Community
 
ironmiguel
Video
Sito
   
Un blog creato da ironmiguel il 10/11/2006

triathlon

passione...sudore...gioia!!!

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 

PAZZO PER IL PAZZO!!

             

 
 
 
 
 
 
 

FA' LA SPESA GIUSTA!



 
 
 
 
 
 
 

LE MIE GARE 2011

*10.04 MARATONINA degli ACAJA Fossano (Cn) Km 21,097 1h32'50"

*17.04 TRIATHLON SPRINT Fossano (Cn) 750/24/5 1h14'35"

*15.05 TRIATHLON LUNGO Candia (To) 4000/121/28 8h02'38" 

*22.05 TRIATHLON OLIMPICO Pietra L.(Sv) 1500/44/10 3h05'43" 

*29.05 TRIATHLON MEDIO Pettenasco (No) 1900/82/21 5h11'48"

*19.06.2011 PODISMO: Staffetta Sav.-Valmala(fraz.Suniglia-Villafalletto)km 11.  53 min

*03.07.2011 CICLISMO Gran Fondo F.COPPI 140 km 6h08'59"

*15.08.2011 TRIATHLON EMBRUNMAN Embrun (Fra) 3800\188\42 14h52'

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

LE PROSSIME GARE

...........................

 
 
 
 
 
 
 

..DA BATTERE..

CORSA:

10 KM: 40'15" Peschiera del Garda (VR) 13.09.2008
MEZZA MARATONA: 1H28'23" Fossano (CN) 11.04.2010
MARATONA : 3H29'30" Torino 13.04.2008

NUOTO:

750 MT: 13'17' Fossano (CN) 01.04.2007 (piscina)
1500 MT: 26'20" Savigliano (CN) 28.08.2006 (piscina)


 
 
 
 
 
 
 

CHE FATICACCIA..

all'EMBRUNMAN con

NUOTO: km 177,5

CICLISMO: km 4384

CORSA: km 1100

aggiornato al 12.08

 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

TRIATHLON

Triathlon Sport multidisciplinare di resistenza nel quale l'atleta copre nell'ordine una prova di nuoto, una di ciclismo e una di corsa, senza interruzione. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SPECIALITà

SuperLungo (IRONMAN) m.3800-Km.180-m.42.195;

Lungo m.4000-Km.120-m.30.000;

Medio m.2500-Km. 80-m.20.000;

Olimpico m.1.500-Km. 40-m.10.000;

Sprint m.750-Km. 20-m.5.000;

 

 
 
 
 
 
 
 

MY CATS

immagine

TRECENTOQUARANTATRE

 
 
 
 
 
 
 

 

 

800PERTUTTI..

Post n°472 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da ironmiguel

L'altro pomeriggio, mentre ero di passaggio a Torino, nella stazione di PortaNuova, mi sono fermato al banchetto di un gruppo di ex-lavoratori dell'impresa Servirail, subappaltatrice di Trenitalia, che dallo scorso 11 dicembre in varie città d'Italia, protesta per la sospensione dei servizi dei treni notturni e per il conseguente licenziamento del personale addetto.

Con la loro presenza, ed improvvisando durante i giorni festivi modesti spettacoli di musica e di danza, cercano di attirare l'attenzione del pubblico, per informare e sensibilizzarlo sulle conseguenze della politica imposta dall'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiano e facendo una raccolta firme, alla quale ho ovviamente aderito con molta convinzione.

"In nome della "modernizzazione" e dello stomaco del "progresso" Trenitalia (società controllata da Ferrovie dello Stato) ha soppresso il servizio dei treni notturni, lasciando senza lavoro più di 800 persone e penalizzando il pubblico italiano meno agiato.

Dal 1839, quando in Italia fu inaugurato il primo ramo di strada ferrata nel tratto Napoli-Portici lungo 7,25 chilometri, sono cambiate molte cose, ma la geografia continua ad essere la stessa e le linee ferroviarie non possono evitare di adeguarsi alla forma di stivale rugoso che caratterizza questo paese.
Per decenni la ferrovia ha reso possibile il grande esodo dal Sud al Nord del paese, permettendo agli Italiani di recarsi al lavoro in città lontane e di tornare a casa durante le vacanze per rivedere i propri cari.

