Ah se almeno potessi,
suscitare l'amore
come pendio sicuro al mio destino!
E adagiare il respiro
Fitto dentro le foglie
E ritogliere il senso alla natura!
O se solo potessi
Toccar con dita tremule la luce
Quella gagliarda che ci sboccia in seno,
corpo astrale del nostro viver solo
pur rimanendo pietra, inizio, sponda
tangibile agli dei
e violare i più chiusi paradisi
solo con la sostanza dell'affetto.
Alda Merini.
| « sei...del trentasei | ti porterò una rosa... » |
sette; civettandomi un po'
Riesce a mandarmi in confusione semplicemente con la sua presenza.
Eppure, il massimo della confidenza che fin’ora abbiamo avuto è stato:
- Hem…ciao Ivan (anzi Iván perché spagnolo) - Ciao - Ah scusa, sono Francesca - Sì, lo leggo nel display del telefono - Ah già! hem…scusa, lo so di nuovo io, ma ho sbagliato per ben 3 volte la password e adesso non posso più collegarmi, e io dovrei urgentemente finire un lavoro, e… (… Fantozzi mi fa un baffo!) - Ok, ti riattivo l’account - Ah, ok, ecco sì, va bene grazie….sono sempre la solita eh? (…oh sì, riattivami l’account!) - Già fatto, adesso dovrebbe funzionare - Ok, e grazie Iván…. - Di niente, Ciao Tu tu tu tu tu ……
E per qualche minuto non capisco più niente. Guardo il monitor e ripercorro ogni parola stupida che mi è scappata dalla bocca, anche se la testa contemporaneamente mi dava altre indicazioni. Mah!
Non sono il tipo di donna che passa infinite ore davanti allo specchio, ma per buona sorte riesco ad uscire di casa il più delle volte in modo decente e curato. Capitano però giorni in cui i capelli fanno i capricci, gli occhi sono stanchi, le occhiaie macchiano di scuro parte del mio viso e la combinazione di colori che mi ritrovo addosso non è delle più felici.
Oramai è assodato; esattamente durante questi giorni “no” incontro Iván! Quando invece sono rare le volte che le nostre strade s' incrociano, e sempre di sfuggita…
Civettuosa-mente, a volte, approfittando di una scusa (il mouse difettoso, un head-set ordinato….) mi avvio verso il suo ufficio… nella speranza di ...ma sono sempre gli altri colleghi ad avvicinarsi. Lui s-fugge…
Sorrido. I suoi occhi mi rallegrano e mi confondono. Io so che si ricorda del mio nome perché lo legge sul display. Ma rincorrerlo con lo sguardo mi piace, e mi piace il solletico che la sua presenza mi provoca…lungo la schiena.
Fz. PS.: Ah, e ovviamente non poteva mancare il brufolone sulla punta del naso!!! Uffff....
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