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RI_INCONTRIAMOLO

Gli anni occultati, le Religioni e il suo vero Messaggio

 
Leggete i tags in essi troverete ciò che cercate e scoprirete i viaggi di Gesù in Egitto, India e Tibet .
 

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Parola di Gesù: Io sono la Via, la Verità, la Vita!

La Via che è Gesù stesso, è fatta di Compassione e Perdono nell'Amore incondizionato.

La Verità è nel qui- e-ora, nell'Adesso, perchè nella Presenza del Ricordo di Sè quotidiano e attraverso la preghiera e la meditazione, che si annulla il tempo e la mente e di conseguenza la dualità, fonte di tutte le sofferenze del mondo.

La Vita, perchè se viviamo nell'Adesso, ci Risvegliamo e conosciamo il Regno dei Cieli in Terra, formiamo il Corpo di Gloria e trasmutiamo il nostro Piombo in Oro diventando immortali.

 

La compassione è una forma di amore propria di chi accetta di esplorare l'anima dell'altro, senza giudicare, per sentirne i palpiti, ed offrire i propri!

 

I

Il presidente Nelson Mandela nel suo discorso di insediamento nel 1994 disse: "La nostra più profonda paura è quella di essere potenti ogni oltre misura. E' la nostra luce non la nostra oscurità a spaventarci di più. Siete figli di Dio. Interpretare una piccola parte non serve al mondo. Siamo nati per manifestare la gloria di Dio che è dentro di noi".

 

Ecco una preghiera che compose il Maestro Gesù rivolta alla Madre Divina, essa non è riuscita a varcare il tempo com'è invece accaduto con il Padre Nostro, perchè è stata ben presto messa all'indice da parte dei primi "costruttori" della Chiesa.

Madre  Nostra...                                                                                                                        Madre Divina, Tu che ci accogli sulla Terra come in Cielo: che la Tua Presenza abiti nella mia anima, che la Luce prenda corpo in noi, e così il Soffio Tuo purifichi ogni cosa nell'unità dei mondi. Fai che ogni giorno sia per noi un autentico nutrimento, rendici coscienti delle nostre manchevolezze, e dacci la forza di tendere la mano a coloro che inciampano. Dacci il discernimento, e avvolgici nel Sole del Tuo Amore perchè Egli è la sola Dimora.

 

 Tommaso detto Didimo o Taumà che vuol dire fratello gemello è la voce nuova di colui che fu così vicino a Gesù da respirarlo, di colui che non si è fermato alla superficie del Salvatore ma ha voluto penetrare al di là dell'epidermide, cacciando coraggiosamente il suo dito nel profondo. Il piccolo nervoso Giuda detto Tommaso Didimo dopo aver risposto alla domanda di Gesù che gli chiedeva a chi lo paragonasse dicendo che la sua bocca rimaneva chiusa e si rifiutava di dire a chi somigliasse il Maestro, perchè Egli non poteva essere paragonato a niente e a nessuno e poi ascoltava le parole segrete osservando e ascoltando Gesù che sorrideva quando gli dicevano che il Regno è su nei cieli e così rispondeva: "Allora gli uccelli chissà come sono in vantaggio su voi". Poi diventava serio e con voce dolcissima aggiungeva: " Il Regno è dovunque, fuori e dentro di voi, sopra e sotto. Il Regno non è altro che il Pensiero Vivente, il Padre Vivente. Se lo riconoscete, siete recipienti colmi di Vita. Ma se non lo riconoscete... siete il vuoto assoluto!".

 

Un giorno chiedemmo a Gesù: "Quale sarà la nostra fine?" Ed Egli ci rispose: "Se scoprite il principio non dovrete preoccuparvi della fine, perchè dove è la fine, là è il principio. E chi conosce il principio, conosce la fine e si libera dalle morti". Disse proprio così, "dalle morti" e poi aggiunse: "Volete sapere in che modo un uomo si libera dalle morti? Ve lo dico subito: divenendo consapevole di essere già esistito prima di ogni nascita. Queste parole sono fondamento di ciò che vi dico. Allora, pur restando coi piedi su questo pianeta, diverrete padroni dei cinque alberi meravigliosi del Paradiso che sono sempre fiorenti, estate e inverno, e non perdono mai le foglie. Chi conosce questi alberi si libera dalle morti. "E cosa sono questi cinque alberi?" Chiedemmo noi. Gesù rispose, sorridendo: " Sono le cinque strade infinite, che portano a Dio. Son fatte di vita, di spazio e di tempo. Si percorrono avanti e indietro. Se cammini su di esse, facendo tanti passi in un senso e un ugual numero di passi nell'altro, muovendoti, sarai fermo, come il Padre".

 

Come un'immensa onda del mare piena d'amore è venuto a sconvolgere la nostra esistenza risvegliandoci dal nostro torpore! Gesù non vince le forze del mondo servendosi del dolore. La sua arma non è la sofferenza ma la Conoscenza che, attraverso di Lui, esce dal tempo e diventa Eterna, Cosmica!

