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Passata la legge italiana contro le mutilazioni genitali

Post n°32 pubblicato il 07 Febbraio 2006 da VociDiDonne
Foto di VociDiDonne

Due milioni di bambine rischiano di venire mutilate ogni anno. Il Parlamento europeo ha lanciato la campagna "Stop Mgf!"

Nel mondo, secondo i dati dell'Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (Aidos) che monitorizza l'incidenza delle mutilazioni genitali femminili sono almeno 130 milioni le donne tra 15 e i 49 anni che hanno subito questa brutale pratica mentre, ogni anno, due milioni di bambine e adolescenti rischiano di venire mutilate.

Una usanza questa diffusasi in Europa, Italia compresa, attraverso l'immigrazione ma oggi, nella nostra penisola, la mutilazione genitale femminile è vietata. La legge, approvata dal Senato il 22 dicembre 2005, tratta della normativa che, attraverso nove articoli, detta "le misure necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all'integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine".

La legge non solo vieta la mutilazione sul corpo delle donne (clitoridectomia, escissione, infibulazione e qualsiasi altra operazione che provochi effetti dello stesso genere) ma ha stanziato anche la somma 5 milioni di euro l'anno per la prevenzione della pratica e per le campagne informative di sensibilizzazione rivolte alle comunità. L'Italia, attraverso progetti di cooperazione allo sviluppo, in accordo coi quei paesi che hanno questo tipo di tradizioni, si impegna a sviluppare dei programmi e dei centri anti violenza per accogliere le donne che vogliono sottrarsi e liberare le proprie figlie o parenti in età minore da questo tipo mutilazioni.
Grazie a questa legge sono previste pene tra i 4 e i 12 anni di reclusione e l'interdizione dall'esercizio della professione per i medici che la praticano.

I paesi membri UE che hanno leggi specifiche in materia anche con il principio bell'extraterritorialità sono Austria, Belgio, Danimarca, Spagna, Svezia e Regno Unito mentre in Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Portogallo e Paesi Bassi le mutilazioni genitali femminili sono perseguibili secondo le legislazioni vigenti. Il Parlamento europeo nel frattempo, per sensibilizzare l'opinione pubblica e per ridurre sensibilmente la pratica delle mutilazioni genitali femminili, ha lanciato la campagna "Stop Mgf!" della durata di due anni.

 
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