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«人間の人生は短いですが、私はいつもライブと » 三島由紀夫 « La vita umana è breve ma io vorrei vivere sempre » Yukio Mishima
Post n°233 pubblicato il 20 Novembre 2009 da mrjnks
Tag: Bufalino, letteratura, parchi letterari Sicilia, Pirandello, Sciascia, sicilia, Tomasi di lampedusa
In Sicilia sono nati diversi tra i massimi autori Italiani che hanno saputo conquistarsi la fama mondiale come Gesualdo Bufalino, Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Luigi Capuana, Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Giuseppe Tommasi di Lampedusa tanto per citare i maggiori, ma molti altri nomi si potrebbero ancora aggiungere segnando un primato davvero raro. vedi post
シチリア島は、世界で有名なシチリア文学の作家。 ジェズアルドBufalino、レオナルドシャッシャ、ルイジピランデッロ、ジョバンニベルガ、ルイジカプアーナ、エリオVittoriniヴィタリアーノBrancati、ジュゼッペトンマージディランペドゥーサ。 これらは、最も重要なアーティストですが、他の多くの名前を追加することができます。 非常に珍しい。
Molte possono essere le ragioni per le quali proprio in Sicilia sono nate alcune tra le opere più importanti della letteratura Italiana, sarà la presenza di una cultura antica e profonda e di una storia così ricca e insieme tanto difficile che, per celebrarli e per partecipare l’importanza del patrimonio culturale sono nati i Parchi Letterari, un nuovo modo di intendere e rivivere la letteratura in prima persona nel territorio in cui essa è stata creata.
その多くには、シチリアのいくつかのイタリア文学の ですから私は、普通は、標準とは異なるの外に、場所を訪れると素晴らしいシチリアマスターの雰囲気が島を再発見するとすべての芸術、風景、伝統の味として影響を与えて感謝のツアーに招待する。
Vi invito quindi ad un tour fuori dal comune, diverso dagli standard per riscoprire l’isola visitando i luoghi e le atmosfere dei grandi maestri siciliani ed apprezzare tutto ciò che li ha ispirati come l’arte, il paesaggio, le tradizioni ed i sapori.
Sayonara
Post n°232 pubblicato il 19 Novembre 2009 da mrjnks
Post n°231 pubblicato il 15 Novembre 2009 da mrjnks
Tag: enel, energia nucleare, energia solare, gas, priolo, progetto archimede, rete elettrica, rigassificatore, sicilia, sviluppo
Solitamente non mi occupo di notizie riportate su quotidiani, ma di fronte a certe notizie non si può rimanere insensibili. A mio avviso tutto l'articolo sembra una contraddizzione.... PIANI DI SVILUPPO Gas, solare e atomo Intesa Enel-Sharp-St. «Entro il 2010 il più grande impianto del Sud Europa per i pannelli solari entrerà in produzione», assicura Gianluca Comin Rete siciliana. «La produzione di energia sarà così abbondante che stiamo provvedendo a rafforzare la rete elettrica nell’Isola» I programmi Enel: rigassificatore, pannelli solari, progetto Archimede e centrale nucleare.
Il mondo marcia con l’energia e la Sicilia si propone come piattaforma energetica di rilievo europeo, grazie al suo clima e alla sua centralità nel Mediterraneo. Ecco perché l’Enel «ha deciso di investire in Sicilia più di un miliardo di euro nei prossimi quattro anni», dice il direttore delle relazioni esterne dell’Enel, Gianluca Comin. Non solo il rigassificatore di Porto Empedocle, ma anche l’accordo con Sharp e St per la produzione di pannelli solari, oltre al rafforzamento della rete e la previsione di una centrale nucleare con un investimento da 5 miliardi di euro «perché a 200 chilometri dai nostri confini ci sono 220 centrali e a questo punto, visto che sono sicure, tanto vale farle direttamente in casa. E saranno una grandissima occasione».