 

Una sera al tramonto vedemmo nel deserto, dall'alto di un colle, un leone balzare su un povero uomo e divorarlo. Gesù ci disse, meravigliandoci: " Quel leone ha fatto quello che si doveva fare, mentre sarebbe orribile che l'uomo uccidesse e mangiasse il leone". Quando gli chiedemmo il perchè, Egli rispose: " E' il leone che nello scorrere del tempo, diventa uomo, imparando a prendere decisioni umane, mentre l'uomo che mangia il leone, regredisce, prendendo decisioni bestiali!

 

Un giorno Gesù ci disse: "Non perdete tempo a digiunare perchè così facendo, fate la vostra rovina spirituale. Non perdete tempo a pregare perchè così facendo, vi costruite un inferno. Molti di noi non capivano. Gesù, ridendo aggiunse: " Tu, Matteo, che eri chiamato il grassone, sai bene quale rovina fosse per te l'ingordigia che ti squilibrava, altrettanto squilibrante è il digiuno". Replicammo: "Questo lo abbiamo capito, ma perchè la preghiera ci danneggia?". Gesù ci chiese: " Come pregate?" "Diciamo: Signore, abbi pietà di noi!". Pensate forse che il Padre sia crudele? E cos'altro dite?". Diciamo: Signore facci avere questo, concedici quest'altro". "Questa è un'ingiustizia! Non così dovete pregare". "E come allora?". "Tacendo e ascoltando la voce del Silenzio che parla dentro di voi, il Pensiero Vivente, vera preghiera, che crea e non ripete, che entra in voi ed è pura. Ciò che entra non vi contamina, ma ciò che esce vi sporca". Chi ha orecchie per intendere, intenda!

 

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La gabbia e noi

Post n°616 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da paralotti
 

Quale giorno fa, sono rimasto affascinato nell’osservare una coppia di pappagallini a cui mi sono affezionato. Ero appena intervenuto nella loro vita, appendendo una seconda mangiatoia alle sbarre della gabbietta…
Un segno d’attenzione e anche d’amore, per accrescere il confort di quel piccolo universo. Mal me ne colse… Che cosa avevo fatto? I due uccellini, si sono subito irrigiditi sul posatoio, con il collo teso, lo sguardo fisso sul nuovo elemento di “arredo”, che gli avevo appena imposto… ma senza chiedere il loro parere.
Era mattina… sono rimasti così per ore, incapaci di fare il minimo movimento per andare a becchettare i semi, né nella prima mangiatoia, né nella seconda.
Alla sera, mi sono deciso di rimuovere l‘oggetto percepito come intruso, dicendomi che forse non l’avevo sistemato in maniera “uccellisticamente corretta”.
Ma non è bastato… quel giorno i miei due pappagallini, non hanno praticamente mangiato, limitandosi a recuperare qualche granello dalla spiga di miglio vicina al loro posatoio-rifugio. Ciò che più mi stupiva, era lo straordinario sguardo sospettoso con cui continuavano a osservare il nuovo elemento proposto al loro piccolo mondo. Non il minimo salto da una sbarra all’altra, nemmeno un solo di quei cinquettìi gioiosi di cui peraltro erano stati assai prodighi fino a poco prima. Insomma, la bella gabbia bianca, era diventata un luogo di immobilità e di silenzio. La loro routine era stata sconvolta, l’inquietitudine vi aveva fatto il nido, ed erano depressi, forse persino angosciati. Ero sicuramente responsabile di una vera e propria rivoluzione nel loro rapporto con il mondo. La nuova mangiatoia poteva essere pericolosa? Rischiava di esplodergli in faccia? O forse significava che ora potevano becchettare in due, contemporaneamente, cioè senza che uno prevalesse sull’altro?
Tanti interrogativi come questi e forse altri ancora, per noi impenetrabili, erano improvvisamente venuti a perturbare, a destabilizzare la loro logica e le loro abitudini.