Le Ferrovie dello Stato sono state complici di una rivoluzione sociale, trasformandosi nel simbolo di un movimento del popolo, l'Emigrazione, quando si partiva con una valigia di cartone, stretta con uno spago per tenerla ben chiusa.

Viaggiando un giorno intero era possibile passare dall'assolata Sicilia ad una nebbiosa città industriale come Torino, e persone che mai avevano avuto l'opportunità di allontanarsi da casa percorsero migliaia di chilometri per cercare lavoro a Milano, Zurigo o Francoforte. Qualsiasi altro mezzo di trasporto avrebbe avuto un costo proibitivo per le loro tasche.

I primi treni passeggeri del dopoguerra, specialmente i treni-cuccetta a lunga percorrenza, con il tempo si trasformarono in un mezzo di trasporto "popolare", cioé alla portata di tutti: pensionati, lavoratori pendolari, studenti, persone malate che si recavano in ospedali specializzati per curarsi.

Ma a partire dal 2005 e fino allo scorso 11 dicembre proprio quei treni-notte hanno compiuto la loro missione con difficoltà, perché sono stati boicottati dalla stessa amministrazione dell'azienda Trenitalia, che ne ha ridotto la manutenzione e ne ha bloccato la vendita dei biglietti, lasciando partire i treni con metà dei posti vuoti, con l'obiettivo di sopprimerne il servizio. Se così non fosse, non si spiegherebbe il fatto che si lasciassero i passeggeri a terra e si offrisse loro la "possibilità" (come unica alternativa) di acquistare un biglietto più caro nei treni più veloci.

Oggi in Italia per percorrere lo stesso tragitto con la "nuova rete ferroviaria" di treni freccia i passeggeri sono costretti ad affrontare un contraddittorio viaggio a tappe, perché le linee veloci non raggiungono tutte le città, tantomeno quelle più remote.

I disagi di chi ha necessità di prendere il treno sono evidenti e dimostrano che chi amministra le Ferrovie dello Stato Italiane ed il Governo non tengono conto delle esigenze e dei problemi della gente comune, legata alla geografia di questo Paese ed alla sua storia sociale.

Per i dirigenti delle ferrovie italiane conta soltanto un futuristico piano di progresso virtuale.
L'Unione Europea sta dimostrando di non possedere ancora degli stati uniti ed il Club elitario dei parlamentari che rappresentano i paesi membri a Bruxelles hanno poco o nulla a che vedere con la gente comune.

In Italia succede più o meno la stessa cosa, ed i politici che si pavoneggiano tutti i giorni sotto i riflettori della TV parlano così bene da far sembrar vero quello che dicono, ma nella realtà si continua allo stesso modo, con le stesse abitudini medioevali di un tempo.

Ognuno deve aggiustarsi come può, proprio come gli 800 ex-dipendenti Wagons-Lits che sono stati licenziati ed oggi lottano per difendere un servizio di trasporto vitale per il pubblico e soprattutto per difendere la pietra miliare della Costituzione di questo Paese: il LAVORO."

 
 
 

CHE BARBA CHE NOIA...CHE NOIA CHE BARBA!!

Post n°471 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da ironmiguel

Sono un po' sconcertato dalle parole del Premier Marius, che ieri, tra i salotti di canale 5, ha preso tutti in contropiede affermando che "il posto fisso è noioso e monotono"..".