GIANLUCA COMIN direttore delle Relazioni esterne dell’Enel: «Le centrali nucleari sono sicure e portano ricchezza. Ce ne sono 220 ai nostri confini. A questo punto conviene farle noi e la Regione sarebbe disponibile. La Sicilia diventerà un ponte anche per il Nordafrica che nei prossimi anni avrà uno sviluppo notevole e avrà bisogno di energia e di know how ». L’Enel sta spingendo sull’innovazione.«Catania ospita il centro di ricerca di Enel-solare, la Confhoebus, centro di eccellenza europeo nel solare, a Priolo entro maggio sarà pronta la prima centrale al mondo di solare termodinamico, un impianto a specchi che consente di catturare l’energia del sole, immagazzinarla e usarla anche di notte. E’ il progetto Archimede che ha avuto un po’ di lungaggini per le autorizzazioni, ma adesso è pronto ad entrare in produzione. Poi insedieremo a Catania, mi auguro presto, la prima fabbrica di pannelli solari del Sud Europa, in joint venture con Sharp ed St». TONY ZERMO Priolo, cioè la prima centrale al mondo di solare termodinamico, è pronto a partire. L’investimento complessivo dell’Enel in Sicilia supera il miliardo.
A che punto siamo?«Questo consentirà da un lato di convertire la St a tecnologie redditizie in un momento in cui c’è tantissima domanda, portiamo in Sicilia la Sharp che era stata richiesta dalla Francia, dalla Spagna, dalla Grecia perché è la più grande produttrice di pannelli solari.E portiamo ricchezza nel settore delle rinnovabili in Italia, perché attualmente c’è una distorsione: i cittadini finanziano le rinnovabili, ma i prodotti sono quasi tutti realizzati all’estero, pale eoliche, pannelli fotovoltaici, e quindi creare una filiera italiana vuol dire trattenere la ricchezza nel territorio». Ma l’accordo è chiuso?«Abbiamo raggiunto l’intesa di programma con il ministero dello Sviluppo economico, ora stiamo lavorando a Bruxelles per ottenere le autorizzazioni e i finanziamenti previsti, la Regione ci supporta molto e speriamo che la crisi politica non ritardi i tempi. Questo investimento complessivo è di 750 milioni. Tra i soci l’accordo c’è e quindi credo che tra qualche settimana si potrà avere la posa della prima pietra, anche perché il programma prevede che già entro la fine del 2010 cominci a funzionare l’impianto. Si conta di produrre pannelli per circa 480 megawatt all’anno, con un’occupazione per 600-700 addetti permanenti, con picchi fino a 3000 persone durante la costruzione». Vuol dire tra meno di un anno? Ce lo auguriamo, ma non è troppo presto?«Però lo stabilimento, quello della St c’è. Impostare i macchinari è abbastanza semplice. Questo impianto conferma la vocazione della Sicilia, che tra l’altro è un ponte verso la sponda sud del Mediterraneo. Noi prevediamo che lo sviluppo demografico e quello economico in Nordafrica saranno vorticosi per cui la richiesta di energia diverrà elevatissima.Ci sarà richiesta di know how per trasformare la loro ricchezza, cioè il gas e il petrolio, in energia elettrica, come sappiamo fare noi con tecnologie pulite e avanzate. In più il sole e il vento non mancano e quindi anche la spinta verso le rinnovabili diverrà forte ». La Sicilia che ruolo può giocare come ponte verso l’Africa?«Innanzitutto la vicinanza potrà portare l’imprenditoria siciliana a investire, ci sono già operatori come Moncada e altri che guardano alla Tunisia, all’Algeria.Tra l’altro l’Europa incentiva l’insediamento di energie rinnovabili in Nordafrica. Di più è sempre vivo il progetto di collegare la Sicilia alla Tunisia con un cavo per importare energia da lì o dare energia alla Tunisia realizzando un circolo virtuoso. In previsione da qui a 20 anni c’è l’anello che congiungerà il Nordafrica con il Sud Europa, dalla Grecia alla Spagna, al Marocco, all’Egitto, alla Turchia, un unico anello energetico». La Sicilia produrrà molta energia, ben oltre il suo fabbisogno. Ma la rete non è sufficiente a sopportare questo carico.«Qui bisogna lavorare su due grandi filoni, uno è quello delle reti ad alta tensione che oggi sono in capo a Terna e che ha programmato degli investimenti importanti, ad esempio per il collegamento con la Calabria. Nel frattempo noi stiamo lavorando al potenziamento della distribuzione, abbiamo già una ventina di nuove cabine.Questo è fondamentale perché contribuisce allo sviluppo dell’Isola assecondando la crescita economica con un’energia elettrica abbondante e sicura ». Andiamo alla previsione di una centrale nucleare. Il governatore della Sicilia, Lombardo, ha detto sì al nucleare se c’è sicurezza e convenienza.