LUCIDAFOLLIA
BLOG DI ARTI VISSUTE| « Messaggio #16 | Messaggio #20 » |
Post N° 19
Quel giorno
di Stefano Giaccone
E arriva quel giorno che capisci il silenzio
giorni bruciati e il colore rimasto e’ il nero
E arriva quel male di alzarsi al mattino
e pensare che il numero e’ zero
E arriva quel gelo che rimane come avanzo
di una festa o di un lento sparire
E mentre scrivi le cose che canti
una voglia d’amore scompare
E arrivano parole come salutarsi per poco
e invece sono anni che ti aspettano per anni
E tutto quel che hai e’ quel riflesso d’estate
sulla tua bottiglia, in un campo di grano
E tutto quello che vorresti non l’avrai
tutto quello che vuoi non c’e’
E intanto che ci penso
il gesto di un sorriso si e’ perso
E intanto che ci penso
il gesto di un sorriso si e’ perso
Canzone con dito medio
di Stefano Giaccone
Mi fermerò sul ponte e chiamerò i pesci di Portogallo e di Spagna
di Peppino Impastato, di Pasolini e di Saigon
La parola “Pace” offesa ai balconi
si fa ricordo d’un verso
si fa ricordo di un monito oscuro
Han messo fiori su ogni tomba del regno
il monumento al lavoro riaperto d’incanto
si ricicla il danaro, si ricicla il croupier
comici in divisa bevono the’
Non sarete mai abbastanza liberi, per scucire i vostri vestiti da fessi
cosi’ le star cantavano al pubblico in basso, al buio
voi ci salverete, voi ci restituirete
il futuro e la topa
Vi manderemo le nostre sorelle più belle, per un grammo di gloria
vi manderemo il nostre pagelle
per una sufficiente ragione
da mandare a memoria in metro’
da recitare a comando in tivu’
I contabili del rock e imbrattacarte a noleggio, canteranno i vostri svenimenti
per tutti i secondi a venire
perché la fama dura appena mezz’ora
come cantava il genovese da Carrara
Equipaggi ubriachi incollati alla notte, addormentati al volante
l’ostia d-america si scioglie
sotto la nostra lingua muta
Finalmente a Ginevra, finalmente a Belgrado, finalmente a Milano
s’intona all’autogrill
la morale tra pizzette e cd
Ci ritroveremo come nemici fedeli,alle tue nozze d’argento
a commentare l’ironia di queste rime
senza ironia
Mi fermerò sul ponte e chiamerò i pesci di Portogallo e di Spagna
e brinderò alla piazza, al domani
al tuo sorriso più bello
Morecambe Bay
di Stefano Giaccone
La vita di un uomo, la vita di una donna e’ leggera
la trovi in silenzio
la trovi annegata
nel più svenduto dei giorni
e va a picco come sasso gettato, come miseria
Di notte a febbraio
al largo di una costa mai vista
non e’ facile scappare
non e’ facile rinunciare
sei solo, con altri cento, solo quel nome
e quell’odore di treno che nessuno conosce
Cinque notti e cinque sterline
un altro e’ già in fila che aspetta
sull’auto dei capibastone, Morecambe Bay
in questo posto che affonda nella marea
senza darci speranza, senza darci un segnale
Venti corpi ci avanzano stanotte
venti sacchi senza destinatario
il mittente e’ a casa di dio
la partita va in onda in perfetto orario
nel pi’ svenduto dei giorni
e va a picco come sasso, come miseria
|
|
I messaggi sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
|
Nickname: maxfreak
|
|
|
|
Età: 67 Prov: GE |
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:59
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:59
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:58
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:58
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:58


Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:59
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:59
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:58
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:58
Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:58