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Ora et labora

Post n°518 pubblicato il 29 Luglio 2010 da dike1127

"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Ed ecco, signori e signori, sua eccellenza l'uguaglianza sostanziale, proprio sotto i vostri occhi. Osannata, bistrattata, ma comunque da oltre un secolo al centro dell'attenzione.

Perché avere tutti il medesimo trattamento è un conto; ma se le posizioni di partenza sono inique?

 Dilungarsi su questo aggiungerebbe ben poco di nuovo, visto che quasi tutto è stato detto.

Mi limito a notare che, per questo passo, così cruciale, i padri costituenti hanno scelto una soluzione soft, chiamando in causa proprio la Republbica: l'entità, che già mi lasciava perplessa all'art.1 e che non è Stato e non è Nazione...e, insomma, non si sa bene cosa sia.

L'improbo compito di rimozione di tutti gli ostacoli, etc etc resta, dunque, un po' vago.  

Non starò neppure a soffermarmi sull'ennesimo cenno ai cittadini: gli unici fortunati destinatari di questa rimozione. Resta il fatto che poi, a sorpresa, spuntano i lavoratori.  

Ai lavoratori deve essere consentita la partecipazione all'organizzazione del paese: e tutto grazie alla Repubblica, fondata appunto sul lavoro e, dunque, sui lavoratori medesimi.

E cos'è l'organizzazione del paese, se non (anche) la costituzione della comunità sociale e, forse, della Repubblica. 

Inizio ad essere confusa, ma forse si tratta solo degli effetti ottici della democrazia rappresentativa.

Riepiloghiamo: i lavoratori fondano, rimuovono, partecipano; per poi contribuire ancora al fondamento che, è abbastanza evidente, per quanto riguarda una Nazione rappresenta un'attività in continuo divenire.

In tutto questo circolo (si spera) virtuoso, i pubblici reggitori, chi tiene realmente le leve del comando, non sono neppure, non dico menzionati: non sono neppure suggeriti.

Eppure, ed in oltre sessant'anni ce ne saremo accorti, non tutti i cittadini e/o lavoratori, a dispetto dei nobili propositi, fondano, rimuovono...e quant'altro, allo stesso modo.      

O no?     

 
 
 
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Data di creazione: 20/11/2007
 

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