Mmmhhh mumble mumble.. In effetti però pensandoci bene forse tutti i torti non ce li ha.. Io sono uno degli sfigati che ha un posto fisso da venticinque anni, le ferie pagate, la mutua, la tredicesima, gli scatti di anzianità e via dicendo. Non che abbia uno stipendio da nababbo, tutt'altro, ma la garanzia di una cifra accreditata in banca il 27 di ogni mese, mi ha aperto le porte ad accedere ad un mutuo per comprarmi una casa, ad aprire un finanziamento per comprarmi un'auto, a poter programmare almeno una settimana di vacanza tutti gli anni..(più qualche gara di triplice oltreconfine ) a potermi abbonare allo stadio (si ..va bene questo potevo evitarmelo..ma al cuor non si comanda)...Tutto questo è di una noiosità mortale..

Vuoi mettere invece tutti coloro, soprattutto giovani, che non possono neppure immaginarsi uno straccio di futuro, che continuano ad avere contratti di lavoro temporanei o a tempo determinato, che magari sono fidanzati o sposati, e vorrebbero avere dei figli, una casa..e se vanno in banca a chiede un prestito..col cazzo che glielo concedono??!!! Questa si che è vita!!!! E hanno pure l'emozione di rischiare spesso la vita con condizioni di lavoro precarissime.. Che culo!!!

Come l'ha chiamata Marius questa nuova trovata? Ah gia..flexicurity!! Beh, dico la mia: La flexicurity è una grande minchiata!!!!, perché se non c’è lavoro – non c’è e basta. E’ impossibile che il datore di lavoro licenzi uno e poi si dedichi a trovargli un altro lavoro, invece di pensare a risanare la sua baracca e salvare il culo ai dipendenti rimasti in azienda.. Ah Marius...ma ci sei o ci fai????

 
 
 

GEYSER RIVOLUZIONARI

Post n°470 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da ironmiguel

Oggi voglio raccontarvi una storia. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.

L'Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un'eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un'esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.

Ma procediamo con ordine. L'Islanda è un'isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100mila chilometri quadrati, un terzo dell'intera Italia, situato un poco a sud dell'immensa Groenlandia.
15 anni di crescita economica avevano fatto dell'Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di 'neoliberismo puro' applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.

Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall'altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull'euro – che perse in breve l'85 per cento – non fece altro che decuplicare l'entità del loro debito insoluto. Alla fine dell'anno il paese venne dichiarato in bancarotta.

Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordò all'Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.
A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l'unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.

Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento.

Si trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, ndr] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate”. Per i cittadini d'Islanda era decisamente troppo.

Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos'altro invece si riaggiustò. Si ruppe l'idea che il debito fosse un'entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un'intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d'un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.
Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.

La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l'isolamento dell'Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l'Islanda le classiche misure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell'intervista - ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.

A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L'Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l'Islanda.

In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l'indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola 'presidente' al posto di 're'). 
Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un'assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l'appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.

Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. "Io credo - ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente - che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet".

Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.

Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l'Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.
Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l'unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Forse è per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. www.disinformazione.it

 
 
 

INTELLIGENCE..

Post n°469 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da ironmiguel

Stamattina sono davvero felice e, soprattutto, sono fiero di essere un cittadino di questo Paese.. Da oggi posso finalmente dormire sonni tranquilli e posso vagare liberamente nella mia amata patria, senza più timori o paure. Infatti da ieri, 26 PERICOLOSISSIMI delinquenti che giravano impunemente all'aria aperta, sono stati consegnati alle patrie galere!! Evviva!! Dopo 7 mesi di accuratissime indagini l'INTELLIGENCE della DIGOS (che evidentemente non aveva un cazzo di meglio da fare) scandagliando con certosina e paziente minuzia, le immagini ed i video in suo possesso, ha individuato i responsabili degli incidenti e degli scontri nella Val Susa dal luglio scorso. Scontri, lo ricordiamo, le cui cause sono sotto gli occhi di tutti: l'appropriazione indebita di un territorio che APPARTIENE ai valsusini, per costruire una delle opere più INUTILI, COSTOSE, DANNNOSE, INCOMPATIBILI, DISINFORMATE, che si annoverino tra le già numerose nefandezze compiute da menti supreme che magari, chissà, avranno mica anche qualche piccolo interessino economico(??). Ma il post di oggi non vuole andare a ribadire concetti già espressi in passato su quelle che sono le assurdità di un'opera che nessuno vuole, (rimando a questo proposito a questo link che consiglio davvero di leggere:

