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RAPPORTO EURISPES

Post n°59 pubblicato il 10 Febbraio 2008 da nisidacapino

(16/03/2005) RAPPORTO ITALIA 2005: L'ITALIA ALLA RICERCA DI UN PROGETTO.

Un Paese confuso e abulico, che tentenna sulla strada da intraprendere. Un Paese, schiacciato sul presente, incapace di proiettarsi nel futuro, di prolungare lo sguardo oltre l'arrangiarsi giornaliero e di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Un'Italia alla ricerca di un progetto è quella che emerge dal Rapporto 2005 dell'Eurispes.



RAPPORTO ITALIA 2005

L’ITALIA ALLA RICERCA DI UN PROGETTO

16 marzo 2005
Eurispes
Rapporto Italia 2005: Sintesi per la stampa.


Un Paese confuso e abulico, che tentenna sulla strada da intraprendere. Un Paese, schiacciato sul presente, incapace di proiettarsi nel futuro, di prolungare lo sguardo oltre l’arrangiarsi giornaliero e di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Un’Italia alla ricerca di un progetto è quella che emerge dal Rapporto 2005 dell'Eurispes.

Si assiste al ritorno di pericolose forme di disuguaglianza sociale, economica e culturale, la mobilità sociale in senso ascendente e duraturo sembra essersi bloccata mentre appare attiva e sempre più pervasiva quella discendente. Siamo in presenza, per la prima volta nel dopoguerra, di un fenomeno di re-flazione, dato dalla successione temporale, nello scenario economico italiano, di elevati tassi di inflazione - che, deliberatamente, sfuggono alla contabilizzazione della statistica ufficiale – e di segnali significativi di recessione, sia dal lato della domanda di beni di consumo e di investimento sia dal lato della produzione di beni e servizi.

Tuttavia non mancano nel nostro Paese modelli di vitalità imprenditoriale e territoriale, casi di successo organizzativo, come il Lazio e la Campania, aree di eccellenza produttiva e tecnologica, modelli che attendono soltanto di essere replicati su scala nazionale, soprattutto in quei contesti dove è maggiore la fragilità di carattere sociale ed economico.

Il Rapporto Italia 2005 è strutturato in 6 sezioni, ciascuna delle quali è accompagnata da 10 schede tematiche di carattere fenomenologico.
Ogni sezione è introdotta da un saggio che rappresenta uno specifico percorso di riflessione rispetto alla categoria o al concetto da sviluppare.
Le diverse schede realizzate sono riconducibili, in massima parte, ai saggi base che ne costituiscono il prolungamento fenomenologico ma, al tempo stesso, rappresentano il punto di partenza per una lettura critica degli stessi.

L’edizione del 2005, la 17a, offre una lettura della società complessa attraverso diversi percorsi di ricerca: Competitività, Lavoro, Economia, Democrazia e Istituzioni, Giustizia e Legalità, Società e Costume.

Ecco l'INDICE del Rapporto:

- Considerazioni generali di Gian Maria Fara (Presidente dell'Eurispes)
L’Italia alla ricerca di un progetto
Sociologia consolatoria
Tra ricerca e democrazia
Un Paese senza progetto
Le illusioni del machiavellismo
Il gran gioco del federalismo: dalla Lega al Lego
Separati dalla realtà
Una economia di crinale
La povertà fluttuante
I poveri in giacca e cravatta
È arrivata la re-flazione: un Paese a propulsione segmentata ed a dissolvenza di identità
L’Italia degli altri
L’Italia a tempo determinato
Giovani sull’orlo di una crisi di nervi
L’Italia delle eccellenze e il ruolo dello Stato