Forse l’avete intuito… quella coppia di pappagallini mi ha rapidamente fatto pensare a noi esseri umani. L’analogia mi è sembrata evidente anche se, a priori, noi ci sentiamo più liberi e più autonomi di due pappagallini in gabbia. In effetti, ho spesso notato che molte persone, hanno difficoltà a introdurre elementi di innovazione nella propria quotidianità. Hanno inventato un equilibrio per il loro mondo, generalmente piccolo e ben circoscritto: funziona a circuito chiuso, e soprattutto non bisogna azzardarsi a intervenirvi, perché si sono rassegnati alle incoerenze e alle paure che lo caratterizzano. Naturalmente non parlo di interventi materiali, visto che le innovazione tecnologiche fanno parte della formattazione di base della nostra specie e del nostro tempo. Parlo di interventi relativi allo sguardo che si rivolge al mondo, agli atteggiamenti mentali ed emotivi, ai comportamenti, e soprattutto ai grandi temi, a partire dai quali, ognuno si costruisce la propria idea della vita.
Riassumendo, parlo di tutto ciò che ha la funzione di fare di noi degli esseri in evoluzione, piuttosto che semplici espressioni di una specie vegetativa destinata a consumare. Se, utilizzando l’esempio dei due pappagallini di cui ho appena osservato il comportamento, porto ad esempio il modo in cui alcuni di noi, più che vivere, “Esistono”, è perché, oggi più che mai, bisogna lavorare per fare in modo che il nostro mondo inizi a regredire. Il suo immobilismo conduce al soffocamento.
La maggior parte degli scienziati di punta, dei sociologi, degli economisti, degli storici, dei pensatori e degli spiritualisti, sanno molto bene che troviamo alle soglie di un’immensa mutazione su scala planetaria. Dobbiamo quindi aspettarci che alcune importantissime componenti del nostro “Scenario”, siano destinate a cambiare e a riorganizzarsi completamente. E, infine, questo significa che siamo invitati a far sì che il nostro livello di coscienza collettivo, salga più in alto sulla scala dell’Evoluzione… Altrimenti la nostra “Nuova nascita”, ineluttabile proprio perché prevista da cicli naturali, sarà più dolorosa di quanto dovrebbe esserlo.
Parlo di parto, perché è proprio il termine che si addice agli anni che stiamo vivendo. Dunque, se vogliamo evitare l’uso del forcipe, dobbiamo per forza muoverci: nel nostro cuore, nella nostra mente, e attraverso il nostro coinvolgimento, nei mille aspetti della quotidianità. E’ per questo che scrivo e rendo testimonianza, è per questo che vi trovate a leggere testi come questo, è per questo che bisogna avere il coraggio individuale e collettivo di impegnarsi di più a modificare i vecchi schemi attraverso cui ragioniamo e funzioniamo.
Che siamo d’accordo o meno, La Terra si muove, le nostre vecchie strutture si spaccano e sentiamo chiaramente che “qualcosa” in noi reclama un’urgente riorganizzazione della nostra “casa”.
Certamente, per noi non si tratta soltanto di qualche semino in più o in meno, anche se nel nostro mondo se ne sperimenta una tragica carenza; è una questione di spazi interiori da creare, di orizzonti da ampliare o meglio ancora, di porte da aprire. Tempo fa, avevo un uccellino a cui lasciavo sempre la gabbia spalancata, e che così volava dove voleva. Era senza alcun dubbio infinitamente più felice dei miei due pappagallini che, invece, si agitano non appena la porta del loro perimetro “sicuro”, si socchiude… Lui aveva superato le sue paure!
E a voi, non viene la tentazione di prendere il volo?

Daniel Meurois

 
 
 

Ma allora ci Reincarniamo?

Post n°615 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da paralotti
 

La mente umana, essendo duale, è portata a ragionare per vero/falso, sì/no, on/off e fatica a concepire le sfumature. La risposta, quindi, dipende dal livello di coscienza raggiunto da ciascun individuo, in ognuno di noi esiste in embrione la possibilità di sviluppare un'anima, ma non tutti riescono a svilupparla allo stesso modo.

Ora andiamo al dunque: se io in vita ho ottenuto una perfetta identificazione con la mia Anima, attraverso esercizi di costante presenza, nel Ricordo di Sè, nel Qui-e-ora, con la preghiera che è meditazione, in poche parole, ciò che è conosciuto come "Risveglio", morirò in continuità di coscienza, cioè senza perdere coscienza al momento del trapasso. Attraverserò velocemente, senza fermarmi, i sottopiani del mondo astrale, ignorerò anche i sottopiani più bassi del Paradiso e mi collocherò direttamente nella dimenzione che mi compete: il piano causale o mondo dell'anima. Qui, finalmente a casa, godrò della "Contemplazione del volto del Senza Nome". Trapassare in continuità di coscienza e poi restare coscienti a piacere nel mondo dell'anima... è ciò che definiamo immortalità. Deciderò poi, in piena coscienza, se reincarnarmi sulla Terra per portare aiuto all'umanità, oppure proseguire su altri pianeti o in altre dimensioni la mia evoluzione. Nel caso decidessi di tornare sulla Terra, affronterei in perfetta coscienza il processo di reincarnazione, ma poco prima di nascere, berrei comunque l'acqua dell'oblio, del fiume Lete, dimenticando così, anche se solo temporaneamente, la mia origine divina!