http://www.informarexresistere.fr/2011/06/27/150-motivi-per-dire-no-alla-tav/#axzz1kenUatqj  )

ma, piuttosto un rimarcare come la sbirraglia, solo in certi casi e solo su certi movimenti, sia di una efficienza sorprendente.. Basta dare un'occhiata all'elenco degli arrestati e soprattutto alle date di nascita per farsi un idea: un ex terrorista del 1945 che negli anni di piombo fu arrestato senza mai aver impugnato una pistola, un consigliere comunale del 1946 che all'epoca degli scontri aveva un piede rotto e minacciava il cantiere tav armato di una pericolosissima stampella, uno scrittore del 1951 che divulga le sue idee anarchiche armato..badate bene, di carta e penna (!), un cinquantottenne accusato di lanci di letame..e cosi via. Fortuna che per abbassare la media si è pensato bene di mettere in gattabuia anche un minorenne..

Lo scopo di questa operazione di intelligence () è abbastanza chiaro: screditare il più possibile il Movimento No Tav.. che però è composto da gente tosta, che non si lascia fermare da una rappresaglia e che da oggi...ha un estimatore ancora più convinto..

 

 

 
 
 

DAGLI ALL'UNTORE..

Post n°468 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da ironmiguel

La notizia del momento è l'affondamento della Concordia. Non sto a parlare dell'accaduto in se, ora materia giudiziaria, e della pena che da sempre sinceramente provo quando ci sono perdite di vite umane, ma mi sconvolge tantissimo lo psicodramma collettivo scatenato dalla potenza di fuoco dei media. Media, italiani e stranieri, che hanno deciso di fare a brandelli, fino alla distruzione totale, il comandante della nave, Francesco Schettino. Il quale, va detto subito, a scanso di equivoci, ha probabilmente tutta la responsabilità nell’accaduto. Responsabilità che, stando ai fatti, si troverà a pagare in toto, com’è giusto che sia. Ma il massacro che i media ne stanno facendo è un sovrapprezzo non necessario, tale da apparire grottesco e disumano. Come forse l’informazione non dovrebbe mai essere. La cosa che ho trovato davvero ripugnante è stata la pubblicazione della telefonata tra lo stesso Schettino e il comandante De Falco, della Capitaneria di Livorno..(la domanda mi sorge spontanea:ma essendo materiale probatorio, ed essendo l’inchiesta penale ancora in corso, non c’è il segreto d’ufficio? Mahhh). Lì il quadro emozionale diventa semplicemente perfetto. I media sono fortunati, in questo caso: i protagonisti del dramma collettivo hanno pure i nomi giusti. Quello del perdente da fare a pezzi è un diminutivo, dal suono sgradevolmente trillante....Schettino.. Il duro della situazione, il buono, l'eroe addirittura per molti, invece si chiama nientemeno che De Falco. Ma quanto è rassicurante un ufficiale militare che si chiama così? Già solo dal nome, è l’uomo giusto al momento giusto, soprattutto per i media. Come tale, riceve la loro benedizione, e quindi quella dell'Italia intera. Il suo intimare poderosi ordini a una persona colpevole e consapevole di aver determinato una tragedia per una gravissima sbruffonata, mette brividi di piacere al basso ventre del popolo...Gli italiani ascoltano, pieni di gratitudine a De Falco che ha voluto registrare la conversazione, e nella goduria dell’uomo giusto che schiaccia sotto il tacco l’odiato uomo che sbaglia, dimenticano per un attimo la situazione economica del paese, i salassi, il caro-benzina, Equitalia e tutti gli altri affanni presenti e futuri. C’è una grande, agghiacciante disumanità in tutto questo.  Prendo le parole del blog di Spinoza per un commento finale: "Siamo tutti con il Comandante De Falco..è lui l'Italia vera! Quella brava....a parlare da casa."