«Tutto il mondo sta ricorrendo al nucleare, la Cina, l’Inghilterra, la Francia, il Belgio e tanti altri perché è la risposta più efficace al problema dei cambiamenti climatici. Contiamo di mettere la prima pietra per una centrale nucleare nel 2013. La Sicilia si è candidata ad ospitare almeno una centrale e uno dei posti papabili è Palma di Montechiaro, dal Gattopardo all’atomo.Con le 220 centrali nucleari ai confini praticamente ce l’abbiamo in casa. Che le nostre di ultima generazione saranno sicure non c’è dubbio.Ma se per assurdo si dovesse verificare un guasto in una centrale di un Paese vicino coinvolgerebbe anche il nostro.Tanto vale, quindi, realizzarle da noi, in tutta sicurezza, anche perché portano grande ricchezza al territorio dove sorgono». Un po’ il discorso del rigassificatore di Porto Empedocle.«Ma tenga conto che l’investimento di Porto Empedocle è di 600 milioni di euro, quello per una centrale nucleare è di 5 miliardi, le proporzioni sono queste. Faccia il conto che lo stop alla centrale di Montalto di Castro è costato 12 mila miliardi di lire, che hanno pesato sulle tasche dei cittadini che pagano la bolletta. Noi per il rigassificatore di Porto Empedocle scaveremo i fondali del porto fino a 14 metri di profondità per fare arrivare le grandi navi. Inoltre con la catena del freddo si possono conservare in un grande capannone i prodotti agricoli e il pesce che poi possono essere esportati dalle navi frigorifero. Ci vuole una regìa per sfruttare queste opportunità. Comunque resta il fatto che l’energia è il presente e il futuro del mondo, e la Sicilia si trova in ottima posizione». "fonte LA SICILIA" Mi sembra che sia tutto a posto... ma io mi chiedo, se la centrale solare svilupperà una quantià di energia elettrica di lunga superiore al fabbisogno dell'isola, che senso ha impiantare una centrale nucleare?
Forse monsieur Sarcosi non sà proprio dove buttare la sua di monnezza e ha trovato l'accordo con lo psiconano???
Non dovremmo essere Noi a dire l'ultima parola???? Adesso si aspettano i fondi europei per poi spartirli da buoni fratelli, ma questo è risaputo ormai, ma il nostro parere ormai non vale nulla?
Sayonara
Post n°230 pubblicato il 13 Novembre 2009 da mrjnks
Tag: anko, avocado, cucina giapponese, giappone, makisushi, nori, principessa Anko, riso, salmone, salsa di soia, spinaci, sushi, tokyo, tonno, wasabi, zenzero
Leggendo i commenti ho notato che molti sono interessati alla cucina Giapponese, ma parecchi non hanno mai provato questi gustosi e prelibati piatti né tantomeno sanno di cosa sono composti. Nella maggior parte dei casi quando si inizia a parlare di cucina giapponese, e nella fattispecie di sushi, che subito nei visi si intravede una sorta di disgusto causato dall'uso del pesce crudo. Di solito nei paesi occidentali il termine "crudo" è frainteso con marinato o comunque semicotto, ma non ha nulla a che vedere con il pesce crudo, e cioè, squamato, diliscato, e tagliato sapientemente in piccoli bocconi pronti a essere consumati insieme alle varie salse, è immancabile la salsa di soia e all'onnipresente riso (gohan コメ) cotto a vapore che è la base di quasi tutti i piatti di questo paese e che comunque sostituisce il nostro pane.... quotidiano. Sono circa dodici i tipi di sushi, ma quello più familiare alla maggior parte degli occidentali è il Makizushi (巻き寿司) che generalmente è avvolto nel nori, un foglio di alga seccato che racchiude il riso e il ripieno, con l'aiuto di un tappeto di bambù detto makisu, il tutto accompagnato da salsa di soia e wasabi, dal gusto inequivocabile, da provare almeno una volta, l'importante è di usare il tutto in piccole quantità. L'avvolgimento vegetale usato nel maki e nel temaki è detto nori (海苔). È un'alga commestibile tradizionalmente coltivata nei porti del Giappone. Originariamente le piante erano raschiate dai pali del porto, pressate in fogli e seccate al sole, con un procedimento simile a quello usato per la carta e tostato prima di essere usato nei cibi. Oggi il prodotto è coltivato, tostato, impacchettato e commercializzato in fogli di dimensioni standard di circa 18 cm per 21 cm. in confezioni da 10 fogli, quello della miglior qualità si presenta spesso, liscio, luminoso e privo di buchi ed è reperibile presso tutti i migliori negozi di International food. Ecco un esempio magistrale della fantasia giapponese, il Doraemonsushi...
