Creato da gianor1 il 07/01/2005
Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.
 

Messaggi del 06/03/2018

8 Marzo Non convenzionale

Post n°807 pubblicato il 06 Marzo 2018 da gianor1
 

Per anni ho subito, ma ora non tollero più di sopportare. Quindi confesso a voi donne l'effettivo dilemma che mi attanaglia costantemente. 
Sono un maschio in crisi. Non sono più in grado di dare sicurezze e certezze. Ho disperso la mia funzione al vento della storia contemporanea.
E voi donne oggi non supponete, sono certo, né potreste supporre quel che m'angustia, che tormenta la mia anima candida.
Per questo decido di svelare il mio enorme dolore. E lo faccio nel giorno della vostra festa.
Gentil sesso, se a volte, notate il mio atteggiamento allibito, la bocca imbronciata e lo sguardo da pesce lesso, la spiegazione è lampante. L'insoddisfazione vive e si evidenzia nel trito, irrisolto utilizzo delle calze.
Non stupitevi, è proprio così!
Le mie calze o se preferite calzini o pedalini hanno indebolito l'immagine virile che mi contradistingueva sin dall'origine dei tempi.
Così le certezze sono sparite da quando l'obbligo consuetudinario mi costringe ad indossare tali amenicoli.
Solo l'idea di specchiarmi in versione adamitica con i calzini avvinghiati agli stinchi mi fa star male, distrugge il mio ego.
O peggio ancora vederli sproporzionati nel tentativo di scardinare la calzata che mette la museruola al piede infilando maldestramente l'alluce dell'altro piede. Il tutto perchè uno dei due elastici si è rotto prima e ora il colorito calzino resta indecentemente attorcigliato in basso alla caviglia. In quest'attimo il ridicolo si espande, ingigantendo la mia vulnerabilità.
Purtroppo, anche nelle occasioni salottiere ed eleganti, quella indegna calza è motivo di disagi inesauribili.
Se davanti alle vostre grazie rimango ritto per lunghe e tediose ore invece di sprofondare in comode poltrone allungabili, non è che sono uno stoico, ma solo perchè sarebbe sconveniente accavallare le appendici inferiori e mostrar  stinchi e calcagni.
E quei stomacchevoli quadretti colorati che talvolta incorniciano le mie gambe e che rammento utilizzavo per infiorare il quaderno dei dettati con l'immagine del "Cuore" di deamicisiana memoria.
E che dire di quelle confezionate con quel filo proveniente dal paese delle cornamuse, che tese in trasparenze mostrano la boscosa peluria dell'arto.
E il calzino striminzito e corto che, inutilmente, tendo ad allungare per sforzarmi nel coprire alcuni millimetri in più della cute?
E quello bianco indossato sotto i pantaloni neri o scuri, non ne voglio proprio parlare.
Gentilissime Donne, rendetevi conto che la mia vita è un inferno.
Quindi se m'incontrate in un accozzaglia di altri visi maschili con tendenza alla cretineria, e offro una bieca dimostrazione di me stesso, è perchè inizio ogni giornata, già vinto ed annientato nella contesa con il tiretto della biancheria linda e brillante.
Ecco perchè è superfluo augurarvi "Buona festa femmnile". La mia inferiorità organizzativa ed estetica dovrebbe bastare...

 
 
 

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L'educazione è una cosa ammirevole,ma è bene ricordare,
di tanto in tanto,che nulla che valga la pena di conoscere
si può insegnare.
Oscar Wilde



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Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

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