 
 
 

NO ALLA CENSURA DEL WEB!

Post n°467 pubblicato il 18 Gennaio 2012 da ironmiguel

Wikipedia:Comunicato del 18 gennaio 2012

A seguito delle discussioni svoltesi nei giorni scorsi, esprimiamo solidarietà nei confronti della protesta in atto sulla versione inglese di Wikipedia contro le proposte di leggi note come Stop Online Piracy Act e PROTECT IP Act.

Condividiamo con i nostri colleghi di lingua inglese le preoccupazioni sul pericolo che l'approvazione di tali leggi da parte del Governo statunitense potrebbe comportare per la libertà del Web in generale, e per Wikipedia in particolare, e desideriamo unire la nostra voce al coro di chi chiede che il Web stesso possa rimanere libero da censure e limitazioni, e non essere influenzato da leggi, decise da pochi, che cerchino di arginare questa libertà.

In quanto utenti di un Progetto basato sulla Licenza CC BY-SA e, nel nostro piccolo, autori anche noi, siamo particolarmente sensibili ai temi del rispetto del diritto d'autore e della proprietà intellettuale, e riconosciamo che i titolari dei diritti sulle opere d'ingegno abbiano ragione nel chiedere che tali diritti vengano rispettati: Wikipedia non approva la pirateria informatica, né la giustifica in alcun modo sulle pagine dell'enciclopedia. Gran parte del lavoro degli utenti di Wikipedia consiste in effetti nell'identificare e rimuovere, con la massima prontezza e velocità, le violazioni di copyright altrui che vengano inserite nelle voci.

Tuttavia, chiediamo a nostra volta che la lotta alla pirateria venga condotta con strumenti equi e responsabili, che non impediscano il lavoro o la semplice esistenza di quelle realtà che, sul web, operano per produrre opere culturali che siano accessibili e condivisibili da tutti e verso tutti. Riteniamo, condividendo in questo le opinioni della Wikimedia Foundation, di Creative Commons, della Electronic Frontier Foundation e di molte altre associazioni del web libero e OpenSource, che le leggi SOPA e PIPA proposte negli Stati Uniti impongano limitazioni inaccettabili alla libertà di Internet, limitazioni che, nate con l'obiettivo di combattere la pirateria, di fatto renderebbero impossibili il nostro lavoro: la costruzione di un'enciclopedia a contenuto libero, che sia fonte di ricchezza culturale per chiunque.

Wikipedia si basa sul principio della neutralità: non è schierata politicamente e non ritiene di poter o dover interferire con le decisioni dei Governi democraticamente eletti dei vari Stati. Tuttavia, rivendica il proprio diritto ad autodifendersi, qualora si veda minacciata da leggi o provvedimenti che possano ledere i principi su cui è costituita o che possano metterne in dubbio la stessa esistenza.

Per questo motivo, come esplicitato dal riassunto conclusivo delle discussioni sulla Wikipedia in lingua inglese, e dal comunicato ufficiale di Wikimedia Foundation, abbiamo deciso di condividere la protesta della Wikipedia in inglese con il banner visibile in cima alle pagine dell'enciclopedia. Riteniamo che questo sia il modo migliore sia per esprimere la nostra solidarietà e vicinanza ai colleghi di lingua inglese, sia per manifestare a nostra volta il nostro dissenso e per far giungere la nostra voce, per quanto possibile, ai membri del Congresso e del Senato statunitensi chiamati ad esprimersi su queste leggi.

