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Per un pugno di terra (in scomodato d'uso).

Post n°138 pubblicato il 15 Settembre 2011 da xenuca

e ognuno costruisce il suo sistema
di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali,
scordando che poi infine tutti avremo
due metri di terreno..


Certe volte mi metto davanti al pc e viaggio. Non vado ad esplorare terre lontane, spiagge tropicali, metropoli americane, deserti lagune, isole o foreste. Io faccio viaggi nella mia infanzia.
La macchina del tempo è YouTube. Riascoltando canzoni dimenticate giù in fondo, cerco di ricostruire le mie radici pezzettino per pezzettino, come in una caccia al tesoro dove ogni melodia ne fa riaffiorare un'altra più nascosta, e mi travolgono come detriti gli episodi, gli odori, i sorrisi e le ferite che la corrente della musica mi fa rievocare.
Ho un'identità anacronistica e anaspaziale, io.
Vivo da sempre aspettando riscatti futuri, mentre la nostalgia del passato mi consuma il presente. Appartengo a luoghi che non amo e amo luoghi che non mi appartengono; ho tracce sparse in terre e mari lontani, dove da radici vigorose crescono fiori e alberi fra i quali io, perennemente altrove, non trovo posto.
Capisco stralci di dialetti che non parlo, e nessuno capisce per intero le mie parole.

Adesso clicco su play e salpo. Questa canzone mi porta nella palestra della scuola elementare, una sera di festa del paese, un ricordo color seppia con gli alpini che cantano e io che mi domando dove te vet, dove te vet.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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IL CUORE

Più nessuno incide
sui muri
nei tronchi
    luigi e maria
      rachele e carlo
         marta e alfonso
con due cuori
intrecciati.

adesso le coppie
leggono quelle arcaiche
fastidiose tenerezze
sui muri
nei tronchi
e commentano
    che stucchevole
prima di lasciarsi
per sempre.

Mario Benedetti

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