08-04-2005
A Giovanni Paolo II° Dopo uno dei piu’ lunghi pontificati e gli ultimi anni di sofferenza sei tornato alla casa del Padre. Venuto da lontano, dall’incatenata terra prigioniera di una rossa dittatura con la tua presenza hai scardinato un ordine, sin da Yalta costituito. Ventisei anni di un cammino che lascerà indelebile traccia e un peso enorme da portare a chi tra breve ti seguirà. Hai urlato parole al mondo la maggior parte inascoltate. Hai invocato invano la pace chiedendo di eresie il perdono. Hai teso all’ebreo e al mussulmano all’Indios e al carcerato la mano di un’amicizia vera. Hai sedotto di giovani una folla che ti hanno eletto a Papa Star. Passato indenne a un attentato Ali Agca hai persin perdonato. Ogni angolo del mondo raggiunto dall’atea Cuba al muro del pianto. Mancando solo l’U.R.S.S. che hai demolito e la Cina, che l’ostracismo ti ha dato. Una folla inverosimile ha voluto venire a porgerti l’ultimo saluto. Credenti e anche contrari in un inchino senza pari. Ferreo nella voce di Cristo “Tutus Tuo “ alla Vergine dedicato tutto il mondo a Te si è inchinato. Addio Karol Wojtyla, Giovanni Paolo Magnum del cielo sono tue ora le vette proteggici da maligne saette. Arcobes-Roberto Ballabio 2005 |