AMARE DAVVERO

sono una donna che ama troppo

 

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VOGLIA DI STUPIRE...D'AMARE...UN FANTASMA...

CREDO IN TE....................COME IL SOLE CREDE ALL'ALBA CHE VERRA'......

COME UNA RONDINE SE NE ANDRA'..............

 

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Post N° 45

Post n°45 pubblicato il 14 Febbraio 2006 da Amaredavvero
Foto di Amaredavvero

 14-02-2006 - 21:20 "Amarsi, non è guardarsi l'un l'altro, ma è guardare insieme nella stessa direzione" (A.de Saint Exupèry)
"Non siamo mai così privi di difese, come nel momento in cui amiamo " S.Freud.

Freud ha ragione, sopratutto se consideriamo il "mal d'amore" nella manifestazione di "dipendenza affettiva" e vedremo come essa presenta parecchie caratteristiche delle dipendenze in generale. La differenza sostanziNella dipendenza affettiva, inteso, appunto, come forma patologica dell’amore, l’individuo non cura o pensa più a se stesso, ma tutto il suo corpo e tutta la sua mente sono per l’altro, per il suo benessere. I dipendenti affettivi, solitamente donne, nell’amore vedono la risoluzione dei propri problemi, la possibilità di colmare un vuoto che ha origini profonde: è il partner che le salva, che dà significato alla loro esistenza e quando non c’è, il soggetto sente di non esistere (DuPont, 1998). All’interno della dipendenza affettiva, l’individuo rimane bloccato in se stesso, diviene incapace di godere delle dinamiche profonde dell’amore e di vivere pienamente l’intimità con l’altro, come persona diversa dall’altro e spesso è incapace di sottrarsi da una relazione umiliante, autodistruttiva (Amaro et al., 1995). La paura dell’abbandono, della separazione, della solitudine, dei sensi di colpa, potrebbero portare il dipendente affettivo a negare i propri bisogni, a temere di mostrarsi per quello che realmente è, a rimanere intrappolato in una condizione simbolicamente identica a quella che, nel passato, ha ostacolato lo sviluppo e la crescita del vero sé.
Spesso, anche se non sempre e necessariamente, la persona amata è irraggiungibile per colui o colei che ne dipende. Anzi, in questi casi si può affermare che la dipendenza si stabilisce se c'è il rifiuto, se non ci fosse, paradossalmente, il presunto amore non durerebbe. Infatti la dipendenza si alimenta dal rifiuto, dalla negazione di sè, dal dolore implicito nelle difficoltà e cresce in proporzione inversa alla loro irrisolvibilità. In questi casi la persona non è assolutamente in grado di uscire da una relazione che egli stesso è in grado di riconoscere senza speranza, insoddisfacente, umiliante e spesso autodistruttiva oltre a presentare una serie di sintomi che fanno da sfondo: ansia generalizzata, depressione, insonnia, inappetenza, maliconia, idee ossessive. Quasi sempre c'e incompatibilità d'anima, mancanza di rispetto, progetti di vita diversi se non opposti, bisogni e desideri che non possono essere condivisi, oltre ad essere poco presenti momenti di comunione profonda e di soddisfazione reciproca.
ale è che questa forma di dipendenza invece di essere imputabile ad una sostanza o ad un comportamento, lo è ad una persona.

 
 
 
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