-
Competitività
Innovare per competere
1. Competitività: quale ruolo per l’Italia nel mondo di domani?
2. L’industria italiana: declinismo o declino?
3. Il Mezzogiorno tra sviluppo ed arretratezza
4. La transizione generazionale nelle Pmi
5. L’imprenditoria, nuovo sbocco lavorativo per gli immigrati
6. Piccole imprese non crescono: l’artigianato in Italia
7. Lo sviluppo sostenibile come nuova economia: il turismo sostenibile
8. Turismo italiano: il crollo della domanda
9. Effetto Bush, il 2004: un buon anno per le Borse
10. Applicazione del protocollo di Kioto: un’opportunità per la competitività delle imprese?
-
Lavoro
Il mercato del lavoro in Italia dopo la “riforma Biagi”
11. La precarietà dei rapporti di lavoro (sondaggio)
12. Lavoro atipico: costi umani e finzioni contrattuali
13. Lavorare a cinquant’anni?
14. I poveri in giacca e cravatta
15. Tra timori e incertezze, la povertà “fluttuante”
16. Analisi del management aziendale: titolarità e cariche dirigenziali
17. Il diritto allo studio universitario, il diritto alla mobilità e i relativi impatti sulla competitività del sistema universitario italiano
18. Gli eterni studenti nella giungla dei master e dei corsi di specializzazione
19. Una Patente poco europea
20. Il Formez come catalizzatore dei processi di innovazione nella Pubblica amministrazione
-
Economia
La lunga notte dell’economia: il mondo gira, l’Italia no
21. L’opinione degli italiani sulla politica economica del Governo e sull’andamento dell’economia (sondaggio)
22. L’inflazione percepita e la propensione al consumo e al risparmio degli italiani (sondaggio)
23. Vorrei ma non posso: l’esplosione del credito al consumo (sondaggio)
24. Paniere Eurispes: lavorare non basta
25. La dinamica del potere d’acquisto in Italia
26. L’Italia delle eccellenze
27. Un Paese in vendita
28. Il made in Italy: quel che distingue ancora l’Italia nel mondo
29. La bilancia alimentare dell’Italia
30. I modelli imprenditoriali e le culture del lavoro tra i giovani agricoltori
-
Democrazia e istituzioni
Una democrazia malata
31. La fiducia dei cittadini nelle Istituzioni (sondaggio)
32. La politica zapping nell’Italia berlusconiana
33. I contorni incerti del Federalismo: l’opinione degli italiani (sondaggio)
34. L’impegno delle Amministrazioni comunali sul versante del federalismo
35. Finanza locale, ovvero come le Amministrazioni fanno di necessità virtù
36. Gli italiani ed il processo di integrazione europea: un mix di fiducia nel futuro, di delusione attuale e di paura delle lobbies economiche e burocratiche (sondaggio)
37. I parametri di Maastricht e la crescita economica, un approccio alternativo
38. La rappresentanza femminile negli organi istituzionali
39. La dinamicità: una misura della crescita economica dei territori
40. Democrazia in Borsa
-
Giustizia e legalità
Considerazioni sullo stato della Giustizia italiana
41. Errori giudiziari, tempi della giustizia e ragionevole durata del processo
42. La radiografia della criminalità organizzata tra omicidi, giro d’affari e penetrazione mafiosa
43. Il fenomeno dell’usura
44. Lavoro ed economia: due facce dello stesso sommerso
45. Emergenza rifiuti: non solo Acerra
46. La compenetrazione banca-impresa nel sistema produttivo italiano: un freno all’economia e alla trasparenza?
47. La riforma dell’affidamento dei figli nelle separazioni. Chi l’ha ideata, chi la combatte
48. Libertà: l’ho vista danzare… ma prigioniera di filo spinato. I Centri di Permanenza Temporanea (CPT)
49. Come ti spremo lo studente
50. Un fatto concreto: una pensione ingiusta per molti
-
Società e costume
Il tempo della metamorfosi
51. Analisi delle tendenze demografiche familiari in Italia
52. La trasformazione digitale della famiglia italiana
53. Caro amico ti scrivo… Le comunità virtuali
54. Voyeurismo da salotto
55. L’Italia invisibile: fenomeni culturali sommersi ignorati dai media
56. Febbre da cavallo. Gli italiani e il gioco d’azzardo
57. Matrimonio, ma quanto mi costerai?
58. Quando la Pubblicità fa la Rivoluzione (femminile)
59. Alla ricerca degli antichi sapori: la crescente offerta di prodotti con marchio di qualità
60. L’inquinamento acustico: tanto rumore per nulla