Gli utenti di Wikipedia in lingua italiana

 
 
 

SPORTS WEEKEND

Post n°466 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da ironmiguel

E' stato un fine settimana molto "allenante" quello che si sta per concludere, con una tre giorni di allenamenti abbastanza seri, uno per giorno, uno per disciplina. Venerdi sera sono tornato in piscina a frequentare il corso di acquatraining e la lezione della sapiente Patty è stata di quelle da lasciare alla fine praticamente sfiniti e con ben poche energie. Sono soddisfatto per le ripetute sui 200 ritornate a tempi accettabili (ripartenze a 3,50..va bene cosi) mentre stendo un velo pietoso sugli esercizi gambe con la tavoletta, dove parevo un bradipo in uno stagno. Sabato mattina alle undici con una temperatura pungente ma non certo freddissima, in compagnia dell'Ironprof e di altri due temerari d'avventura, abbiamo riassaporato il gusto della salita sulle due ruote, con una sessantina di km scollinando la colletta di Rossana, nonostante il mio "cancello" muletto sul quale sono costretto momentaneamente a pedalare, in attesa dell'evolversi delle pratiche post-incidente. Stamattina un bel 15 running a 4,58 . Beh..da esserne abbastanza contenti, soprattutto perchè il fastidio articolare è sempre meno intenso. Intanto si delinano già gli appuntamenti del 2012 , sul quale mi riservo ancora qualche settimana per valutare meglio la mia ripresa fisica, anche se la proposta del Biancio, avvallata dall'Ironprof, dei campionati italiani di mezzo iron il primo maggio a Barberino, devo ammettere che mi alletta assai assai assai..

ps..e la samp finalmente ha vinto

 
 
 

UN PO' DI LUCE.

Post n°465 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da ironmiguel

L'età ed anche un pizzico di esperienza mi consigliano di non cantare vittoria troppo presto, ma è certo che questi primi giorni del nuovo anno, hanno dato notevole impulso alla mia dote di ottimismo. Ho ricominciato ad allenarmi con un po' più di costanza (anche per smaltire i kg in eccesso che cominciavano ad essere un po' troppi!), su tutte e tre le discipline, ma sono contento soprattutto di essere riuscito nuovamente a correre interamente su asfalto, non provando più dolore alla gamba, se si eccettua ancora un leggero indolenzimento al termine della corsa. Anche la media è ritornata su numeri più accettabili, dai 4,58 ai 5,02 a km su prove di 12 e 11 kilometri. E' sicuramente un segnale positivo, oltre che per il fatto di riuscire finalmente a correre quasi completamente libero dalla paura del dolore articolare, anche e soprattutto per il morale e per la programmazione della stagione appena cominciata. Ora, molto gradualmente potrò iniziare ad allungare un po' le distanze, stando molto cauto ed attento però a non esagerare per evitare il riacutizzarsi del fastidio . Sarà certamente un anno un po' più tranquillo, ma spero di riuscire a fare qualche bel mezzo iron, qualche gara olimpica, e una maratona autunnale che potrà essere il trampolino di lancio all'iron-anno dispari successivo. Ma, come ho detto all'inizio, esperienza ormai insegna di non andare troppo il là con i sogni e cercare invece di vivere ed apprezzare l'importanza del presente che regala sempre e comunque delle risposte.



 
 
 

ANNO NUOVO..SOLITA SAMP!

Post n°464 pubblicato il 07 Gennaio 2012 da ironmiguel

Sottotitolo: non ce la faccio più!!!

Non credo di aver mai vissuto da tifoso per i colori blucerchiati, un momento cosi basso. Credo che neppure a ridosso degli anni 2000, quando rischiammo la serie C, la mia squadra aveva espresso la pochezza di questi tempi. Ieri pomeriggio, per l'ennesima volta, era allo stadio di Genova, a vivere,  circondato da affetti ed amicizie, questa straordinaria passione, questo folle amore, che in questi mesi tanto mi fa patire. E' meraviglioso il calore che il pubblico sampdoriano sa regalare, è incredibile pensare che siamo ventimila abbonati per una squadra che un anno fa era in Europa..Ma adesso siamo davvero tutti stanchi, troppo stanchi, per continuare a stare vicino ad una manica di pelandroni menefregisti, che stanno infangando la dignità e l'onore della nostra unica insostituibile maglia. Basta!! La pazienza è finita!! Mi accingo a scrivere su tutti i forum dei tifosi della Samp, per proporre un comunicato affinchè si proibisca ai giocatori di scendere in campo con la maglia blucerchiata addosso, fino al momento in cui non dimostreranno impegno!! La maglia va meritata! Va sudata bastardi!!! Nessuno pretende di vincere, ma di lottare, correre, sacrificarsi, buttare sangue per i colori più belli del mondo, i nostri colori, che non possono essere offesi in questo modo! Finchè vivrò canterò forza Sampdoria..ma ora sono davvero senza più voce...

