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Il Carnevale

Post n°26 pubblicato il 18 Febbraio 2007 da M.Morgul
 
Foto di M.Morgul

Venezia...uno dei carnevali più famosi, probabilmente il più famoso d’Italia.
Personalmente non ho mai amato molto il carnevale, almeno negli anni più recenti, l’ho sempre preso come un gioco di altri, in cui guardo divertito quelle persone travestirsi.
Quando ero piccolo ricordo che andavo a vedere i carri in città sulle spalle di mio padre, prendevo al volo le caramelle che lanciavano i Vichinghi con la fionda, lanciavo ai passanti i coriandoli e le stelle filanti, mi piaceva, mi divertivo. Volevo sempre una maschera diversa, e sempre più bella.
Adesso non lo faccio più, non so perché, mi piacerebbe ancora?
Adesso si deve lavorare, non c'è tempo per queste cose, ci sono cose più "importanti"...(frase a metà tra domanda e affermazione)...
non sento più molto questa “festa”, questo avvenimento, forse da quando sono cresciuto e ho perso parte di quella spensieratezza che contraddistingue i bambini, forse sono le persone che ho attorno che come me non lo sentono e che non hanno mai coltivato in me questa passione, forse perché tutti pensano sia una cosa da bambini e una volta cresciuti...basta...non so i motivi esatti, ho solo congetture...
Una cosa però la ho capita, il carnevale ha qualcosa di speciale, di magico, un qualcosa che libera le persone, libera la loro personalità, quella vera, non quella di tutti i giorni ma quella che c’è dentro di loro.
Quando a carnevale ci si mette una maschera, che sia anche solo sul viso, non si è più se stessi, o meglio, non si è più quella persona che tutti conoscono, possiamo diventare chiunque, possiamo diventare noi.
Possiamo dare sfogo a quel “IO” che solo noi conosciamo, quel “IO” che siamo noi, quel “IO” che riconosciamo in noi solo quando siamo soli o quando siamo con pochissime persone, un "IO" che solo pochi hanno il permesso di vedere.
In quei momenti, con quella maschera, siamo noi.
Non è vero che a carnevale ci mascheriamo da “qualcosa”...a carnevale indossiamo una maschera per poter toglierci la maschera di tutti i giorni, la maschera che ci siamo creati, poco importa se diventiamo Arlecchino, Pulcinella, il Re Sole o Maria Antonietta...in quel giorno, in quelle ore, diventiamo Mattia, Giuseppe, Martina e Sara, diventiamo noi stessi.
Dobbiamo mascheraci a carnevale per diventare ciò che siamo?
Dobbiamo “nasconderci” dietro una maschera di porcellana per toglierci la maschera invisibile che tutti vedono?

Grazie Venezia.

Grazie per oggi, Grazie per ieri e Grazie per domani.

 
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