Mi nascosi, avevo paura, tanta paura, era tanto che non guardavo la pioggia, lì davanti alla porta finestra, sempre lì, il tintinnio mi guidava, con gli occhi di un bambino osservavo quelle goccie, giocavo a toccarle attraverso il vetro, mi consolava, come cullato da qualcosa più forte di me. Ero triste: avevo trovato ciò che probabilmente non avrei mai voluto trovare. Era facile, era facile nascondersi dietro le tende, era facile trattenere il fiato e fare finta di niente, era fin troppo facile obliare il passato... Chiudevo gli occhi, non c'era bisogno di vedere, era inutile spingersi più avanti, bastava il presente, bastava vivere, bastava che vivessi, il resto non importava. Cos'è quella lacrima? Perchè piangi difronte al castello di sabbia che con tanta cura hai costruito? Credevi rimanesse in piedi per sempre? Cosa pensi che se ne curasse mentre tu eri via?
Ero lì, incurante di tutto. Incurante di me, incurante di te, incurante di tutto quello che mi circondava, non avevo bisogno di niente, quel dolce tintinnio mi bastava. Giocavo, l'unica cosa che sarei riuscito a fare, ingannavo il tempo, non sarebbe cambiato nulla dicevi, ero inerme, fermo, imbambolato da qualche strano incantesimo, era tutto lì davanti ai miei occhi, se solo avessi allungato la mano. No questo non è un rimpianto, no questa non autocommiserazione, no, questa è la mia vita, questo è tutto quello che è riuscito a distruggermi, è tutto quello che ho lasciato, questo è il dolore dei ricordi e lo strazio della memoria, questo sono io. Perchè guardi? Cosa ti stupisce? Credevi non arrivassi mai? Credevi forse che mi sarei nascosto per sempre? Potevo forse stare dietro l'altra tenda per sempre? Era un gioco, era tutto un gioco. Il mare m'inghiottì, non avevo motivo di rimanere, chi non mi cacciò aspettò che fosse il tempo a farlo, dimenticato, distrutto e solo.
Guardai fuori, era giorno, un'altro giorno, per quanto avevo dormito? Quanto ero rimasto a fissare quello spettacolo oscuro? Eppure, aveva ragione, aveva ragione quando diceva ch'ero cambiato, aveva ragione quando diceva che sbagliavo, aveva ragione quando quel giorno, mi voltò le spalle. Non avrei mai voluto sapere quanto in profondo si era spinto, mai avrei voluto assistere a quello spettacolo, cosa mi avrebbe potuto salvare? No, non ci sarebbe stata salvezza, sarei morto, ancora una volta, il tempo avrebbe distrutto il mio corpo, e dalle ceneri sarei risorto, ancora una volta.
Come vorrei, come vorrei che fossi qui, luci spente, io e te, nient'altro.
How I wish, how I wish you were here...
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il 16/04/2009 alle 07:37
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il 16/04/2009 alle 04:45