Se io in questa o in precedenti incarnazioni, ho lavorato assiduamente per crearmi un'autocoscienza sempre più stabile, una presenza sempre più intensa, allora quando morirò, rimarrà qualcosa di me, sebbene non abbia ancora ottenuto un risveglio completo alla mia anima. Stazionerò per un po' di tempo sul piano astrale, ma mi soffermerò molto più a lungo nel Paradiso, dove rimarrò cosciente di me e di ciò che mi circonda, nella misura in cui ero stato capace di identificarmi con la mia anima in vita. In questo caso possiamo parlare di "Sopravvivenza dopo la morte", anche se non di immortalità vera e propria come il caso precedente. Potrò decidere quando e dove incarnarmi, chi saranno i miei genitori e quali esperienze vorrò vivere sulla Terra al fine di proseguire la mia evoluzione. In seguito attraverserò tutto il processo della reincarnazione durante i nove mesi di gestazione nell'utero materno, ma vivrò più o meno coscientemente questa fase a seconda del grado evolutivo della mia anima e quindi della sua capacità di restare presente. A un certo punto, berrò l'acqua del fiume Lete e cadrò nell'oblìo, cioè nel sonno profondo... Tra quello che sono stato nella vecchia personalità e quello che sarò nella nuova che sta nascendo, esiste pertanto, una linea di collegamento: l'anima costruirà infatti una personalità in grado di continuare il lavoro non ancora portato a termine nell'ultima incarnazione. Ma, ripeto, questo è un aspetto evolutivo che concerne l'anima, mentre io, in quanto personalità, sarò comunque morto!

Facciamo ora l'ipotesi di un'anima poco evoluta. Quest'anima dopo la morte del corpo fisico, si ritroverà comunque in astrale, ma sarà già in uno stato di incoscienza pressochè totale e in breve tempo, allontanandosi via via dal piano fisico, cadrà in un sonno profondo!Come possiamo parlare di reincarnazione in questo caso? La scintilla animica presente in quel corpo, proseguirà il suo cammino, fino al "Mondo dell'anima", e poi entrerà in una nuova incarnazione, ma fra la precedente e la successiva, non esisterà alcun genere di continuità; per questo non ricordiamo mai nulla delle precedenti vite! La nostra anima deciderà in quale famiglia andare e quale personalità indossare, senza che noi ne sappiamo nulla, perchè NOI SIAMO MORTI! Non possiamo in alcun senso affermare che sia lo stesso INDIVIDUO a incarnarsi, poichè quell'individuo non è nemmeno mai esistito, non si è mai creato nemmeno l'abbozzo di un vero IO, e tutto ciò che quell'essere vivente era, è definitivamente scomparso poco tempo dopo il distacco dal corpo fisico. Qui, dunque, non possiamo nemmeno parlare di "Sopravvivenza dopo la morte", se non in riferimento a un gusco astrale privo di qualsiasi autocoscienza! Credo che l'intera umanità terrestre, con le dovute eccezioni, appartegna a questa categoria, e cioè a quella degli esseri che una volta morti nel corpo fisico, non ricorderanno nulla perchè durante la loro vita, non hanno fatto altro che dormire perchè identificati giorno dopo giorno e per tutta l'esistenza, con la loro personalità illusoria; ecco che allora la frase di Gesù nel Vangelo di Filippo, acquista un vero significato:

"Se l'uomo non ottiene prima la resurrezione durante la vita, non scoprirà nulla quando sarà morto; vivrà la sua morte dormendo, così come avrà vissuto la sua vita!"

Da: Risveglio (Salvatore Brizzi)

 
 
 

Gesù ti parlerebbe così...

Post n°614 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da paralotti

Fratello mio, sorella mia, come tutti coloro che soffrono in questo mondo, hai fatto del tuo meglio. Anche se quel "meglio" non era ad immagine del "meglio" che portavi in te, era comunque, malgrado tutto, il TUO meglio. Ora che hai scoperto le pagine suscitate nella mia memoria, possa tu girare con fermezza la chiave della semplicità nella serratura del tuo cuore. E'qui, e in nessun altro luogo, che si apre il baule delle meraviglie della tua realtà prima, il diamante intatto e inattacabile della tua divinità. Fintantochè non metterai in moto il coraggio autentico che la ricerca di questa semplicità richiede, non potrai essere per l'altro/a qualcosa di diverso da un passante illusorio nell'oceano della vita.
Continuerai ad essere carnefice e vittima, più o meno confesso. Dunque qualsiasi cosa hai fatto, qualsiasi cosa hai pensato di aver fatto o che ti sia stata fatta, qualsiasi pena che ti opprime il respiro, osa amare di nuovo!
Osa semplicemente tenendoti alla larga dalle argomentazioni...
E se non ti senti di nuovo capace di amare, perlomeno guarda verso la tenerezza che comunque la pensi, non è affatto un sentimento tiepido e tu di tenerezza ne hai tanta!Credimi in questo modo entrerai in un vestibolo dell'anima molto più luminoso di quanto immagini...
Ora sai che hai costruito minuziosamente punto per punto ciò che sei... e che stai costruendo ciò che sarai o che vorrai essere.
Gesù avrebbe terminato questa tenera lettera, con questa bellissima frase che ti dedico...

AMO! DUNQUE SONO!



