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Post n°254 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da mrjnks
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Post n°253 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da mrjnks
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Post n°252 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da mrjnks
Tag: Catania, corpus domini, culto, Decio, devoti, Diodoro, egitto, Iside, Quinziano, religioni, riti pagani, sacro profano, sant'agata, settimana santa Catania…, Catania…, “dopo il primo miracolo, compiuto dal suo velo che arrestò il fiume di lava alle porte della città durante una tra le più intense eruzioni dell’Etna, minacciando seriamente la città, che ebbe inizio la conversione collettiva del popolo a questo culto”. 252 D. C. Catania – Borgo Ognina. “…improvvisamente nella calma della notte estiva, le campane di tutte le chiese cominciarono a suonare a distesa così che tutti i cittadini si precipitarono per le strade. Dopo ottantasei lunghi anni lontano dalla sua terra, il Sacro corpo ritornava...” 17 Agosto 1126 Ben diversa è quindi l’origine della festa che mi appresto a descrivere. Ormai è stato messo già in chiaro come nelle vite dei santi e nelle feste religiose si siano conservati molti elementi di culto pagano, riti e usanze sono ancora oggi in uso e frequentemente accostati a un’altra antica tradizione e cioè al culto di Iside. Catani L'importanza di Iside e del suo culto, poi approdato in tutto il Mediterraneo, andrebbe oggi riscoperto maggiormente in Sicilia dove questa prima figura di Madonna allattante in piede sarà fonte d'ispirazione per la stessa Cristianità, esistono figure in Sicilia, a Megara ad esempio, di Grande Madre allattante seduta.
La festa dedicata a Iside era quindi una festa marinara. Il rito imponeva la processione verso il mare, lì era consacrata alla dea la nave che poi sarebbe stata lanciata verso il mare. Un percorso lungo e tortuoso che si perde nelle pieghe del tempo, infatti, questa indole marinara pare fosse all’origine della festa di Sant’Agata in quanto la processione scendeva dalla Basilica fino alla Marina, l’attuale quartiere Civita, non tanto per lanciare la nave ma bensì perché era proprio dal mare che giunsero le Sacre Reliquie della Santa.
“…già molti secoli prima il popolo recava in giro per le pubbliche strade e le pubbliche piazze, la statua di una vergine col bimbo simboleggiante la futura madre del Redentore…” così annotavano Pietro Carrera e Francesco Privitera, studiosi del sei/settecento, così come anche nella storia dell'arte sacra siano perdurati certi caratteri della dea egiziana che solitamente è rappresentata con il suo bambino, lattante, e a volte in atteggiamenti che ricordano in modo singolare le nostre Madonne. Il filosofo Apuleio descrivendo la festa di Iside in Corinto, nella celebre Metamorfosi, da spunto per collegare questo culto con le celebrazioni in onore a Sant’Agata Il sacco bianco indossato dai devoti altri non era che la trasposizione delle vesti in lino indossate nell’antico Egitto e anche il cappello, nonostante il colore nero, riporta al paese dei Faraoni. In effetti, le analogie tra il culto di Iside e quello in onore di Maria "Stella Maris" e di Sant’Agata Patrona di Catania sono tante. In ambi i due casi, abbiamo una Madre afflitta e in lutto che conquista la vita recandosi negli Inferi. Tutte due simboleggiano la ciclicità della vita e la vittoria sulla morte. Tutti due i culti aprono a misteri iniziatici e comunicazione esoterica.
