LUCIDAFOLLIA
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Post N° 25
Il mio cielo l’ho chiamato dolore e
mia madre l’ho chiamata vento
Ho giocato con un alfabeto che è fuoco stranamente servile a tutto quello che è fuga
Quello che è dovere l’ho chiamato mercato!
La vostra sicurezza è solo una velleità
Virtuale irrealtà reale di nefandezza.
Vestito di arcobaleno e ricordo ho toccato un cielo già consunto
Dalla mia vita che gioco nel suono e nel tempo
Di note dissonanti e vie fuori dal temporale,ho
Avuto solo corse e rincorse sul vuoto e
qualche prigione da dove gridare bruciando tutto il senso che non ho mai trovato.
Massimo 13/03/2004
Perché bevo?
Così posso scrivere poesie.
Talvolta quando si è a fine corsa
e ogni bruttura recede
in un sonno profondo
c'è come un risveglio
e ogni cosa rimasta è reale.
Per quanto devastato è il corpo
lo spirito cresce in energia.
Perdona a me Padre poiché io so
quello che faccio.
Io voglio ascoltare l'ultima Poesia
dell'ultimo Poeta.
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Nickname: maxfreak
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Inviato da: ctthsoe
il 25/03/2009 alle 06:59
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