 

 
 
 

Il Domani...

Post n°613 pubblicato il 21 Gennaio 2012 da paralotti

Sotto il sole la grande figura bianca parlava. Parlava d'amore e di fiducia come d'un miele che nutre il cuore...

"In verità, ciò a cui siamo destinati conta ben poco, sorelle e fratelli miei: lasciate a quelli che leggono le stelle la cura di tenere i conti... Che vi importa di sapere di cosa è fatto il domani? Il domani è già qui; moltissimi mi chiedono qual'è il cammino per tornar...
e alla Fonte che io chiamo il Padre mio..
Ma io vi dico che non vi è nessun cammino davanti a voi, ognuno di voi è il cammino attraverso il quale scorre la vita del Padre mio. Non costruite ostacoli, e il vostro posto sarà sempre il posto giusto, se ne farete un'ambasciata della mia Pace.
Nulla vi imprigiona mai, e tutto possa stabilizzarvi. Siate infine, il pesce che scappa tra le maglie della rete del pescatore e il toro della fiducia agli albori del mondo.
Così ogni cosa si compirà..."
L'altro volto di Gesù

 

 

 
 
 

Perdere il Ricordo...

Post n°612 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da paralotti
 

Quando un essere ha portato i ceppi alle caviglie, al cuore e all'anima per un'eternità, e all'improvviso gli viene detto di sbarazzarsene, tutto può trasformarsi in dolore; ed è nel centro di questa verità che come una gemma, risplende uno dei principali insegnamenti del Cristo:

"Per colui che ha perduto il ricordo della propria origine, o che la nega, l'asservimento diventa una sicurezza, dunque un conforto. E' infinitamente asservito colui che non riconosce più la pura Presenza del Divino in sè, o che la respinge..."

L'altro volto di Gesù

 
 
 

Lettera ad un cattolico praticante

Post n°610 pubblicato il 12 Gennaio 2012 da paralotti
 

Caro cattolico, che tutte le domeniche vai in chiesa per assistere alla santa messa, fai la santissima comunione e ti confessi almeno una volta alla settimana, chiedendo perdono dei tuoi peccati, per poter poi ricominciare a peccare, per poi confessarti di nuovo e così per tutta la vita, una sola vita come afferma madre Chiesa,, perchè una volta morto rimarrai in eterno nell'attesa della resurrezione dei corpi...

Sappi che una scappatoia da questa crudele prigione in cui ti sei rinchiuso volontariamente c'è, e consiste nel vedere che il vostro Dio non è altezzoso, distante, remoto, ma più vicino a noi di quanto non siamo noi stessi, e nessuno deve mai dire al vostro Dio che Egli è grande, perchè il vostro Dio è in uno stato che non ha bisogno di conferme. Questa è la sicura garanzia che nulla può mai minacciare ciò che il vostro Dio è, perchè Egli non è lunatico e dispotico, è pura Energia, non ha un volto, non parla, ma agisce all'infinito attraverso il vostro Amore e di tutti gli esseri dell'Universo.
Il vostro Dio è la vostra gloria più grande, ed è più vicino a voi di quanto non siate voi stessi. Non è il vecchio con la barba, posto lassù nel cielo, tanto amato da Isaac Newton.
E per questo, caro cattolico, che non si dovrebbe mai utilizzare la parola Dio.
Sappi, che per voi, è arrivato il giorno del giudizio! Il giorno del giudizio è definitivamente arrivato per tutte le Chiese cristiane, cattoliche, ortodosse e protestanti, le statistiche dell'Europa lo dimostrano. Questo declino catastrofico del tutto recente e penso del tutto inarrestabile, non è davvero qualcosa di cui dovremmo essere felici, ma sicuramente è un fatto e la ragione è, che qualsiasi gruppo religioso che si insinua tra Dio e l'individuo, è condannato, perchè la gente avverte questo nel proprio cuore e nella propria anima.
Io verserò lacrime al vostro requiem, perchè sò per esperienza diretta che le Chiese hanno offerto conforto, sostegno, ispirazione e anche una via verso il Divino a molti milioni di persone, alle quali altrimenti quella via sarebbe rimasta sempre nascosta.
Le mie lacrime, non saranno tanto per la fine della Chiesa o delle religioni, perchè quella fine dopotutto se la saranno auto-inflitta. Saranno molto di più per il travisamento che è stato fatto degli Insegnamenti del Maestro Gesù che non è Dio, come avete voluto farci credere in modo da dargli un volto umano, i quali superano di gran lunga i muri del labirinto in cui le religioni limitate hanno cercato di costringerli. Quindi le mie lacrime, saranno maggiormente per la gloria e la liberazione che aavrebbero potuto essere offerte a milioni di persone, ma che non lo furono mai.
Concludo con queste due affermazioni, la prima:
"SONO VENUTO AD APPICCARE IL FUOCO AL MONDO E LO CURO FINCHE' ATTECCHISCE".
Questo aspetto di Gesù è spesso dimenticato.
E la seconda è, che oggi è stata pronunciata la verità tra di voi, e che colui o colei che ha orecchie per sentire, possa sentire!