La storia racconta…
Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta imponendole il velo rosso portato dalle vergini consacrate. Il proconsole di Catania Quinziano vedendola se ne invaghì e, in forza all'editto di persecuzione dell'Imperatore Decio, la accusò di vilipendio della religione di Stato, quindi ordinò che la catturassero e la conducessero al Palazzo pretorio. I tentativi di seduzione da parte del proconsole non ebbero alcun risultato che, furente, imbastì un processo contro di lei. Interrogata e torturata Agata resisteva nella sua fede e questo portò Quinziano al colmo del furore tanto che ordinò anche di strapparle o tagliarle i seni con delle enormi tenaglie. Nonostante ciò Agata dop Improvvisamente un forte terremoto scosse Catania, allora il proconsole, terrorizzato, ordinò di togliere la sventurata giovane dalle pire e la fece riportare agonizzante in cella dove spira qualche ora dopo. Durante il processo cui Agata fu sottoposta, fu messa in atto la Lex Laetoria, una legge che proteggeva i giovani d'età compresa tra i venti e i venticinque anni, soprattutto giovani donne, dando a chiunque la possibilità di contrapporre una "actio polularis" contro gli abusi di potere commessi dall'inquisitore: prova ne sia che il processo si chiuse con un'insurrezione popolare contro Quinziano, che dovette fuggire per sottrarsi al linciaggio della folla catanese. Era il 251. tratta da Avvenire - Biografia ufficiale.
Tre giorni di culto, di devozione, di folclore e di tradizioni quindi, devoti o curiosi anche sino a oltre un milione invadono la città sconvolgendone inevitabilmente i ritmi. Tre giorni di solennità, ma solo due di essi sono i più sentiti dai fedeli, il quattro e il cinque Febbraio, quando Sant'Agata, nel suo argenteo fercolo tirato a mano dai fedeli per mezzo di due lunghi cordoni, va tra la sua gente, attraversando sia i quartieri popolari che quelli alti.
... Vi lascio così.. alla prox Sayonara ..... |
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Post n°251 pubblicato il 26 Gennaio 2010 da mrjnks
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Post n°250 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da mrjnks
E siamo a fine settimana… Piove piove e ancora piove… freddo glaciale, brrrrrr…. ma non mi abbatto e vedo sempre in positivo.. Non sazio di così tanto freddo ecco che mi offrono la possibilità per una due giorni sull’Etna coperta da una candida coltre bianca. Freddo vento e neve, file interminabili di auto prima di arrivare alla meta, piste stracolme, rifugi accoglienti, insomma stracolmi anch’essi, con caldi camini, sarà dura ma ne vale la pena… Mi fiondo…
Sayonara ..... |
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La mia città, senza pietà, la mia città
ma come è dolce certe sere
a volte no, senza pietà
mi chiude in una stanza
mi fa sentire solo
Una città, senza pietà, la mia città
non la conosco mai fino in fondo
troppi portoni, troppi cassetti
io non ti trovo mai
tu dimmi dove sei
Adesso dove si va, cosa si fa, dove si va
siamo sempre dentro a qualcosa
un'auto che va o dentro un tram
senza mai vedere il cielo
e respirando smog...
ma guarda là, che cazzo fa, ma pensa te
ma come guida quel deficiente
poi guarda qua, che ora e' già
ma chi ti ha dato la patente
che ti scoppiasse un dente
a te....
siamo sempre di corsa
sempre in agitazione
anche te...
che anche se lecchi il gelato
hai lo sguardo incazzato
La mia città, senza pietà, la mia città
ma come è bella la mattina
quando si accende, quando si sveglia
e ricominciano i rumori
promette tante cose
Ma dimmi dove sarà, prima era qua
c'è un nero che chiede aiuto
dove sarà questa città
E' sparita senza pietà
c'ha troppi muri la mia città
Ma guarda che civiltà la mia città
con mille sbarre alle finestre
guardie giurate, porte blindate
e un miliardo di antifurti
che stanno sempre a suonare
Perché...
c'è chi ha troppo di meno
e chi non si accontenta
e c'è...
chi si deve bucare
in un angolo di dolore
e c'è...
che c'è bisogno di tutto
c'è bisogno di un trucco
Senza pietà, la mia città
"Signora guardi che belle case
però a lei no, non gliela do
mi dispiace signora mia
è tutto uso foresteria"
La mia città, senza pietà, una città
ti dice che non è vero
che non c'è più la povertà
perché è tutta coperta
dalla pubblicità
C'è chi a lavorare
è obbligato a imbrogliare
e c'è...
chi per poterti fregare
ha imparato a studiare
E c'è...
che c'è bisogno di un trucco
c'è bisogno di tutto
e c'è...
bisogno di più amore
dentro a questa prigione.
,
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