NUOVE PIRAMIDI
Scoperte a Mauritius il 18/10/10 da Simone Corradini
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Post n°8 pubblicato il 21 Agosto 2011 da Templar_80
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Post n°6 pubblicato il 29 Ottobre 2010 da Templar_80
Tag: archeologia, civiltà, gradoni, incredibile, mauritius, misteri, mistero, MrTemplar80, nuove, piramidi, scoperte, ufo
SCOPERTE NUOVE PIRAMIDI A MAURITIUS di Simone Corradini
La prima volta che lessi dell’esistenza delle sette piramidi nella piana di Plaine Magnein a Mauritius rimasi fortemente colpito. Come era possibile che simili strutture a gradoni quasi identiche (per tipologia costruttiva) a quelle siciliane e sarde nonché a quelle delle Canarie fossero state rinvenute in luogo così lontano? Erano frutto di una medesima “cultura madre” ? Ed in tal caso, chi mai avrebbe potuto costruirle seguendo rotte marittime talmente lunghe da riuscire persino a circumnavigare l’Africa? Furono proprio questi interrogativi a spingermi a meditare per lungo tempo un viaggio sull’isola più affascinante delle Mascarene, cercando di far combaciare il nostro viaggio di nozze (mio e di mia moglie Alessandra) con il viaggio che avrebbe potuto fornirmi qualche indizio in più su quelle meravigliose strutture a gradoni, unendo così l’utile al dilettevole. Iniziai così a programmare sia il nostro soggiorno sull’isola sia le tappe ed i luoghi da visitare aiutandomi prevalentemente con internet e con l’inestimabile servizio fornito da Google Earth. Si può dire che fu proprio grazie alle immagini da satellite che cominciai a rendermi conto che sull’isola dei defunti Dodo si nascondeva qualcosa di ben più grande rispetto alle seppur bellissime piramidi di Plaine Magnein.
SINGOLARE ALLINEAMENTO La prima cosa che mi balzò agli occhi era il particolare allineamento delle tre piramidi che si trovano più vicine all’aeroporto, quelle per intenderci che sitrovano più ad Est. A mio parere (e ne sono sempre più convinto) rappresentano anch’esse come le tre piramidi principali della piana di Giza le stelle della cintura di Orione (costellazione visibile anche dall’isola mauriziana). Ad ogni buon conto, continuando a perlustrare per giorni dal monitor del mio pc la superficie dell’isola mi accorsi subito dell’esistenza a Grand Bois così come su gran parte dell’isola di strane macchie scure e strani tumuli a volte di colore nero a volte ricoperti dalla vegetazione, tuttavia non riuscendo a stabilirne la natura rimandai ogni speculazione al viaggio dello scorso Ottobre.
ENORMI E LUNGHI MURI Sempre da satellite mi accorsi dell’esistenza nel sud dell’isola, in particolare a sud di Savannah a pochi metri dal mare, di alcuni enormi muri di pierta che come ho avuto modo di constatare in seguito sono immensi, lunghissimi e probabilmente della stessa epoca delle piramidi. Tuttavia una volta giunto sul posto non sono riuscito a raggiungere tutti i luoghi che avevo individuato dal satellite poiché piuttosto difficili da raggiungere in auto ed anche perché ad un certo punto un signore, dipendente di una grossa multinazionale dello zucchero, ci ha bloccati non consentendoci di proseguire sul nostro cammino e precludendoci l’accesso ad una vasta zona sempre a sud di Savannah. Questi antichi muri la cui larghezza varia da 1,5 a 3 metri circa sono stati in gran parte riutilizzati dagli allevatori locali per custodire gli animali al pascolo ed oggi sono caratterizzati da strutture aggiuntive come cancelli di ferro e legno, filo spinato ed abbeveratoi di cemento. La tecnica costruttiva di questi chilometrici muri (che purtoppo da satellite si vedono poco poiché coperti dalle fronde degli alberi) è la stessa di quella osservata sulle piramidi e sono costituiti delle stesse rocce vulcaniche nere che sono state utilizzate nella costruzione delle suddette piramidi e che si trovano praticamente ovunque sull’isola raccolte in immense cataste. Sempre da satellite è possibile notare come in alcune zone vi siano delle macchie rettangolari o quadrate sul terreno che a mio parere farebbero supporre l’esistenza in passato di altre piccole piramidi oggi forse completamente rimosse per agevolare il passaggio dei mezzi agricoli sugli immensi appezzamenti di canna da zucchero.