Otto

 
 
 

La Croce...

Post n°609 pubblicato il 06 Gennaio 2012 da paralotti

In quel tempo, fu detto a Filippo che Giuseppe il carpentiere aveva piantato molti alberi nel suo giardino, giacchè sapeva che avrebbe avuto sempre bisogno di legna per il suo mestiere. Egli sapeva che avrebbe dato forma alla croce sulla quale il frutto del suo seme sarebbe stato appeso.
Il frutto di quel seme aveva per nome Gesù, e uno degli alberi che Giuseppe aveva piantato divenne ...
in verità la croce. E tuttavia fu detto che Giuseppe il carpentiere aveva anche piantato, nel centro del suo giardino, l'albero della Vita.
Questo albero è l'ulivo, dal quale si trae l'olio da cui viene la resurrezione. Così, tutto è legato per sempre. La vita chiama la morte che chiama la vita. Il Signore è un tintore, ed è per questo che entrò in casa di Levi.
Gli insegnò a sposare i colori di ciò che è in alto con i colori di ciò che è in basso"...

Vangelo di Filippo.

Parole meravigliose e intense mai giunte a noi di difficile comprensione.
Credetemi comprendere non significa sempre poter interpretare sul momento. All'inizio si tratta di cogliere lo spirito di qualcosa, accettando che questo spirito possa essere così grande da aver bisogno di tempo per farsi luogo dentro di noi.
Vi dico che molti sanno, ma pochi guardano e comprendono...

 
 
 

Vivere!

Post n°608 pubblicato il 02 Gennaio 2012 da paralotti

Vivere! Alla fin fine, non c'è altro da fare che questo... vivere, invece di balbettare l'esistenza elaborando sempiterni e sottili piani di dominazione.
Siamo dunque in potenza dei sacri focolai d'insurrezione; ovviamente possiamo continuare a rimanere in attesa di segni, di flagranti manifestazioni di presenza celeste che confermerà
"l'energia che sentiamo". Che bella parola, l'"energia"! E' su tutte le labbra. Si fa a gara a chi ne percepisce di più. Un bel grattacapo, per quelli che onestamente non riescono a percepire questa famosa "energia":quasi si credono anormali!
Dal Cristo in formato "ridotto" del cattolicesimo a quello che dovrebbe venire a salvarci a bordo dell'astronave, non vi è che un passo. Il passo che nessuno fa mai, è invece quello di prendere in mano radicalmente le redini della propria vita.
Non vi è alcun Salvatore per chi vuole sfuggire alle proprie responsabilità!
Il che non vuol dire che non vi saranno "segni nel cielo e sulla Terra".
Ce ne saranno eccome, anzi sono già iniziati, e saranno così impressionanti e tangibili che quasi non ci crederemo. Questi segni verrano contemporaneamente dalla Terra e da altri mondi, come ultimi elementi di una scenografia divina fatta apposta perchè si esprima nell'uomo il meglio e tutto il peggio.
Tutti i castelli di sabbia sono destinati a crollare, tutti i gioielli a scintillare.
Che ne sarà allora della nostra fiducia? Così tante sono le navi che battono bandiera cristica! Avremo due soluzioni, due tentazioni. rifugiarci ancora una volta nella sicurezza dell'integralismo, a masticare i soliti dogmi a mo' di sonnifero, oppure andare avanti, apparentemente da soli, apparentemente camminando sulla corda tesa, con l'unica volontà di imparare ad amare e a servire la Vita qualsiasi cosa accada.
La scelta, che sempre rimane sul piano individuale, sta dunque qui: scappare fra i solchi del passato o cominciare ad incarnare lo Spirito là dove la Vita ci mette e così all'Infinito!

Il nuovo volto di Gesù

 
 
 

Buon Anno!

Post n°607 pubblicato il 30 Dicembre 2011 da paralotti

 
 
 

Il Grande Inquisitore!

Post n°606 pubblicato il 26 Dicembre 2011 da paralotti
 

Amici e amiche, leggete con attenzione!

