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Prime visioni: THERE WILL BE BLOOD - IL PETROLIERE di Paul Thomas Anderson

Post n°67 pubblicato il 15 Febbraio 2008 da cinemanarchico
 


Eccellente (quasi) capo d'opera di Thomas Anderson e anche la più grande interpretazione di Daniel Day Lewis. C'è la Bibbia, il Dio cattivo mistificazione dell'uomo, la superstizione religiosa, il predicatore come in Magnolia e la violenza dei rapporti umani e la solitudine di una vita umana votata alla conquista del denaro. Notevole la regia, quando sceglie per esempio di inquadrare il ritorno del figlio audioleso da lontano, quando novantanove registi su cento avrebbero sbagliato la scelta. Qui infatti la distanza è metafora della relazione fredda tra padre e figlio. Infine si sente la mancanza della parte femminile. E mi sembra non a caso la donna sia "scomparsa" da un mondo nudo e crudo. Ed ancora un affresco storico che non ha bisogno di evocare paesaggi urbani, ma solo campagne brulle e pianure più gialle che verdi, insomma il paesaggio prevalente è quello della macchia scura del petrolio, del fango del bitume, o della roccia che fracassa i corpi. Assolutamente imperdibile! La versione italiana è abbastanza buona, però nell'originale la performance e soprattutto le espressioni di Lewis riescono a essere con maggiore naturalezza così brutali, come nella seguente scena, una delle più incisive e straordinarie del film.


 
 
 
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