DUE TIPI DI ROCCE Ma veniamo al dunque. Appena giunto sul sito di Plaine Magnein mi accorsi subito che le piramidi erano abbastanza danneggiate e che si poteva notare un particolare singolare. Queste meravigliose strutture a gradoni furono costruite utilizzando differenti materiali, infatti all’esterno sono tutte ricoperte da roccia vulcanica scura squadrata in blocchi più o meno omogenei mentre all’interno sono caratterizzate da uno o due tipi di roccia biancastra e per lo più caratterizzata da piccoli frammenti grezzi ed in alcuni punti da lastre di altro materiale sempre di colore chiaro.
STRANI FORI Girando attorno alla prima piramide che incontrammo notai subito una enorme roccia posta alla base della struttura e caratterizzata da tre inequivocabili segni di lavorazione. Si tratta di tre fori perfettamente circolari e molto lisci, profondi almeno una trentina di centimeri e realizzati in modo obliquo. Rimane quindi da stabilire chi li abbia realizzati e quando dato che per ottenere un simile risultato si sarebbe indubbiamente reso necessario l’utilizzo di qualche tipo di trapano ad alta velocità. Ribadisco comunque che non sono in possesso di alcuna prova in grado di dimostrare con certezza che tali fori risalgano all’epoca della costruzione delle piramidi oppure siano stati realizzati in seguito in epoca moderna.
L’ OTTAVA PIRAMIDE? Poco più avanti accanto a quella che viene comunemente indicata come le quinta piramide del complesso esiste una ulteriore struttura a base quadrata e di forma apprrossimativamente piramidale. La struttura in questione è molto più piccola delle altre sette piramidi ed è praticamente distrutta e ricoperta di vegetazione ma anche in questo caso si nota che è composta da due differenti tipi di roccia (gli stessi delle altre piramidi) e da satellite risulta essere ben squadrata e perfettamente allineata con il lato nord della piramide ad essa vicina. Tutti questi particolari mi inducono a considerarla come una piccola piramide “satellite”, l’ottava del complesso di Plaine Magnein appunto. Non posso invece esprimermi in merito del tumulo circolare alla base del capanno del guardiano che per inteso non sorveglia le piramidi bensì le “preziosissime” canne da zucchero. Devo inoltre aggiungere di essere stato prontamente accolto dal manager della piantagione che educatamente mi ha invitato ad alzare i tacchi.
UN SECONDO ENORME COMPLESSO Il 18/10/10 vale a dire l’ottavo giorno del nostro soggiorno mauriziano intorno alle 13,00 ora locale ci stavamo recando a visitare la fabbrica del thè di Bois Cherì. Oramai mi ero rassegnato ad incontrare solamente informi cataste di pietre ammassate nei campi, prima dagli schiavi poi dai moderni mezzi agricoli, convincendomi che tutte quelle strane strutture osservate da satellite fossero a questo punto semplici cumuli di pietre e niente più. Fortunatamente mi sbagliavo. Guardando distrattamente fuori dal finestrino del Pick-up che ci stava accompagnando i miei increduli occhi scorsero ad un tratto una silouette piuttosto famigliare e con un sobbalzo presi ad urlare per la sorpresa provocando un attacco di cuore ai miei compagni di viaggio del tutto rilassati sui propri sedili. Avevo appena scoperto un immenso complesso di piccole piramidi di cui forse nessuno sapeva niente, a parte ovviamente gli apatici contadini locali. Il complesso in questione è davvero enorme sia per l’estensione, sia per il numero di strutture piramidali che lo compongono. Il sito di Grand Bois si estende per chilometri tutto attorno all’omonimo paesino sia a Nord che a Sud, sia ad Est che ad Ovest e sicuramente molte di queste strutture a gradoni sono state in passato demolite per far spazio ai seminativi e a nuovi edifici, spesso costruiti appunto con tali pietre già abbastanza squadrate e quindi pronte all’uso. Le piramidi di Gran Bois sono mediamente più piccole di quelle di Plaine Magnein e probabilmente se fossimo passati in un altro periodo con le canne da zucchero alte 5 metri non le avremmo nemmeno potute distinguere. Sono strutture a gradoni realizzate con le stesse tecniche costruttive delle altre sette e sempre costituite da due tipologie di rocce. A mio parere sarebbe importante riuscire a mapparle tutte con precisione al fine di poterle censire e numerare ed al fine di poter controllare se la loro disposizione serva a rappresentare sul terreno qualche costellazione come in altri luoghi del pianeta. Inoltre, come nella lontana Teotihuacan ad est di Grand Bois si sviluppa un complesso lineare di piramidi con al centro una strada simile alla più famosa “Strada dei morti” messicana e questo non può che stimolare la mia curiosità nel tracciare similitudini nemmeno così assurde. Nel totale il sito archeologico di Grand Bois conta almeno una cinquantina di piramidi a gradoni e rappresenta a mio avviso una delle più importanti scoperte archeologiche dell’anno.
