mi sa ke nn esistovi siete mai sentiti inesistenti? ignorati? nn compresi? o sn proprio l'unica? |
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Libertucce
Post n°540 pubblicato il 07 Settembre 2010 da dike1127
“La libertà personale è inviolabile”. Il primo comma dell’art.13 ci regala una meravigliosa affermazione assoluta. Salvo poi precisarla nei commi successivi, si capisce. La libertà è sempre stata, per secoli, un ottimo terreno di equivoci per l’umanità. In primo luogo perché, in termini generali, non è affatto chiaro se si debba essere liberi da, o liberi di; o non piuttosto, liberi per. O, magari, tutte queste cose insieme. In secondo luogo, la libertà è un bene limitato: non possiamo averlo tutto per tutti. E ciascuno grammo di libertà ottenuto da uno, è un grammo in meno tolto ad un altro. La libertà può essere incondizionata solo da un punto di vista soggettivo: in una prospettiva oggettiva, qualcuno quelle date condizioni le deve pur subire. Dunque, il vero rovello delle civiltà cosiddette evolute, è sempre consistito nel trovare il punto di equilibrio perfetto: quella situazione in cui ciascuno ha una dose ottimale di libertà. Ma, si sa, la perfezione non è di questo mondo. E, poiché calcoli di questo tipo sono fatti dagli uomini, sarà difficile accontentare tutti; o anche solo avere la certezza di intrinseca giustizia della scelta. L’essere umano è assai di rado intrinsecamente giusto. Di solito, nella migliore delle ipotesi, fa quel che può: e tanto ci deve bastare. Libertà personale inviolabile, quindi: nel solco di una tradizione ritenuta una sorta di Vangelo. Vorrebbe significare, in sostanza, che esistono sfere della persona, che non possono essere costrette da alcuno stato o moto esterno. Che, su una certa porta, di una certa stanza individuale e privata, possiamo legittimamente apporre il cartello di divieto di accesso. Libertà da, perché è una libertà dagli intrusi. Libertà di, perché è la libertà di muoversi a piacimento nello spazio riservato che è stato costituito. Probabilmente è anche una libertà per: ma di questo l’ordinamento, opportunamente, si disinteressa. Fin qui, insomma, tutto bene: generico ed innocuo. Ma, come dicevo, gli uomini hanno ciascuno il proprio cervello; e ciascuno ha un’idea, autonoma ed indipendente, di come dovrebbe essere e quanto dovrebbe estendersi la sua libera sfera privata. Lo Stato, il diritto, in tutto ciò, può suggerire un modello; e può anche sancirlo come doveroso. Ma, qui sta il problema: se un certo grado di libertà non è sentito doveroso dai più, oltre che dallo Stato, non sopravvive a lungo. |



Inviato da: gocceinvisibili
il 28/03/2013 alle 11:17
Inviato da: ufo2dgl
il 15/12/2011 alle 12:10
Inviato da: dike1127
il 27/11/2010 alle 11:43
Inviato da: berequeck
il 25/11/2010 alle 15:04
Inviato da: dike1127
il 25/10/2010 alle 19:57