Una preparazione molto simile al sushi comparve in Giappone già con l'introduzione della coltivazione del riso, intorno al IV secolo a.c., e consisteva a una variante di un antico metodo per la conservazione del pesce molto diffuso nell'Asia sud-orientale e in Cina: il pesce crudo veniva disposto a strati alterni di sale e riso e tenuto pressato per qualche settimana, in seguito veniva lasciato fermentare per mesi. Questo tipo di sushi è ancora molto apprezzato nella zona di Tokyo, si chiama naresushi. Nel XVII secolo si cominciò ad aggiungere aceto di riso per abbreviare i tempi di fermentazione del riso e il pesce era marinato o cotto. Soltanto verso il 1820 comparve a Edo (l'odierna ToKyo) la ricetta più si avvicina al sushi dei nostri tempi. Hanaia Yonei è l'ideatore del nigirizushi; fu il primo a servire per strada sul suo banco bocconcini di riso aromatizzati all'aceto con sopra fettine di pesce crudo. Da allora si diffuse la vendita del sushi per strada e il sushi si è diffuso in tutto il Giappone e in seguito in tutto il mondo creando tantissime varianti assecondando così i gusti alimentari dei vari popoli. Piccola curiosità: sulla tenda bianca fissata alle bancarelle i clienti, dopo aver consumato il sushi, si pulivano le mani. Questo era un sistema infallibile per individuare il miglior rivenditore, più questi era sporco più il posto era frequentato e quindi il sushi che lì era servito era migliore. Questa semplice ed equilibrata dieta è il segreto del benessere dei giapponesi, oltre che alla cura maniacale del proprio corpo. Loro avevano già capito da tempo che la carne rossa non è un buon alimento per la buona salute, dovremmo imparare da loro? Una nouva moda stà spopolando in giappone, mangiar bene in un bel corpo che tutti sembrano apprezzare
Con questa breve ma dovuta introduzionesu questo gustoso, genuino e leggero piatto, vi invito a provare la ricetta consigliata da "La Principessa Anko" a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti e meriti per avermi fatto conoscere, apprezzare e gustare al meglio le meravigliose raffinatezze del mondo culinario Giapponese... e non solo....
La ricetta.
Ingredienti:
Ripieno a scelta tra:
La base è composta di riso cotto a vapore come ho già spiegato in un precedente post.(leggi)
Di solito preferisco il tonno o il salmone che bisogna saper affettare col giusto modo, ma anche avocado, frittatina e spinaci per fare un altro esempio, ma questi sono gusti personali
Fate sciogliere in un pentolino a fuoco basso, l'aceto, lo zucchero ed il sale. Quando questi sono ben sciolti, togliete il pentolino dal fuoco e fate raffreddare. A cottura finita del riso spruzzateci sopra l'aceto, mescolando più volte con il cucchiaio di legno inumidito. Con un ventaglietto sventolate in modo che l'aceto evapori ed il riso si raffreddi velocemente. Il riso assumerà un aspetto ben lucido. Non è necessario usare tutto l'aceto poiché il riso deve rimanere appiccicoso e compatto. Copritelo poi fino al momento dell'uso. Stendete uno strato di riso alto 1/2 cm su un foglio di alga nori appoggiato sullo stuoino di bambù. Distribuite bene in modo da ricoprirne il 2/3, lasciando un cm di margine sul lato esterno, e sormontatelo vicino al centro dal ripieno prescelto. Continuate piano piano premendo leggermente e sistemando gli ingredienti in modo che rimangano ben compatti fra loro. Quando è bene arrotolato, premete con delicatezza e srotolate lo stuoino. Quello che si ottiene è un cilindro nero che taglierete poi con un coltello ben affilato e con la lama inumidita così che il riso non si attacchi alla lama ottenendo larghe fette di dimensioni uguali.
Se non siete ancora convinti ecco quà un bel video che vi aiuterà sicuramente. Non mi resta che augurarvi..... Itadakimasu
A la prox....
Post n°229 pubblicato il 04 Novembre 2009 da mrjnks
Nell'attesa di buone nuove ritorno ai miei vecchi amori e cioè il Jazz ed il Giappone, un connubio che non mi stancherò mai... d' amare, adesso ho trovato tutt'e due insieme, come dire "due piccioni con una fava"...
Un'artista internazionale veramente eccezzionale, ascoltate e poi datemi il vostro parere... Arigatou Gozaimasu
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