combinato il matrimonio in Romania». Gli investigatori, infatti, stanno cercando nuove prove che dimostrino come la piccola, che all’epoca della cerimonia aveva poco più di 13 anni, sia stata «venduta» dai suoi stessi familiari come prevede la consuetudine rom. A confermare l’ipotesi di «una trattativa» per combinare il matrimonio ci sarebbe un video, adesso sequestrato dalla polizia, girato proprio nel giorno del fidanzamento ufficiale. Ieri sia madre che figlio, durante l’interrogatorio di garanzia, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. «Non dobbiamo giustificarci di nulla — ha detto la madre al magistrato —. Mia nuora era perfettamente al corrente della malattia di mio figlio, ma ha voluto sposarlo comunque. Da noi funziona in questa maniera, è la nostra tradizione».

Giuseppe Spatola - Corriere

 
 
 

Anziano uccide nuora e nipote

Post n°3092 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Tatianna
 

E' stato arrestato dai carabinieri il pensionato di 74 anni che ha ucciso nuora e nipote a Pagani (Salerno) a colpi di fucile. Le 2 donne erano appena entrate nel cortile dell'abitazione del loro parente quando sono state colpite: sono morte sul colpo. Le vittime vivevano in una casa adiacente a quella dell'anziano e, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il raptus omicida e' scattato per motivi di vicinato. L'anziano e' stato disarmato ed arrestato dai carabinieri.

Fonte: Ansa

 
 
 

Chiambretti chiama tutte le donne siciliane “buttane”

Post n°3091 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da Tatianna
 

 

Rivelazioni su Tiger Woods: ' Mi pagava per stare con lui'

Ieri sera, per la prima volta, l'amante numero 13 di Tiger Woods ha confessato di aver avuto rapporti col campione di golf a pagamento. Si parla di 15.000 dollari ad incontro. La modella Loredana Ferriolo, nata a Palermo da genitori siciliani, trasferitasi a New York da 15 anni, ha confessato davanti a Piero Chiambretti di aver incontrato Woods per soldi.“Il mio tempo era denaro alcuni rapporti erano a pagamento. Con il mio lavoro capita di conoscere le celebrità e alcune pagano per averti”. Fin qui, tutto filava liscio, con qualche volgarità da parte di Chiambretti riferendosi al pene, maneggiando una mazza da golf. Ancora sopportabile, già che lui è molto simpatico e scherza volentieri con i suoi ospiti. Ma la serata ha preso una piega molto volgare e maschilista, quando lui ha spiegato alla ragazza che le faceva vedere un filmato di “come” registi famosi hanno visto la “donna siciliana”. Bene, io che sono straniera, non sono siciliana, sono rimasta allibita con il filmato. Pezzi di film antichi dove le donne erano viste come prostitute e si sentivano dire “buttane”. Bene, penso che alle donne italiane non è piaciuto per niente vedersi ritrarre così, ma per le donne siciliane è stata una grande offesa. Sinceramente non capisco come lui possa aver pensato che era appropriato chiamare tutte le donne siciliane “buttane”. Penso che tutte le donne si meritino rispetto, anche quelle che si vendono per soldi a Tiger Woods. E a proposito di questo, ho fatto una piccola ricerca storica sulle “buttane” siciliane, come afferma Chiambretti e guardate cosa ho trovato. Potete vedere e arrivare alle vostre conclusone da soli. Al Sig. Chiambretti, voglio dire che lo rispetto e mi piace tanto il suo programma, ma questa volta ha sbagliato e offeso gravemente le donne, le italiane e principalmente le meravigliose donne del sud – le siciliane! Spero che chieda scuse a tutte.

La lista delle “buttane” siciliane famose:

Prima fra tutte Agata, la cui storia risale al terzo secolo dopo Cristo, poi Lucia, che si colloca nel secolo successivo ed infine Rosalia che nel XVII secolo, nel corso della processione delle sue reliquie lungo le vie della città debellò completamente la peste che infuriava su Palermo. Costanza di Altavilla, Costanza d’Aragona, Eleonora D’Angiò, Eleonora d’Aragona, Margherita di Navarra, Giuliana Saladino, Marina Pino, Maria Grazia Cutuli, Emma Alaimo, Maria Accascina, Angela Daneu Lattanzi, Caterina Artale Sanfilippo, Dora Musumeci, Ester Mazzoleni, Anna Leone, Amelia Pinto, Rosa Balistreri, Letizia Colajanni, Anna Grasso Nicolosi, Livia De Stefani, Franca Florio, Giulia Trigona, Lucrezia Giuffrè Piazza, Lia Pasqualino Noto, Maria Grazia Cucinotta, Teresa Mannino, Carmem Consoli e molte altre donne meravigliose.

