Ho 42 anni eppure ancora non mi capacito di quanto cattiva possa essere certa gente.
Ancora meno capisco perché quando, di fronte alla loro cattiveria, pur argomentando,
pur spiegando, punto per punto, il mio pensiero, non abbassino mai le ali.
Lì, in alto, "'n coppa a munnezza" continuano a fare i galli.
E si arroccano.
E si ritengono migliori di altri.
Nessuno sbaglia mai.
Nessuno ha mai messo un piede in fallo.
E alle domande chiare rispondono con accuse, traccheggi,
elusioni e controbattute.
Perché nessuno mai
dice chiaramente che alcune scelte,
palesemente "dubbie",
sono preferibili al mettersi in gioco totalmente?
Perché si cammina accanto ad una persona sporca
anziché ammettere che "una piccola imposizione pulita"
è comunque preferibile?
L'esempio, calzante a pennello è:
se la scelta da fare è "correre" (in politica) a fianco di una persona corrotta
e legata alla malavita oppure accettare come rappresentante
un'ottima persona (con la fedina penale pulita e nessuna traccia
di corruzione nel curriculum) ma imposta dai "piani alti",
voi cosa fareste?
Perché io a volte mi sento un pesce fuor d'acqua
e tutti i dubbi di cui il mio Amore mi parla (rapportandoli al suo mondo)
li ritrovo pari pari nel mio, in quel che faccio e nel modo in cui vivo.
E viene spontaneo chiedersi se, per caso, non abbia ragione chi cede ai compromessi...
Inviato da: sympathy.4.the.devil
il 24/06/2011 alle 11:54
Inviato da: DiabledeFemme
il 23/06/2011 alle 14:39
Inviato da: nientepvt
il 15/02/2011 alle 09:45
Inviato da: sympathy.4.the.devil
il 14/02/2011 alle 16:10
Inviato da: nientepvt
il 12/02/2011 alle 22:50