CONCLUSIONI PERSONALI Direi che è abbastanza evidente il fatto che a Mauritius sia esistita una civiltà abbastanza antica legata al mare ed organizzata in una società stanziale in grado di occupare stabilmente più o meno tutta la parte meridionale dell’isola e capace di edificare una gran quantità di costruzioni piramidali, muri enormi e strade lastricate di cui si trovano i segni sia a Plaine Magnein sia a Grand Bois. Purtroppo però il governo mauriziano è a dir poco latitante e lacunoso in materia di conservazione e tutela dei propri beni storici e culturali e questo atteggiamento rischia di compromettere la salvaguardia di un pezzo di storia tutto da chiarire e sicuramente molto affascinante. Mi auguro quindi che sempre più appassionati e ricercatori decidano di visitare Mauritius alla ricerca di altre piramidi nascoste ed alla scoperta di qualche dettaglio capace di far luce sulle incredibili similitudini che legano il passato di questa incredibile isola con quello di altre zone del pianeta unite a doppio filo non solo dall’esistenza delle piramidi ma probabilmente anche da origini culturali comuni. Infine, alla luce del fatto che le canne da zucchero possono raggiungere anche i 5 metri di altezza prima di essere tagliate e che quindi spesso non si riesce a vedere nulla oltre ad esse, nemmeno passandovi accanto, è più che lecito supporre che sull’isola mauriziana possano esservi ancora molte altre piramidi da scoprire. Credo che l’archeologia abbia bisogno in egual misura di regole ed intuizioni, di ricerca ed immaginazione, poiché senza la capacità di saper guardare oltre i propri limiti si rischia di non oltrepassarli mai.
S.C.
Ecco un breve filmato disponibile su You Tube: http://www.youtube.com/watch?v=mDPSXNLZGHo |
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Post n°4 pubblicato il 20 Giugno 2009 da Templar_80
UN ROMANZO ISPIRATO AD UN DIPINTO REALMENTE ESISTENTE "L'UFO DI LIPPI" ROMANZO DI ARAGON STONE CASA EDITRICE KIMERIK UN'AVVENTURA CHE TI LASCERÀ SENZA FIATO!!! PRENOTALO ORA IN OGNI LIBRERIA O SU www.kimerik.it |
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Post n°2 pubblicato il 20 Giugno 2009 da Templar_80
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Post n°1 pubblicato il 19 Giugno 2009 da Templar_80
Quasi interamente ricoperta di alberi e “limata” ai lati non solo dal tempo ma anche dai contadini proprietari del campo in cui si trova, questa insolita collina mostra un design insolito. Contrariamente a quanto può sembrare dalle fotografie, la costruzione non è di dimensioni colossali. I tre lati ben distinguibili sono lunghi all’incirca 100 metri ognuno e ciò gioca a favore dell’ipotesi di un concreto intervento umano su tale struttura. La struttura, probabilmente ricavata “modellando” una collinetta di chiare origini naturali è visibilmente danneggiata ed il versante esposto a sud, adibito a prato stabile è stato fortemente compromesso dal ripetuto passaggio di trattori agricoli. Ho fotografato la piramide da differenti angolazioni prima con un telefono cellulare, poi con una macchina fotografica prima che si scaricasse, infine ho scaricato due immagini satellitari da Google Earth e il risultato è quello che potete osservare accedendo alle foto del mio profilo personale. La suddetta collinetta si trova appena sopra Vesallo, nel comune di Carpineti, a poche decine di metri dal piccolo borgo di Vallo (Vallum). Personalmente non sono ferrato in archeologia e nemmeno intendo tentare di arrampicarmi su ipotesi ardite, tuttavia non si può dire che la straordinaria forma di quella collinetta non sia misteriosa. Stranamente questa costruzione si trova in perfetto allineamento con le altre presunte piramidi italiane (S. Agata-Piediluco-Pontassieve-Montevecchia), il che tende ad avvalorare l'ipotesi di un antico intervento umano a carico della collina di Vesallo. Il terreno sul quale sorge la piramide è in parte di proprietà del signor Vittorio Donadelli ed in parte del signor Cilloni Alfonso, ai quali vanno i miei più sinceri ringraziamenti. Il signor Donadelli afferma che in passato la collina in questione avesse una forma molto più precisa rispetto a quella attuale. L’aspetto piramidale della collina si sarebbe deteriorato solamente negli ultimi 50 anni. Un tempo infatti essa veniva semplicemente lavorata a mano, poi con l’arrivo dei trattori ne è stata rapidamente modificata la forma. Circa 40 anni fa il signor Donadelli realizzò una carraia proprio sul versante est della collina modificando profondamente il suo aspetto originario, inoltre circa 20 anni fa l’Agac realizzò uno scellerato intervento andando ad interrare un lungo tratto di metanodotto sulla collina in questione seguendo proprio la linea segnata dallo spigolo sud-est della struttura provocandone un grave danneggiamento. I tecnici dell’Agac alle domande degli abitanti del luogo risposero affermando che a loro parere i crinali e gli spigoli delle montagne sarebbero i punti più stabili dal punto di vista idrogeologico per sotterrare tubature. OMPHALOS? In passato il padre del signor Donadelli trovò nel proprio campo attiguo alla piramide una grossa sfera di pietra, la quale tutt’oggi è ancora osservabile. Tale pietra è mancante di una piccola parte, ha un diametro massimo di circa 35 cm e come molte altre rinvenute nella zona fu posta vicino ai muri delle abitazioni locali poiché secondo alcune tradizioni orali tali sfere avrebbero avuto il potere di allontanare gli spiriti malvagi dalle abitazioni di chi le possedeva. Una simile pietra seppur di dimensioni più ridotte venne rinvenuta sempre a lato della piramide anche dal padre del signor Cilloni: quest’ultima sarebbe però andata perduta. Gli abitanti del luogo sostengono che in passato nella zona era facile trovare pietre simili anche di dimensioni maggiori sempre in prossimità delle abitazioni. Le suddette sfere venivano periodicamente dissotterrate dai contadini dal suolo circostante la zona della piramide. Sempre il signor Cilloni afferma di aver trovato personalmente anni addietro, durante alcune operazioni di lavorazione dei propri terreni alcuni cocci di terracotta nel campo a nord-ovest della piramide ai quali non avrebbe dato gran peso, lasciandoli dove si trovavano. Oggi tali frammenti non sono reperibili. Il Cilloni afferma inoltre che il padre in passato avrebbe rinvenuto una moneta di rame ossidata anch’essa affiorata durante alcune operazioni di lavorazione del medesimo campo. Oggi tale moneta non è reperibile, sarebbe dispersa in qualche soffitta. Piccola annotazione: secondo il signor Cilloni, il quale in passato si interessò alla possibilità di realizzare un secondo pozzo sulla sua proprietà, una rigogliosa falda acquifera passerebbe esattamente sotto la collina piramidale. A circa cinque chilometri dalla piramide di Vallo-Vesallo si trova il borgo di Tapognana, ove nei campi della famiglia Teneggi furono rinvenute alcune sfere di pietra di varie dimensioni. Solo alcune di queste sono oggi reperibili in quanto furono conservate a scopo decorativo attorno alla abitazione di famiglia. La più grossa di queste è spezzata e mancante di circa due quinti. La sfera ha un diametro massimo di circa 50 cm. Anche questa sfera, come quella del signor Donadelli, presenta alcune linee e segni di imprecisata natura. Una terza sfera di rilievo (forse la più importante), anch’essa rinvenuta in un campo non precisato di proprietà della famiglia Teneggi, ha un diametro massimo di