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Ma vi rendete conto come cambiano i tempi? adesso pubblicizzano prodotti per eliminare peli negli anni 70 si pubblicizzava un prodotto che facevaq crescere ed infoltire la peluria. Ovviamente il prodotto in questione non penso abbia mai funzionato, come quasi tutti i prodotti reclamizzati dietro i giornalini del periodo e cito un altro prodotto a caso...
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Post n°1168 pubblicato il 18 Maggio 2012 da oro.colato
Il trottolo wizzer era una trottola della Mattel che negli anni 70 riscosse un notevole successo. era dotata di particolari cuscinetti che consentivano alla trottola di girare a velocità molto elevate e per molto tempo. La Mattel inserì poco dopo una specie di padella dove far girare la trottola oltre la possibilità di personalizzarla attraverso adesivi e nomi, vi furono anche trottole con la forma particolare tipo una lattina di seven up, coca cola, pepsi etc... |
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Post n°1167 pubblicato il 13 Maggio 2012 da oro.colato
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Ecco un phon degli anni '70. come potete vedere è molto diverso da quelli di oggi molto più ergonomici e interamente fatti in plastica. Il phon che usavamo noi aveva il manico in plastica e tutto il resto in ferro, faceva un rumore pazzesco e soprattutto aveva un grandissimo difetto...
la griglia laterale per la presa dell'aria che inevitabilmente risucchiava e tirava i capelli lunghi. |
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Post n°1165 pubblicato il 29 Aprile 2012 da oro.colato
Ideata nel 1974 da Richard Levinson e William Link e trasmessa dalla NBC dal 1975 al 1976, la più famosa serie TV su Ellery Queen arriva in Italia nel 1979 sul canale RAI. Sono 22 episodi più un pilota degli stessi autori che avevano ideato Mannix, Colombo e La Signora in Giallo. A interpretare il protagonista fu chiamato Jim Hutton, mentre l’ispettore Richard Queen, suo padre,
fu interpretato dal caratterista David Wayne. Tra i personaggi di contorno ricordiamo il sergente Velie (Tom Reese), il braccio destro dell’ispettore Queen, e il conduttore di gialli radiofonici Simon Brimmer (John Hillerman) che molti ricordano nell'altra serie Magnum P.I. Ellery Queen prende il volto di Jim Hutton e David Wayne presta quello del padre Richard. Ellery Queen era un giovane scrittore di gialli, laureato all’università di Harvard e interessato al crimine solo per curiosità. Suo padre Richard Queen,
infatti è ispettore capo della squadra Omicidi della polizia di New York, e il giovane Ellery si improvvisa investigatore nelle indagini sui delitti che la squadra di suo padre deve affrontare. Ellery Queen arrivò nelle librerie italiane negli anni quaranta, pubblicato nella famosa collana dei Gialli Mondadori, incontrando subito un largo consenso tra gli appassionati del genere.
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Post n°1164 pubblicato il 25 Aprile 2012 da oro.colato
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Post n°1162 pubblicato il 15 Aprile 2012 da oro.colato
Nei primi anni '70 compare sul mercato la Minamì. questi altro non era che una curiosa matita a cartucce con la punta di grafite che si infilavano una dentro l'altra. Una volta che la la cartuccia di punta si era esaurita, veniva estratta e introdotta nella parte superiore della Minamì, premendo si consentiva l'avanzamento di una cartuccia con la punta nuova. A protezione della punta era poi applicato un cappuccio in plastica trasparente. una bellissima idea allargata anche nella versione a mine colorate che venivano vendute in confezioni da 6 a colori assortiti. A causa del costo elevato e la poca praticità,sparirono dalla circolazione lasciando il mercato ai colori tradizionali
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Post n°1160 pubblicato il 06 Aprile 2012 da filidaura
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Un bel giorno del lontano 1978, Lirio Severini, non che proprietario di una azienda che produceva materiali plastici, da un avvistamento casuale nel vedere svolazzare nel cielo un pezzo di questo materiale, ha avuto una ingegnosa idea nel tirarci fuori un buisiness. Grazie ad estrusori di suo brevetto, Lirio poteva produrre rotoli di plastica leggerissimi, a quel punto il tutto si è evoluto in una invenzione di un grosso sacco nero simile a quello della spazzatura, ma molto piu' leggero, prendendo il nome di Ufo Solar. La sua forma era cilindrica e una volta gonfiato raggiungeva dimensioni pari ad una lunghezza di 3 mt per circa 80 cm di diametro