 
 
 

PROFITTI E PERDITE

Post n°463 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da ironmiguel

Come tradizione, ho iniziato il nuovo anno con una salutare pedalata. Una quarantina di km tranquilli con un clima più da inizio marzo che da primi di gennaio. La mente non poteva fare a meno di ritornare sulla strada dei ricordi, a quella prima pedalata del 2011, il due di gennaio in compagnia dell'Ironprof, con una temperatura glaciale, agli arbori di un anno che ci avrebbe portato ad un lungo cammino targato Embrunman. Come sempre quando si volta  pagina, anche quando finisce un anno ed inizia quello nuovo, si fanno resoconti, si stilano bilanci e si fanno nuovi programmi. Quando andavo alla scuola superiore, si parla ormai della preistoria, uno degli argomenti in  cui trovavo più difficoltà era proprio lo stilare il cosiddetto "profitti e perdite" alla fine di un anno..con il dilemma conclusivo: utile o perdita? Credo che quest'anno possa mettere tra i profitti una delle esperienze più meravigliose che la mia vita sportiva abbia mai vissuto, e mi riferisco ovviamente alla finish-line datata 15 agosto ad Embrun, contornata da tutto il cammino durato mesi. Emozioni davvero uniche ed intense, con la cornice di affetti ed amicizie che sono state l'ingrediente indispensabile. Basterebbe questo a considerare l'anno appena concluso come positivo e fantastico. Ma ci sono state cose negative? Sicuramente ..ma ogni considerazione, ogni giudizio, ogni presa di coscienza di bene o male, negativo o positivo, è sempre condizionata dal proprio stato emotivo, passionale, soggetivo e spesso cangiante.. Ho fatto un incidente, serio, fortunatamente non grave. Profitto o perdita? .mah?  come ho già scritto più volte..basta cambiare certe prospettive ed ecco che magari quella cosa assume significati e valenze differenti.. Insomma...è il classico dilemma della vita no? E nulla accade mai per caso..forse. La Samp è andata in serie B..profitto o perdita? Beh su questo non ci possono essere dubbi..sigh sigh sigh..aspettando la "previsione di bilancio" del prossimo anno..

 
 
 
Successivi »
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

90.MO MINUTO

 
 
 
 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 
 
 
 
 
 

24 GIUGNO 2007


 
 
 
 
 
 
 

02 AGOSTO 2009

 
 
 
 
 
 
 

15 AGOSTO 2011

 
 
 
 
 
 
 

SONO QUEI COLORI MAGICI...

 
 
 
 
 
 
 

ULTIMI COMMENTI

e pensa..la TAV mette a rischio anche la mia amatissima...
Inviato da: gabriel001
il 06/02/2012 alle 16:13
 
però..chi non piotrà godere di un posto fisso si divertirà...
Inviato da: gabriel001
il 06/02/2012 alle 16:07
 
La precarietà è una vergogna
Inviato da: cheguevaraeramorto
il 02/02/2012 alle 19:22
 
condivido le tue paole! siamo messi male...molto molto...
Inviato da: max.tri79
il 02/02/2012 alle 18:56
 
questo mai.....! Buon anno fratellone
Inviato da: cinzia
il 03/01/2012 alle 16:55
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

IL MIGLIORE AMICO..


 
 
 
 
 
 
 

DISCLAIMER

Le immagini ed i video che trovate in questo blog sono miei o sono stati reperiti nel Web, quindi valutati di pubblico dominio. Se gli autori di questi avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo; provvederò prontamente alla rimozione del materiale utilizzato.
 
 
 
 
 
 
 

CHI PUò SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
I commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.