Allora tutto ebbe inizio 400 anni dopo la morte di Gesù! In quegli anni, la perenne tendenza della religione umana a sopprimere la verità, cominciò per i cristiani con la stesura della lista dei libri che erano considerate "Scritture Sacre" e quelli che non lo erano, e con l'esclusione di quelli che potevano causare tendenze pericolose, perchè affermavano che si poteva comunicare direttamente con il proprio Dio, senza intermediario. Questa è la ragione principale per cui furono escluse!
Quella tendenza è stata espressa superbamente nel romanzo del XIX secolo: I fratelli Karamazov di Fjodor Dostoewski. C'è una specie di piccola parabola a sè stante in quel libro che è chiamata: "La parabola del Grande Inquisitore". Ecco il racconto.
All'inizio del XVI secolo, Gesù ritorna su questa Terra, per la precisione in Spagna e più esattamente nella città di Siviglia, e nonostante non ci sia la fanfare al suo arrivo, la gente naturalmente lo trova molto presto e capisce chi è. Ed Egli comincia a curare gli ammalati, a consolare le persone, a insegnare e a istruire. Un giorno è vicino alla Cattedrale mentre passa un funerale, e degli uomini in lutto, trasportano una piccola bara bianca. Contiene il corpo di una bambina di sette anni, la figlia unica di uno dei capi di quella città. La madre prende la bara e la pone ai piedi del Maestro Gesù e gli chiede di resuscitare la bambina ed Egli lo fa. Sfortunatamente al miracolo era presente una persona molto importante: il Cardinale di Siviglia, che era a quel tempo il Grande Inquisitore: un asceta di novant'anni (sono le parole di Dostoewski, non le mie...) dall'aspetto raggrinzito, e tale era il terrore che egli ispirava nella gente che, nonostante il miracolo della resurrezione, tutti se ne andarono e gli permisero di avvicinarsi a Gesù e nessuno osò intervenire quando l'Inquisitore arrestò Gesù e lo trascinò in prigione.
Il vero significato della parabola è in quello che segue, perchè il lettore si aspetta che quando il Grande Inquisitore, conduce le sue indagini e scopre chi è in realtà il suo prigioniero tutto finisca bene.
No, il Grande Inquisitore non si spaventò quando scoprì chi era il suo prigioniero, perchè quando entrò nella sua cella, era del tutto ovvio che sapeva già molto bene chi fosse, ma questo non lo scoraggiò minimamente e rimase inflessibile durante tutte le indagini filosofiche e teologiche a cui lo sottomise.
Nel Nuovo Testamento, ricordate, Gesù è tentato dal diavolo con la prospettiva del potere temporale, della fama e del successo del suo messaggio e in questo romanzo, 16 secoli dopo, Gesù, è sottoposto esattamente allo stesso test dal Grancde Inquisitore che gli promette la libertà se nega ciò che è!
Ma il Grande Inquisitore, non si fa illusioni. Sa bene quello che sta facendo; sa di avere la responsabilità di salvaguardare la Chiesa, fondata nel nome dell'Uomo che sta proponendo di mandare al rogo: ed è proprio quello che il Grande Inquisitore fa: condanna Gesù a essere bruciato sul rogo come eretico!
Quel Cardinale, sapeva che gli insegnamenti della sua Chiesa non erano compatibili con gli insegnamenti dell'uomo nel nome del quale era stata fondata quella Chiesa. La Chiesa diventa autonoma, una legge a sè stante.
Sapeva molto bene, che le regole e le azioni che provenivano da lui, in quanto inquisitore, avrebbero indubbiamente portato a quella che nei suoi stessi termini avrebbe descritto come propria eterna dannazione. L'eterna dannazione dell'inquisitore. In breve, sapeva di aver sacrificato se stesso al male e che, nella tentazione che proponeva a Gesù, egli, l'inquisitore, sostituiva il diavolo. Era diventato il diavolo. Proprio la realtà che il suo ufficio doveva in primo luogo annientare!

Miceal Ledwith

 
 
 
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Un blog di: paralotti
Data di creazione: 24/03/2008
 

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L'Onda e l'oceano

La mia storia (2006)

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Ecco il vero significato della parabola del buon pastore e della pecora smarrita.  E Gesù disse a Tommaso: "ricordi, Didimo, la parabola del Buon Pastore? L'ho raccontata tante volte". "Certo, Maestro, la ricordo molto bene. Possedeva cento pecore e una di loro, la più grande, era sparita. Con un salto aveva scavalcato la staccionata e si era avventurata verso l'ignoto". "Si, Didimo, la pecora più grande. La più ardita. Sai cosa andava a cercare quella pecora?" "Maestro mio, cercava la verità". "La mia pecora più grande, Didimo, sei tu e ti amo più delle altre novantanove, perchè tu non ti fermi dietro le staccionate. La verità che trovi, serbala!"

 

Inno alle donne di Gesù

Chiunque non rispetti sua madre, l'essere più sacro dopo il suo Dio, non merita il nome di figlio... Rispettate la donna perchè ella è la Madre dell'Universo, e tutta la verità della Divina Creazione risiede in Lei. Ella è la base di tutto ciò che è buono e bello, ed è anche il germe della vita e della morte... Lei vi fa nascere nella sofferenza. Con il sudore della fronte vi alleva, e fino alla sua morte voi le causate le più gravi ansie. Beneditela e onoratela perchè lei è il vostro vero amico, il vostro unico sostegno sulla terra... Allo stesso modo amate le vostre mogli e rispettatele, perchè sarano madri domani, e più tardi le antenate di una razza. Siate clementi con la donna. perchè il suo amore nobilita l'uomo, rende tenero il suo cuore indurito, addomestica in lui la brutalità e lo rende un agnello. La moglie e la madre sono i tesori inapprezzabili che vi sono stati dati da Dio. Proteggete vostra moglie, perchè ella possa proteggere voi e tutta la famiglia. Tutto quello che fate per vostra moglie, vostra madre, per una vedova, l'avete fatto al vostro Dio.