Fonte:  “Siciliane” scritto da Marinella Fiume/News Way

 
 
 

Il 5 febbraio giornata contro mutilazioni genitali donne

Post n°3090 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da Tatianna
 

Il 5 febbraio giornata contro le mutilazioni genitali femminili: se ne parlerà in un convegno all'ospedale San Camillo Forlanini di Roma, al quale parteciperà anche Emma Bonino. Luigi Macchitella, direttore generale dell'ospedale spiega: "Vogliamo ribadire il ruolo fondamentale del servizio pubblico per la salvaguardia del diritto pieno ed incondizionato della persona, senza distinzione di età, sesso, etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia. Diritti ed equità vanno di pari passo. Due diritti sono per noi fondamentali: la salute e l'integrazione fra culture diverse. E' anche dalla conoscenza del proprio diritto alla salute che comincia un processo di integrazione sociale e culturale". Per questo l'ospedale ha voluto istituire una serie di servizi come il primo ambulatorio sulle mutilazioni genitali femminili (Mgf) che svolge attività non solo di cura ma anche di prevenzione e di formazione degli operatori, in stretta collaborazione con i Servizi del territorio, lo Sportello violenza donne presso il Pronto Soccorso, attivo 24 ore su 24, che offre assistenza sanitaria e psicologica a donne e bambini che hanno subito violenza. E ancora il forum delle donne, aperto anche alle donne migranti, in cui si vuole ragionare sui percorsi di salute visti dalla parte delle donne, per migliorarne l'accessibilità e la qualità per tutti e i servizi di interpretariato e di mediazione culturale, per favorire la comunicazione tra Operatori e cittadini di altre nazionalità. Senza contare l'ufficio cooperazione internazionale, che vede i nostri operatori trasferire le loro esperienze professionali in Africa.

Fonte: Virgilio

 
 
 

Carabinieri, sempre più donne al comando

Post n°3089 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da Tatianna
 

Quando il fascino della divisa raddoppia. Sono sempre di più le donne che raggiungono importanti posizioni di comando all'interno dell'Arma dei Carabinieri. A confermarlo il comandante generale dell'Arma, il generale Leonardo Gallitelli, durante l'audizione alla commissione Difesa del Senato. Il generale Gallitelli ha spiegato che dal 2006, quando è venuta meno la regola delle aliquote percentuali, vi è stata "una progressiva crescita della presenza delle donne nell'Arma. Oggi sono 1.078 (su un totale di 108.791 militari), di cui 179 ufficiali, 353 marescialli e 546 carabinieri". Il loro impiego, ha spiegato, è indifferenziato rispetto alla componente maschile. Sono infatti presenti in tutte le diverse organizzazioni dell'Arma: 769 unità in quella territoriale, 56 in quella mobile e speciale, 191 in quella addestrativa e 60 nell'area centrale e in quella interforze. Unica eccezione è l'esclusione dalla "linea mobile", cioè i battaglioni impiegati in attività di ordine pubblico, in analogia a quanto avviene nella Polizia di Stato. E numerose donne, ha aggiunto il generale, ricoprono "importanti posizioni di comando": come già succede alla compagnia carabinieri di Legnano (Milano), in 28 nuclei operativi, 15 dei quali in capoluoghi di provincia, e alla Stazione Carabinieri di Cutigliano (Pisa). Ma il numero delle donne con i gradi è destinato ad aumentare, considerando il fatto che "l'ingresso del personale femminile è avvenuto in epoca ancora troppo recente e pertanto, al di là delle percentuali, è ancora basso il numero di militari in possesso dei livelli di maturità professionale necessari per poter accedere alle più delicate funzioni di comando". Peraltro, ha concluso Gallitelli, "il personale femminile viene impiegato anche all'estero, attualmente nell'ambito del reggimento Msu in Kosovo e dell'Ipu in Bosnia Herzegovina".

Fonte: Il Giornale

 
 
 

Donna uccisa davanti a figlia

Post n°3088 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da Tatianna
 

E' ancora nella caserma dei carabinieri di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, Francesco Vincenzi, 36 anni, compagno della donna uccisa ieri nella propria abitazione con due colpi di arma da taglio all'addome. Secondo quanto si è appreso, l'uomo, figlio di un ex carabiniere deceduto alcuni anni fa, è stato interrogato per diverse ore e, probabilmente, sarà di nuovo interrogato in mattinata dal pm Renzo Petroselli, titolare dell'inchiesta. E' stato lui, al ritorno dal lavoro per la pausa pranzo, ad aver trovato il corpo della compagna, Marcella Rizzello, 30 anni, immerso in un lago di sangue, con accanto la figlia di pochi mesi che piangeva disperatamente. Ma nel suo racconto sarebbero emerse delle incongruenze sulle quali gli investigatori stanno tentando di fare luce. Sarà eseguita in giornata l'autopsia sul corpo di Marcella Rizzello. L'esame autoptico sarà svolto nell'obitorio dell'ospedale cittadino dai periti della cattedra di medicina legale dell'Università di Siena, su incarico dalla procura della Repubblica di Viterbo. Secondo il medico legale che ha ispezionato il cadavere nell'imminenza del delitto, la morte della donna risalirebbe tra le 13 e le 13,30 di ieri, cioé pochi minuti prima dell'orario in cui il compagno asserisce di essere rientrato in casa e di aver scoperto l'omicidio. Lo stesso medico ha ipotizzato che il decesso potrebbe essere avvenuto per dissanguamento, in quanto i colpi inferti all'addome della donna potrebbero non aver lesionato alcun organo vitale.

Fonte: Ansa

 
 
 

Barack Obama contro la Cina: incontrera’ il Dalai Lama

Post n°3087 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da Tatianna
 
Tag: dalai, Lama

Barack Obama ha preso la sua decisione: a breve, infatti, il Presidente degli Stati Uniti d’America incontrera’ il Dalai Lama, il leader spirituale del Tibet, nonostante il parere opposto della Cina, che piu’ volte aveva avvertito il primo cittadino americano sui rischi che correva, nel rovinare i rapporti con il governo cinese, se mai avesse deciso di incontrare il Dalai Lama: una decisione davvero molto importante quella presa da Barack Obama, che dimostra cosi’ di andare dritto per la sua strada, senza subire pressioni da una potenza straniera.

Fonte: Hai sentito

 
 
 
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