Per farlo innalzare in cielo bastava utilizzare un semplicissimo esperimento di fisica utilizzato tutt'ora per fare volare le mongolfiere: bastava una bella giornata di sole, possibilmente con assenza di vento o quasi, si scendeva in cortile e tenendo la bocca del grande cilindro aperta si iniziava a correre fino a farlo gonfiare, chiudendolo poi con del filo si attendeva qualche minuto in modo che il grande volume d'aria venisse riscaldato dal sole e il sogno di Icaro si avverava (almeno in parte). Era molto pubblicizzato su Topolino e lo si poteva acquistare in edicola o in cartoleria al modico prezzo di 2000 lire. Piu di mezzo milione di esemplari sono stati venduti nell'arco di sette anni, poi purtroppo il 5 novembre del 1984 Ufo Solar è stato dichiarato fuori legge da un decreto del Ministero dell' Industria, dell' Artigianato e del Commercio. Una relazione tecnica della commissione per la sicurezza del volo, voluta dal ministro Renato Altissimo, aveva stabilito la pericolosità di tali palloni per la navigazione aerea (vi erano state almeno tre mancate collisioni aeree con questi giocattoli) quindi ecco il sequestro su tutto il territorio nazionale e la distruzione del materiale. L'Ufo Solar è un enorme sacco in plastica nera molto molto leggero lungo 3 metri . Si gonfia correndo in cortile tenendo l'apertura con le braccia aperte, poi si chiude legandolo con del filo tipo aquilone fornito nella confezione lungo circa 50 metri e si attende qualche minuto e l'enorme pallone si alza in cielo come un dirigibile per un puro divertimento da soli o con gli amici in spiaggia o in campagna. Naturalmente, il tutto in una giornata di sole |
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Post n°1158 pubblicato il 25 Marzo 2012 da oro.colato
Mamma mia!!
dove Tarzan doveva staccarsi da una per attaccarsi all'altra, il giocatore doveva premere il pulsante in tempo giusto quando vedeva la liana avvicinarsi pena la caduta nel vuoto che costava una vita.
nella seconda fase tarzan doveva uccidere i coccodrilli e lo si poteva fare solo passando nella parte inferiore del coccodrillo e sferrandogli una coltellata, volendo, a scapito di punti, si potevano anche evitare il tutto però tenendo sempre d'occhio l'ossigeno!!
terza prova da superare i massi che scendevano da una montagna e rotolavano giù con diverse frequenze e diverse altezze. qui tarzan doveva evitare i massi saltando in tempo utile evitando anche di sbattere sui sassi che compivano balzi altissimi
non poteva mancare la prova finale che vedeva tarzan impegnato a salvare la sua donna legata con una liana sopra un pentolone in fase di cottura e con due guardiani armati attenti a non far passare l'eroe in modo che la donna passato il tempo cadesse dentro la pentola e diventando un ottima pietanza per i due. |
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Dragon's Lair è stato uno dei primi videogiochi ad avere una grafica a cartone animato che per il periodo (parliamo del 1983), risultava essere una vera e propria novità e di forte impatto visivo. capite da soli che passare da pupazzetti come il famosissimo supermario ad un vero e proprio cartone animato, il videogioco suscitava moltissimo interesse, solo che al momento di giocarci presentava moltissimi difetti uno di questi era dovuto alla scarsissima giocabilità e libertà d'azione lasciata al videogiocatore. Il giocatore doveva solamente muovere correttamente e nei tempi giusti il joystick o di premere il bottone della spada, praticamente si doveva imparare a memoria le mosse di tutti gli scenari presenti nel gioco. Se il tempismo e la mossa erano corrette il laser disc procedeva con il filmato mostrando al videogiocatore i progressi compiuti da Dir, il protagonista. In caso contrario il videogioco proponeva diversi filmati di morte in funzione dell'errata azione intrapresa.
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Qui torniamo parecchio indietro con il tempo però ho l'immagine stampata nella mia memoria bambino di questo tipo di calendario chiamato calendario perpetuo. Premetto che a casa non ne ho mai avuto uno anche perchè mi sembra che fosse un prodotto da bar osterie etc, nella casa di mio zio, dove passavo le vacanze estive, questo "coso" era appeso come un quadro ed era sempre aggiornato. Ricordo che un giorno presi una sedia mi avvicinai al calendario e appena feci il gesto di girare le rotelline (quelle che servivano per modificare la data), un urlo spaventoso mi fece bloccare in un nano secondo. in quel momento ho capito che spostando anche solo uno di quei numeri, avrei scombussolato la vita di una persona che tutte le mattine, appena si alzava dal letto, aggiornava il calendario, spostandolo arbitrariamente avrei compromesso l'equilibrio che si era venuto a creare all'interno di quelle 4 mura!! |
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Post n°1154 pubblicato il 18 Marzo 2012 da oro.colato
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