Ero al semaforo, in uno degli incroci più trafficati della città nell’ora di punta, la solita strada alla solita ora, le auto erano ovunque, i motorini e le moto passavano da tutte le parti, i pedoni erano come impazienti, scalpitanti sui marciapiedi in attesa del via. Tutti sembravano partecipare ad una loro personale gara...
Mi manca poco, ancora un paio di semafori verdi e posso farcela, riesco ad uscire da tutto questo, mi ritrovo a guardare quel semaforo da così tanto tempo che ormai non so più da quanto sono in coda...lo sto fissando, conto i secondi che separano un verde dall’altro, ormai lo conosco a memoria, ne servono 197, conto, è quasi giunto il momento, 175 – 176 – 177 ...lampeggia...no! Non è possibile!!!
Aspetta un attimo...sono i miei occhi che non funzionano? No impossibile... è BLU...lampeggia la luce blu...cosa sta succedendo? La gente impazzisce, tutti cercano di passare, le prime macchine sfrecciano, la gente corre dall’altra parte, le moto schivano tutto e tutti...ma...dura poco, siamo fermi, siamo fermi, tutto bloccato, ora non ci si muove più.
Riesco a trovare un “parcheggio”, scendo e quasi stordito da questa “cosa” guardo in su, come buona parte dei presenti, guardo questo semaforo appeso a due fili, come pochi ne rimangono, lo fisso, lo scruto...il mio viso si illumina, un sorriso di approvazione compare sul mio viso, poi mi accorgo delle forze dell’ordine e sconsolato le guardo spegnere il bel semaforo BLU, triste e impotente lascio la mia auto e mi dirigo verso un Bar, ordino un caffè e lo gusto pensando al bel gesto di quel povero semaforo.
Nessuno ha capito, nessuno ha capito che quello era un segnale, un segnale per tutti noi, voleva dirci di volare via, prendere il volo, basta ROSSO, GIALLO, VERDE, il BLU era il suo via libera per il cielo, per la libertà e la spensieratezza del cielo, per la gioia di vivere, per il non essere costretti ore dietro una luce, il suo era un via libera verso la vita.
Povero semaforo, si è sacrificato per noi, si è fatto spegnere nella speranza che noi capissimo cosa voleva dici, nella speranza che noi migliorassimo la nostra vita, nella speranza che imparassimo la lezione...dal canto mio cosa feci?...finii il mio caffè, presi la mia macchina e andai a casa, pensando al mio amico semaforo, al suo gesto, al suo sacrificio, feci la solita strada, con la solita coda, con le solite auto e arrivando alla solita ora.....

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il 05/05/2009 alle 15:30
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il 02/05/2009 alle 23:05
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