circa 10 cm. Questa sfera è di materiale differente dalle altre presenti nei dintorni e, a differenza delle altre, è sicuramente stata arrotondata artificialmente. Quasi certamente non ha nulla a che fare con le montagne circostanti. È di forma sferica perfetta, colore chiaro e superficie molto più porosa rispetto alle altre pietre. Come si può osservare nelle nuove immagini inserite nel mio album personale le sfere di pietra presenti su gran parte del territorio carpinetano non provengono come pensavo dal fiume Secchia ma bensì dalle montagne sovrastanti Carpineti ed i paesini vicini. Dai fianchi di queste montagne col passare del tempo e grazie all’erosione atmosferica vengono alla luce e poi si distaccano le sfere di pietra in esse racchiuse. In varie zone si possono notare le sfere affioranti e le parti concave derivanti dal loro distaccamento.È comunque evidente che tali sfere di pietra avessero in un passato recente grande importanza per gli abitanti di quelle zone che le raccoglievano e le disponevano a fini decorativi e forse anche a fini religiosi.
TUMULI ETRUSCHI O ALTRO? Nella zona circostante Carpineti esistono alcune strane collinette, a mio avviso antichi tumuli di terra. Che queste siano in diretta correlazione con la struttura piramidale di Vesallo? Si tratta di tumuli etruschi o di altro? Una singolare collinetta si trova nel giardino di una casa, detta Casa Coloretti dal cognome della famiglia che per lungo tempo ne è stata proprietaria. Gli attuali proprietari, da poco insediatisi, sono convinti si tratti di un tumulo etrusco e proprio per questo non mi hanno consentito di entrare nella loro proprietà e di visionarla da vicino. Dicono che non vogliono curiosi nel proprio giardino e tanto meno che vengano iniziati scavi archeologici. La collinetta si trova a pochi chilometri di distanza dalla piramide di Vesallo. Un' altra collinetta perfettamente arrotondata si trova invece a Pantano, sempre a poca distanza da Casa Coloretti e dalla piramide di Vesallo. Il contadino proprietario del campo colloquiando col signor Frassinetti di Carpineti (che ringrazio per la gentile collaborazione) avrebbe affermato che la collina in questione sarebbe interamente di terra e sarebbe sempre stata utilizzata solo come prato stabile per ottenere foraggio. Oggi non viene più nemmeno sfalciata. Anche questa collinetta isolata desta qualche interrogativo. Potrebbe trattarsi di un tumulo artificiale?
RESTI DI UN ANTICO MURO Alcune pietre affioranti direttamente dal lato Est della piramide di Vesallo sembrano ricoperte in alcuni punti dalla superficie appiattita da una specie di malta molto antica. Potrebbero aver fatto parte di un muro. Resta da stabilire in quale epoca furono utilizzate. Infatti la costruzione del borgo di Vallo, immediatamente a lato della piramide, risale al medioevo. RINGRAZIAMENTI Un ringraziamento particolare va alle persone che hanno collaborato col sottoscritto e reso possibile le ricerche in loco: il signor Leonardo B. Romano, lo scopritore della piramide di S. Agata dei Goti, l' archeologa tedesca Gabriella Lukacs, il sig. Domenico Frassinetti un ricercatore indipendente da tempo interessato alla storia archeologica di Carpineti ed i signori Alfonso Cilloni e Vittorio Donadelli, proprietari del terreno sul quale sorge la piramide. Gran parte delle ricerche sul campo sono state effettuate in collaborazione col signor Frassinetti, anch'esso convinto della ipotesi relativa ad un intervento umano sulla struttura della collina di Vallo. Corradini Simone |


Inviato da: Templar_80
il 27/06/2009 alle 15:38
Inviato da: g1942g
il 24/06/2009 alle 17:33
Inviato da: Templar_80
il 23/06/2009 alle 21:37
Inviato da: comes_dagobertus
il 20/06/2009 alle 21:21