IL POST NR 124 E' STATO COMMENTATO DA MOLTI. HO RICEVUTO QUESTO ULTERIORE COMMENTO DA PARTE DI OTTO PARALOTTI CHE MI SEMBRA GIUSTO PUBBLICARE PER COMPLETARE IL SUO PENSIERO paralotti il 07/09/09 alle 10:46 via WEBCaro Alf come tu scrivi le religioni hanno sempre separato e tempo fa scrivevo un post su questo argomento eccoti il sunto! Un altro punto che ha tormentato le religioni è l'assoluto bisogno di affermare che la loro è l'unica vera religione. Specialmente il cattolicesimo è accusato di questo, ma lo stesso vale per tutte le religioni, e si pronuncia distruggendo sul nascere qualsiasi confronto: la mia Chiesa è quella vera perchè tutte le altre sono false, altrimenti la mia Chiesa non è quella vera. Provate ad immaginare quanto siano dannosi, devastanti, duraturi gli effetti del credere di essere gli unici ad avere il privilegio esclusivo della verità e che solo chi ha questo privilegio è sulla giusta via e può raggiungere il proprio destino. Sorge dunque spontanea la domanda che tutti noi ci facciamo da sempre: Perchè siamo qui? Dove andremo dopo la morte? Che cosa ci accade quando moriamo? Nessuna Chiesa al mondo ha risposte sensate a queste domande. Prima si diceva che si andava in cielo, naturalmente soltanto i buoni e si veniva messi sopra una nuvoletta bianca a suonare l'arpa per tutta l'eternità e così via... Oggi difficilmente si sente parlare del cielo nelle Chiese, i sommi sacerdoti si sono resi conto che la gente non ci crede più o almeno la maggior parte di essa. Ma non c'è nemmeno qualcos'altro da smerciare al suo posto. Così ci è rimasto un vuoto, è il vecchio detto di Pascal: "Forse è più ragionevole credere che non credere" nel caso fossimo condannati quando moriamo. Forse c'è un Dio che ci punirà se non crediamo e male che ci va, se non abbiamo combinato proprio grandi guai ... c'è sempre una via di mezzo per redimersi, il purgatorio! Per non parlare dei bimbi appena nati che volano via senza battesimo, per loro anime innocenti c'è il limbo! Ma questa è una comprensione del tutto materialistica per spiegare il nostro destino! Eppure è così, credere che si possa perdere il proprio destino per tutta l'eternità a causa del proprio comportamento di una singola vita ha molte drastiche implicazioni. Ovviamente questo la dice lunga sul Dio in cui si crede. E' davvero un Dio che ama, quello che permette che accadano cose del genere? Pensate alle implicazioni create per duemila anni. Se si crede in un inferno di tormenti eterni, il problema fondamentale che si pone è, se Dio è onnipotente e un gruppo rinnegato di ribelli continua a persistere e a resistere contro di lui, non solo per un lungo periodo ma per sempre, cosa ne è dell'onnipotenza di Dio? Questo gli toglierebbe completamente il terreno sotto i piedi. In altre parole: se crediamo in un inferno di eterni tormenti siamo in realtà degli atei perchè abbiamo negato la realtà di Dio! QUINDI L'INFERNO E' UNA CREDENZA ATEA MENTRE LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE RELIGIOSE CREDONO DI NON ESSERE MAI TANTO VICINI ALLA VERITA' DELLA LORO RELIGIONE COME QUANDO SI BATTONO E ALZANO LA VOCE SU QUESTI ARGOMENTI. SONO ATEI!... SE SOLTANTO POTESSERO CAPIRLO!CHIUNQUE DESIDERI VISITARE IL BLOG DI OTTO PARALOTTI, QUESTO E' IL LINK: http://blog.libero.it/paralotticlu69/
PARALOTTI E LE RELIGIONI
IL POST NR 124 E' STATO COMMENTATO DA MOLTI. HO RICEVUTO QUESTO ULTERIORE COMMENTO DA PARTE DI OTTO PARALOTTI CHE MI SEMBRA GIUSTO PUBBLICARE PER COMPLETARE IL SUO PENSIERO paralotti il 07/09/09 alle 10:46 via WEBCaro Alf come tu scrivi le religioni hanno sempre separato e tempo fa scrivevo un post su questo argomento eccoti il sunto! Un altro punto che ha tormentato le religioni è l'assoluto bisogno di affermare che la loro è l'unica vera religione. Specialmente il cattolicesimo è accusato di questo, ma lo stesso vale per tutte le religioni, e si pronuncia distruggendo sul nascere qualsiasi confronto: la mia Chiesa è quella vera perchè tutte le altre sono false, altrimenti la mia Chiesa non è quella vera. Provate ad immaginare quanto siano dannosi, devastanti, duraturi gli effetti del credere di essere gli unici ad avere il privilegio esclusivo della verità e che solo chi ha questo privilegio è sulla giusta via e può raggiungere il proprio destino. Sorge dunque spontanea la domanda che tutti noi ci facciamo da sempre: Perchè siamo qui? Dove andremo dopo la morte? Che cosa ci accade quando moriamo? Nessuna Chiesa al mondo ha risposte sensate a queste domande. Prima si diceva che si andava in cielo, naturalmente soltanto i buoni e si veniva messi sopra una nuvoletta bianca a suonare l'arpa per tutta l'eternità e così via... Oggi difficilmente si sente parlare del cielo nelle Chiese, i sommi sacerdoti si sono resi conto che la gente non ci crede più o almeno la maggior parte di essa. Ma non c'è nemmeno qualcos'altro da smerciare al suo posto. Così ci è rimasto un vuoto, è il vecchio detto di Pascal: "Forse è più ragionevole credere che non credere" nel caso fossimo condannati quando moriamo. Forse c'è un Dio che ci punirà se non crediamo e male che ci va, se non abbiamo combinato proprio grandi guai ... c'è sempre una via di mezzo per redimersi, il purgatorio! Per non parlare dei bimbi appena nati che volano via senza battesimo, per loro anime innocenti c'è il limbo! Ma questa è una comprensione del tutto materialistica per spiegare il nostro destino! Eppure è così, credere che si possa perdere il proprio destino per tutta l'eternità a causa del proprio comportamento di una singola vita ha molte drastiche implicazioni. Ovviamente questo la dice lunga sul Dio in cui si crede. E' davvero un Dio che ama, quello che permette che accadano cose del genere? Pensate alle implicazioni create per duemila anni. Se si crede in un inferno di tormenti eterni, il problema fondamentale che si pone è, se Dio è onnipotente e un gruppo rinnegato di ribelli continua a persistere e a resistere contro di lui, non solo per un lungo periodo ma per sempre, cosa ne è dell'onnipotenza di Dio? Questo gli toglierebbe completamente il terreno sotto i piedi. In altre parole: se crediamo in un inferno di eterni tormenti siamo in realtà degli atei perchè abbiamo negato la realtà di Dio! QUINDI L'INFERNO E' UNA CREDENZA ATEA MENTRE LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE RELIGIOSE CREDONO DI NON ESSERE MAI TANTO VICINI ALLA VERITA' DELLA LORO RELIGIONE COME QUANDO SI BATTONO E ALZANO LA VOCE SU QUESTI ARGOMENTI. SONO ATEI!... SE SOLTANTO POTESSERO CAPIRLO!CHIUNQUE DESIDERI VISITARE IL BLOG DI OTTO PARALOTTI, QUESTO E' IL LINK: http://blog.libero.it/paralotticlu69/