 

Noi siamo come l'Onda che viaggia nell'0ceano, affronta le tempeste e gli scogli, si addormenta in esso quando si calma per poi riprendere il suo lungo viaggio...  infine muore quando si infrange a riva e ritorna da dove è venuta... nell'Oceano!

 

Ero con Gesù al tramonto, in cima ad un monte. Divenne triste e mi disse con voce malinconica: "la mia Grande Madre da troppo tempo soffre per la stupidità degli uomini! Quando inchioderanno al legno le mie membra, la vera crocifissa sarà Lei. Ascolta e ricorda Tommaso: a colui che bestemmia il Padre, sarà fatto misericordia, a colui che bestemmia il Figlio, sarà perdonato. Ma colui che sevizia la Madre non troverà perdono, nè in terra, nè in cielo. Perchè Lei non si difende e tutto riceve".

 

Un giorno Gesù ci spiegò i segreti delle stelle e disse: "Passano le costellazioni, dopo l'Ariete, i Pesci e poi verrà il segno dell'Acquario. Allora l'uomo scoprirà che i morti sono  vivi e che la morte non esiste!

 

E Gesù disse: "l'Universo nasce dall'amore del Padre e della Madre. Il Pensiero Vivente pervade tutto il Cosmo; noi veniamo dalla luce di questo Pensiero eterno e che è Padre ed è Madre. Veniamo di là, dove la luce stessa si crea, da sola. Noi tutti siamo figli della Luce e di coloro che il Padre Vivente ha scelto e la Grande Madre ama" Ma chi è questo Grande Padre? E chi è questa Grande Madre? E Gesù sorridendo rispose: "E' movimento. E' quiete".

 

Gesù disse: "Trattenetevi dal fare l'elemosina perchè fareste torto al vostro spirito". Molti di noi non capivano e Lui aggiunse: "Ciò che dai a te stesso lo chiami forse elemosina? E ciò che voi chiamate elemosina non è altro che quel piccolo obolo che una coscienza addormentata paga volentieri per poter continuare tranquillamente a dormire!". Poi aggiunse di nuovo: " Lo Spirito è perfezione. Pensate sia perfetto un mondo in cui è necessaria l'elemosina?". "No. E' un mondo ingiusto". "L'elemosina stabilizza questa situazione di ingiustizia". " E allora, cosa dobbiamo fare, in questo mondo che purtroppo è ingiusto, quando un povero affamato viene da noi?". "Fate a lui quello che vorreste fosse fatto a voi. Fate il vostro dovere e fatelo in silenzio". E tutti all'unisono risposero: "Adesso abbiamo orecchie per intendere".

 

Tommaso chiese a Gesù: "Maestro mio, come fu inventata la morte? Come fu inventato il male?" "Ascolta Tommaso, disse Gesù: Dio è coppia, Sposa e Sposo. Tutto quello che è vivente è coppia. L'uomo credette uno ciò che era soltanto metà. Vide in Dio il Padre e rifiutò la Madre. Questo è l'errore diabolico. La vita fu spezzata in due parti il Bene e il Male. Una metà dell'Infinito Bene fu creduta il Male. Così anche l'uomo fu spezzato, si vergognò di una parte dei suoi pensieri e li nascose. Ecco come fu perduto il Regno. Era il Regno della felicità, ma l'uomo non ne fu degno, perchè amò il dolore e respinse la Saggezza. Da allora la Sposa soffre lontana dallo Sposo, e il Regno è vuoto. Hai capito perchè è avvenuto questo?" "Si mio Maestro, perchè prima eravamo uno e poi siamo divenuti due". " E ora che siete due, cosa dovete fare?" "Dobbiamo farci Uno nello Spirito, ricostruendo con Te, che sei Amore, la perfetta Trinità, perchè Tu risiedi nel cuore delle coppie che sono nel Tutto. "Questo era voluto da sempre. Fu sciupato. Ma è ancora e sempre voluto. Io non torno indietro dal mio eterno progetto d'Amore. L'uomo creò i diavoli, nutrendosi di cose spezzate e morte che, uscendo da lui, ebbero una vita larvata e provvisoria, ma dovranno rientrare nella non-esistenza. E' già pronto il mio magnifico vivente tappeto, unico e tutto intero, e la madre del Cosmo ne sta saldando i nodi sul rovescio. Lente ruotano le costellazioni, Taumà. Questo cielo, passerà. Il cielo che viene dopo, passerà. Ma i morti resteranno morti, e i vivi mai non moriranno".

 

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