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Prime visioni: Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi

Post n°89 pubblicato il 07 Marzo 2008 da cinemanarchico
 


Le donne vogliono anche le rose. Vale a dire dopo tutto il resto, che non hanno mai veramente avuto. Tutto ciò di cui si tace e tutto ciò di cui si è taciuto per l'intera storia umana, la storia in sostanza dell'oppressione della donna da parte dell'uomo. Negli ultimi trenta quarant'anni di dichiarato "progresso", attraverso la testimonianza di tre scritture diaristiche così autentiche da far sobbalzare, ma assolutamente visionarie nel senso di immaginazione libera come tutto il film, le donne hanno qualche speranza di rivoltarsi dalla loro posizione di vittime di fronte al maschio?
Tanto per intenderci. La Marazzi cosa ricorda del tempo dei fiori, dell'amor libero del sessantotto? Una donna nuda che balla in mezzo agli uomini. E una donna che afferma soltanto che se non ti fai scopare da tutti i compagni significa che sei frigida! Era questa la libertà che le donne dovevano conquistare? Diventare prostitute in nome di un ideale di pace e diritti per tutti?
Le donne non si sono liberate dell'uomo. La lotta dura ancora. E le tappe, quelle famose conquiste degli ultimi anni, come l'aborto, sono stravolte dal grado di sofferenza impressa nel corpo anima della donna, che ha la forza di affermare che quella è una non scelta, un momento di non libertà. La Marazzi è uno degli autori più importanti del cinema italiano. Perché è diretta, autentica e soprattutto donna. Speriamo che questo suo ultimo film, dopo lo splendido "Un'ora sola ti vorrei" e "Per sempre", coinvolga un pubblico più largo e disposto a svegliarsi dal torpore televisivo.


 
 
 
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