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Primevisioni: I padroni della notte di James Gray
Post n°96 pubblicato il 14 Marzo 2008 da cinemanarchico
Potremmo definirlo un catto poliziesco. Finisce con "amen" e inizia con il peccato di fornicazione. Però Phoenix con Eva Mendes all'inizio si diverte come un matto. Dopo la citata sequenza (che ho inserito sotto) scende nel caos del club, dove tutti sembrano divertirsi da pazzi. E' vero, c'è tanta, tanta droga. Ed è anche vero: questi sono i cattivi, tra i quali primeggiano i russi. Che quando parlano in russo sembrano ancora più cattivi. E Gray già era sprofondato nei sobborghi luridi di Little Odessa tra le varie mafie locali, e personaggi molto più cinici. E invece qui riprende la solita solfa del vecchio testamento. Uccidi il male, anzi puoi uccidere il male quando stai dalla parte del Bene. E i poliziotti di Gray sono poliziotti tutti di un pezzo. Al confronto il nostro caro cattivo tenente (di Abel Ferrara) è proprio una fetenzia d'uomo e si merita la morte. Mentre a Duvall, integerrimo capo della polizia, spettano onori e medaglie. Tutto secondo le regole. Scorsese mi pare che non c'entri proprio niente. Almeno il migliore Scorsese. Meno che mai Schrader... I padroni della notte contiene qualche suggestiva sequenza. La prima, abbastanza esplicita e seducente. Poi gli inseguimenti sotto la pioggia scrosciante e poi poco altro ancora. Tutto il resto è abbastanza disonesto, sia perché taglia con l'accetta i personaggi e non permette di respirarli veramente. Per esempio l'evoluzione di Phoenix è tutta da raccontare. Altro che qualche sguardo con il padre Duvall e il fratello Wahlberg... Da vedere soltanto per qualche momento di cinema più spregiudicato e libero. Le preghiere e i riferimenti religiosi sono grotteschi. |
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