Come si può notare dall'Indice, due capitoli sono completamente dedicati a un nuovo tema che riguarda da vicino lo stato della società italiana: le "nuove povertà".
In Italia, con il termine "povertà" si fa riferimento quasi esclusivamente all'assenza o carenza di risorse economiche, monetarie e di reddito e i fenomeni di disagio e di emarginazione sociale vengono generalmente rilevati attraverso la povertà relativa, secondo la quale si definiscono povere quelle famiglie di due persone la cui spesa mensile per consumi è inferiore alla spesa media per consumi pro capite.
Attualmente, però, è stata introdotta una nuova macro-tipologia concettuale di povertà che si basa sul concetto di povertà soggettiva o percepita: un italiano su due ha la sensazione di essere povero, anche se il 51,4% di queste persone non lo è oggettivamente e non rientra negli standard di individuazione della povertà assoluta (valutazione delle risorse economiche di un individuo rispetto agli altri utilizzando come riferimento un paniere di beni e servizi essenziali per il soddisfacimento dei bisogni) o relativa. L'incidenza della povertà soggettiva è più elevata tra le casalinghe, i pensionati e gli invalidi, tra i disoccupati del Centro e del Sud, tra gli operai, tra coloro che non dispongono di alcun titolo di studio e tra i single.
L’Eurispes ha anche analizzato l’evoluzione del reddito delle famiglie italiane negli ultimi anni, con riferimento alla professione del capofamiglia e della distribuzione della ricchezza. Tra il 2000 e il 2002, il reddito ha avuto un incremento percentuale medio del 6,8% in termini nominali e solo dell’1,1% in termini reali (per l’incidenza dell’inflazione). In questo biennio, inoltre, si è osservata un'elevata persistenza delle famiglie nella stessa classe di reddito, soprattutto nelle fasce più estreme della distribuzione: il 68,1% delle famiglie permane nella classe di reddito più contenuta e il 66,4% in quella più elevata. Allo stesso tempo è, però, molto significativo lo spostamento da una classe di reddito all'altra: si è rilevata un'elevata mobilità sia in direzione favorevole (con un incremento del reddito) sia in senso negativo (con un decremento) e purtroppo, conteggiando i singoli casi, si totalizza un numero maggiore di retrocessioni a classi di reddito più basse. Economicamente si tratta di una mobilità rapida che può essere conseguenza di improvvisi arricchimenti e repentini rovesci di fortuna e che rappresenta un ulteriore indicatore di instabilità tra le famiglie italiane.
Il trend della ricchezza per condizione professionale del capofamiglia evidenzia complessivamente un decremento della ricchezza sia tra i lavoratori dipendenti che autonomi, mentre appare in leggero incremento tra le persone in condizione non professionale.
Analizzando i dati presentati nel rapporto, emerge chiaramente che si sta ripetendo un fenomeno che già si era manifestato all'inizio degli anni Novanta: l’allungamento della distanza tra chi ha un tenore di vita elevato e chi non ha le basi per la sussistenza. La tendenza più grave consiste nello squilibrio nella distribuzione funzionale del reddito che va a discapito del lavoro dipendente: minori guadagni si traducono in minore potere d’acquisto. A causa della polarizzazione nella distribuzione del reddito, si prevede che ci sarà un cambiamento nelle situazioni di disagio: attualmente i poveri sono disoccupati, pensionati con livelli minimi di reddito e famiglie numerose, tra dieci anni saranno povere anche alcune categorie di lavoratori.
Sempre dal Rapporto, si stimano circa 2.400.000 famiglie a rischio povertà, quasi l’11% delle famiglie totali e circa 7milioni e mezzo di persone. In Italia, infatti, non si sta verificando solo un accrescimento del rischio di impoverimento, ma anche la diffusione della "povertà oscillante": uno stato di disagio occasionale, temporaneo, in periodi spesso coincidenti con crisi occupazionale o di diminuzione dei redditi che, forse per dignità personale, resta confinato nella sfera familiare o nelle micro realtà sociali, sfuggendo spesso alle rilevazioni ufficiali. Le situazioni di povertà fluttuante sono caratterizzate da una estrema variabilità della condizione economica dell’individuo, con variazioni repentine da una classe di reddito all’altra e si tratta di contingenze sociali particolarmente rischiose, espressioni di una precarietà sempre più diffusa in ceti anche di livello medio che si ritenevano un tempo al riparo da queste evenienze.


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