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« LA VITAALLA MIA GRANDE AMICA »

PAZZIA

Post n°25 pubblicato il 27 Agosto 2010 da M.RG
Foto di M.RG

Orlando afflitto e stanco cadde nell’erba, con gli occhi rivolti al cielo e non parlando senza mangiare e stette così per tre giorni, il che lo fece impazzire tanto che il quarto giorno, svegliandosi si strappò di dosso l’armatura. Gettò quindi da una parte l’elmo dall’altra le armi tanto che alla fine erano sparse per tutto il bosco, e poi, si liberò anche dei vestiti girando nudo per il bosco. La rabbia gli aveva offuscato l’intelligenza e, infatti, si scordò di prendere la spada che, se la avesse posseduta avrebbe potuto fare cosi mirabolanti poiché la sua forza non aveva bisogno né di quella né dell’ascia e di altre cose. Qui compì le sue imprese più grandi, infatti sradicò un pino al primo scrollone e dopo il primo ne sradicò parecchi altri come se fossero pianticelle deboli. Orlando faceva con gli alberi secolari quello che si fa con i giunchi e le ortiche un cacciatore di uccelli che libera il campo per le reti. I pastori che hanno sentito il fracasso lasciarono il gregge sparso per la foresta correrono di qua e di là per vedere cosa stette succedendo. Ma sono arrivato al punto, che, oltrepassato la mia storia può sembrarvi fastidiosa e quindi voglio rimandarla. Chi mette il piede sulla trappola per uccelli, cerca di toglierlo senza farsi pinzare le ali; perché alla fine l’ amore non è altro che follia, secondo il comune giudizio dei saggi: e sebbene non tutti facciano i pazzi come Orlando mostrano il loro amore in qualche altra maniera; e quale la maniera più esplicita se non la follia stessa? Gli effetti sono diversi ma la causa che provoca la follia è sem 414i84e pre la stessa, come quando si entra in un bosco è impossibile non perdersi. Concludendo voglio dirvi che chi persiste nell’ amore sono indispensabili oltre alle pene anche i ceppi e la catena. Ma si potrebbe dire a ragione: <<Fratello, tu stai mostrando l’errore di un altro e non vedi il tuo>>. Io vi rispondo che capisco abbastanza adesso che uno spazio di lucidità mentale e ho una grande intenzione di riposarmi e di lasciare tutto questo, e spero ormai di farlo: ma non lo posso fare tanto presto quanto vorrei poiché il male mi è penetrato fin dentro le ossa. Signor, nell’altro canto io vi dicevo che il forsennato e pazzo Orlando si era tolto le armi e le aveva sparse per il terreno, si era strappato gli abiti e aveva gettato via la spada, aveva sradicato gli alberi e fatto risuonare le caverne e i boschi profondi; quando alcuni pastori per loro sventura furono attratti dal rumore che faceva. Dopo aver visto da vicino quelle incredibile imprese che il pazzo stava compiendo e la sua grandissima forza, si voltarono per fuggire ma non sapendo dove così come accade quando si è colpiti da un improvviso spavento. Il pazzo si muove rapidamente dietro di loro, ne piglia una e lo priva della testa con la stessa facilità che chiunque altro staccherebbe un frutto o un fiore da un ramo di un albero. Prese per una gamba il pesante corpo e lo usò come se fosse un’ arma contro gli altri pastori: stese in terra due uomini che forse si risveglieranno il giorno del giudizio. Gli altri furono rapidi di gambe e di intelligenza che lasciarono subito il paese, il pazzo non sarebbe stato lento da inseguirli se non si fosse già scagliato contro il gregge incustodito. Potreste già sentire come rimbomba nelle fattorie vicine, il clamore provocato dalle urla e dai corni, e più frequente, il rintocco delle campane; potreste vedere scendere dalle montagne mille uomini armati con i forconi, archi, fionde e bastoni, e altrettanti dal basso verso l’alto per fare ad Orlando un agguato. Come arriva generalmente sulla spiaggia l’onda alzata dal vento proveniente dal Sud, che prima soffia leggermente e, in tal maniera la seconda onda è più alta della prima, la terza più alta della seconda e l’acqua ogni volta è sempre di più e si abbatte ogni volta con più violenza: così contro Orlando aumenta la folla inferocita, che scende dai dirupi ed esce dalle valli. Uccise numerose persone che senza uno schema preciso gli si scagliarono contro e questo diede una chiara dimostrazione che era molto più sicuro stargli lontano. A nessuno fu possibile ferire quel corpo poiché il ferro lo colpisce e lo percuote senza risultato. Dio aveva dato questo dono ad Orlando per porlo a difesa della santa fede. Orlando corse il pericolo di essere ucciso se  avrebbe potuto morire. Avrebbe potuto imparare cosa vuol dire buttare via la spada e poi volere fare il coraggioso senza le armi. La folla si stava già ritirando vedendo che ogni suo colpo era fallace. Orlando, siccome, più nessuno lo trattiene si incammina verso un borgo di case. Dentro non vi trovò né adulto né fanciullo poiché le persone del borgo per timore di Orlando erano scappate. C’ erano cibi poveri in abbondanza, i quali si addicono alla vita dei pastori senza dividere il pane dalle ghiande, provato dal digiuno e dalla violenta battaglia lasciò andare giù le mani di colpo e i denti mangiando tutto quello che li capitava, non badando se era crudo o cotto. E quindi vagando per il paese cacciava gli uomini e le bestie e scorrazzando per i boschi prendeva talvolta gli snelli caprioli e le agili daine, spesso si scontro contro orsi e cinghiali e li uccise con le mani nude: il più delle volte si cibò delle loro carni per nulla badante se avessero ancora la pelliccia.

 
 
 
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