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Creato da sensuale_tt il 07/08/2008
Sapere imparare per conoscere, capire e saper ringraziare e anche perdonare!
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ACTING THE PART...
Post n°6 pubblicato il 07 Agosto 2008 da sensuale_tt
In qualsiasi situazione comunicativa un attore è costretto a comprendere cosa sta succedendo intorno a lui per agire di conseguenza, secondo le norme sociali previste da quel contesto. La complessità del reale è tale che un’analisi dettagliata del contesto, dei partecipanti, dei loro comportamenti, da cui inferire le regole comunicative da applicare, sarebbe letteralmente infinita. Per questo l’esperienza viene percepita come organizzata in frame, costellazioni di dati che l’attore riconosce e ricostruisce nella sua interezza a partire da pochi dati pertinenti (si veda anche Kelly 1955: secondo la sua psicologia dei costrutti personali, ogni uomo basa la propria attività conoscitiva sul modo in cui si costruisce aspettative sugli eventi, tra cui i comportamenti altrui [cfr. p. 95]). A partire da pochi elementi giudicati sufficienti per il riconoscimento di un frame ricorrente, un attore si forma aspettative sul reale, e da quel momento in poi si aspetta che le cose proseguano coerentemente al frame riconosciuto, come in un copione. Ma i dati sono osservati e valutati velocemente, e la scelta dei principi inferenziali in base ai quali assegnare un frame è la prima fonte di errore, perché «esattamente come nessuno di noi, in quanto essere umano e quindi limitato, potrà mai osservare tutto, così nessuno potrà mai essere certo che le inferenze che collega alle proprie osservazioni siano proprio giuste, né tantomeno che siano le uniche possibili» [cfr. Dell’Aversano e Grilli 2005, p. 30]: Oggetto del mail: Grazie di esserci...sei la mia forza... L’allumeur basa la propria strategia su tale difficoltà di lettura del reale, e la comunicazione dei contenuti di compiacenza e diniego avviene in un modo che definirei evocazione rispettivamente di due frame (in contrapposizione all’attivazione, in cui il frame è comunicato con un elevato grado di esplicitezza e facilmente riconosciuto come attivo), un frame è possibile attraverso la comunicazione di elementi insufficienti ad attivarlo, ma sufficienti a suggerirlo. L’allumeur pone la vittima nella caratteristica situazione di stallo tipica di ogni molestia morale, in cui non può giudicare cosa sta succedendo, non potendo letteralmente rispondere alla domanda goffmaniana che individua il frame: “cos’è che sta succedendo qui, ora, e come devo comportarmi di conseguenza?”. Note dal blogger: la vittima "Mi cercavi ogni giorno… scrivevi 30 sms al giorno e improvvisamente ecco sparisci ...i i ritmi del nostro vedersi li hai sempre decisi tu, per vari motivi che sappiamo ...trovavi il tempo per caffè insieme o l’incontro di cinque minuti, avevamo voglia di comunicare, era bello. Ora vedo i tuoi tempi poco elastici, i tuoi luoghi inaccessibili, i luoghi d'incontro inesistenti..." Nella comunicazione dell’allumeur non mancano i riferimenti al desiderio di qualcosa di futuro («una voglia incredibile») e all’entusiasmo, e il frame erotico-affettivo, adeguatamente evocato, viene completato dalla vittima, che non si rende conto che il desiderio è, esplicitamente, già sedato scrivendo («ho una voglia incredibile di raccontarci un sacco di cose […] così ti scrivo»), e l’entusiasmo è in realtà tutto rivolto al passato («con ancora negli occhi le immagini di una giornata splendida»). (estratto da: http://www.script-pisa.it/) |


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