Vita&Vita

Post N° 132


Giacomo, un tranquillo impiegato di una piccola città, amava raccogliere barzellette, seguire spettacoli comici, scambiare battute con i suoi amici. Si riteneva anche un "credente". Per un periodo, però, fu bloccato da alcuni dubbi: non riusciva a conciliare l'humour con le sue convinzioni religiose. Pensava che l'Onnipotente non fosse contento di chi scherza spesso e tende più a ridere che a piangere. Decise di recarsi dal saggio Elia e cominciò ad esporgli il suo problema, ponendogli diverse questioni, tra le quali anche il fatto che i testi sacri delle religioni non riportano battute od episodi scherzosi.Il saggio lo fissò con un sorriso. Poi gli chiese: - Dio ci vuole contenti o scontenti?Giacomo si meravigliò della domanda così ovvia e rispose: - Certo che contenti! -- L'allegria può essere espressa in tanti modi. L'importante che provenga dalla gioia interiore! - Dichiarò Elia. Poi aggiunse: - La gioia interiore è un vizio o una virtù?- Chiaro che è una virtù! - rispose con autosufficienza Giacomo.- Da chi provengono tutte le virtù? - Domandò il saggio.- Da Dio, naturalmente! - Esclamò Giacomo - Convieni che tutto ciò che esiste proviene dal medesimo Creatore? - Gli chiese Elia.- Certo! - interloquì Giacomo, pensando alla banalità delle osservazioni del maestro, il quale era ritenuto tra i più saggi della terra.Il saggio Elia gli disse:- Ora recati in città, non essere sbadato o superficiale, ma osserva attentamente ogni volto che incroci. Molto attentamente!Giacomo fece come gli era stato raccomandato e dopo un po' , illuminato, ritornò dal saggio esclamando: - Hai ragione. Ho osservato attentamente numerosi volti e mi son reso conto che il Creatore ha veramente il senso dell'humour