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OCCHI CHIUSI

Post n°166 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da algori
Foto di algori

Guardavo un film l’altra sera. La storia di un ragazzo cieco che s’ innamora di una ragazza indiana. Sono rimasto colpito dal modo in cui riusciva a percepire ciò che lo circondava pur senza vederlo e da esso traeva emozioni, sentimenti, gioia ed amore. Il colore della natura dal loro profumo. L’espressione di un volto dal tono della voce. La presenza di chi lo circondava dai rumori seppur sovrapposti uno all’altro in una gran confusione. Che strana sensazione. Ho provato ad immaginare come poteva essere una vita cosi’. Come se il non vedere fosse non vivere. O il non udire i suoni fosse l’essere isolato dal mondo intero. O il non poter toccare fosse …… estraniarsi dal mondo intero. E’ sembra tutto cosi inimmaginabile…. Alla fine del film mi sono connesso in rete e….. mi sono accorto che qui dentro, è tutto proprio cosi. Un’infinità di profili ad identificare persone che non vedremo mai. Centinaia di amici di cui nulla conosciamo. E’ come essere ciechi e non poterli vedere mi sono detto. Che c’e di male, anzi, molto spesso questa sembra essere una via che conduce diretti al cuore senza dar conto delle apparenze che spesso ingannano. Ma il non vedere si accomuna al non sentire. Ed allora al buio degli occhi c’è anche quello dell’udito. Ma ciò che non si vede dovrebbero essere percepibile dall’udito. Il tremolio nella voce di una persona timida, o la voce squillante di una persona allegra, o flebile di chi è triste, o tanto altro ancora. Tutte sensazioni che in questo mondo non traspaiono. Ma non basta. Oltre a questo manca anche il contatto fisico che ti permette di percepire in ultima analisi le emozioni, i brividi che le persone che incontri possono trasferire. Un abbraccio. Un bacio. Quante volte nei messaggi abbiamo scritto ‘Bacio’.  A pensarci ….. mi rendo conto, che …. Abbiamo scelto il peggior modo di comunicare tra persona che possa esistere al mondo. Quello in cui nulla di noi traspare, ma va bene cosi. Dire che abbiamo scelto di essere ciechi è solo un eufemismo. Abbiamo scelto di non sentire, vedere, toccare. Di non ricevere alcun brivido ed emozione, e ancor peggio, di non voler donare tali sensazioni. Abbiamo scelto di essere ciechi, sordi, muti, emarginati, soli, superficiali e molto altro ancora, e non mi so spiegare il perché.

Penso a quel ragazzo del film, a cosa avrebbe dato pur di poter vedere il volto di chi amavo, alla tristezza di quel buio che cosi tanto odiava. Per noi sarebbe molto più facile poter vedere, sentire, toccare……. Basterebbe un solo click e spegnere il computer.

 
 
 
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