Ci sarebbe un altro argomento che potrebbe riempire pagine e pagine di questo blog: il lavoro. Ma in questa sede, come capirete, non posso essere particolarmente esplicito.Questo è uno dei limiti di avere uno spazio pubblico, ampiamente "reclamizzato" e chiaramente associato a me. Quando l'idea del blog prese vita mi ero chiesto se crearne uno utlizzando la mia reale identità e gestirlo come sto in effetti facendo ora, oppure creare un account fittizio, senza collegamenti espliciti alla mia persona, per poterci scrivere davvero di tutto senza la necessità di dover essere per forza di cose misurato nel racconto. Alla fine ho optato per una sorta di diario personale pubblico sia perché era la cosa che pensavo mi avrebbe dato più soddisfazione (come in effetti è) e sia perché ragionandoci bene, alla fine, scrivere sotto mentite spoglie sarebbe stato più dannoso che altro. Certo, a volte mi piacerebbe potermi sfogare in qualche modo per situazioni che mi piacciono poco o che magari mi fanno andare in bestia... Ma state tranquilli, se mai vi verrà in mente di farlo, che su internet questo genere di segreti dura davvero poco e si finisce solo per fare una doppia figuraccia.Almeno da queste righe posso tranquillamente sostenere (a testa alta per quanto possibile) che non sono certo soddisfatto di come sono andate le cose sul lavoro nell'ultimo anno. Innanzitutto le scarse nevicate dello scorso anno hanno portato gli Sci Club ad acquistare meno per non rischiare di fare una spesa inutile. Salvo poi ritrovarsi di fronte a quindici metri di neve fresca sulle piste e pretendere di ottenere in 3 giorni quello che per anni hanno ottenuto in 30... Ma sul mercato dello sci onestamente, nonostante ci lavori da più di 10 anni, non me la sento di esprimere troppe opinioni. In fondo resto pur sempre quello che alle fiere di settore guarda gli altri stralunato perché ancora non ha capito la differenza tra sci e snowboard. La cosa che preoccupa di più il sottoscritto sono le difficoltà nello svolgere il proprio lavoro che, per tutta una serie di cause che sarebbe comunque antipatico elencare in questa sede, diventa di giorno in giorno più problematico. Le motivazioni sono di molteplice natura, per esempio la mancanza di un elemento come Cristina, le difficoltà incontrate dalle aziende nostre collaboratrici, qualche attrito tra le persone, e ci metto anche una mia passione sempre più rarefatta. Svolgere il proprio lavoro con passione è importante per fare bene, ma mantenerla in mezzo al maremoto che stiamo vivendo non era umanemente possibile. Spesso qualcuno mi chiede come faccio a tenere questi ritmi, specie notturni. La risposta credo che sia che sono ritmi che ho sempre sostenuto, con la differenza che prima lo facevo per il lavoro, ora lo faccio per le mie passioni. E' per questo che dico che attendo il domani. Perchè mi piacerebbe fare di più, quando sono a casa qualche giorno, come in queste occasioni, mi dico sempre che al ritorno al lavoro ci metterò la grinta di sempre. Poi basta una mezza giornata come quella di stamattina per farmi venire voglia di mandare tutto al diavolo. E' il lavoro, si dice. Sarà, ma non può essere una scusa.
PARLANDO DI LAVORO
Ci sarebbe un altro argomento che potrebbe riempire pagine e pagine di questo blog: il lavoro. Ma in questa sede, come capirete, non posso essere particolarmente esplicito.Questo è uno dei limiti di avere uno spazio pubblico, ampiamente "reclamizzato" e chiaramente associato a me. Quando l'idea del blog prese vita mi ero chiesto se crearne uno utlizzando la mia reale identità e gestirlo come sto in effetti facendo ora, oppure creare un account fittizio, senza collegamenti espliciti alla mia persona, per poterci scrivere davvero di tutto senza la necessità di dover essere per forza di cose misurato nel racconto. Alla fine ho optato per una sorta di diario personale pubblico sia perché era la cosa che pensavo mi avrebbe dato più soddisfazione (come in effetti è) e sia perché ragionandoci bene, alla fine, scrivere sotto mentite spoglie sarebbe stato più dannoso che altro. Certo, a volte mi piacerebbe potermi sfogare in qualche modo per situazioni che mi piacciono poco o che magari mi fanno andare in bestia... Ma state tranquilli, se mai vi verrà in mente di farlo, che su internet questo genere di segreti dura davvero poco e si finisce solo per fare una doppia figuraccia.Almeno da queste righe posso tranquillamente sostenere (a testa alta per quanto possibile) che non sono certo soddisfatto di come sono andate le cose sul lavoro nell'ultimo anno. Innanzitutto le scarse nevicate dello scorso anno hanno portato gli Sci Club ad acquistare meno per non rischiare di fare una spesa inutile. Salvo poi ritrovarsi di fronte a quindici metri di neve fresca sulle piste e pretendere di ottenere in 3 giorni quello che per anni hanno ottenuto in 30... Ma sul mercato dello sci onestamente, nonostante ci lavori da più di 10 anni, non me la sento di esprimere troppe opinioni. In fondo resto pur sempre quello che alle fiere di settore guarda gli altri stralunato perché ancora non ha capito la differenza tra sci e snowboard. La cosa che preoccupa di più il sottoscritto sono le difficoltà nello svolgere il proprio lavoro che, per tutta una serie di cause che sarebbe comunque antipatico elencare in questa sede, diventa di giorno in giorno più problematico. Le motivazioni sono di molteplice natura, per esempio la mancanza di un elemento come Cristina, le difficoltà incontrate dalle aziende nostre collaboratrici, qualche attrito tra le persone, e ci metto anche una mia passione sempre più rarefatta. Svolgere il proprio lavoro con passione è importante per fare bene, ma mantenerla in mezzo al maremoto che stiamo vivendo non era umanemente possibile. Spesso qualcuno mi chiede come faccio a tenere questi ritmi, specie notturni. La risposta credo che sia che sono ritmi che ho sempre sostenuto, con la differenza che prima lo facevo per il lavoro, ora lo faccio per le mie passioni. E' per questo che dico che attendo il domani. Perchè mi piacerebbe fare di più, quando sono a casa qualche giorno, come in queste occasioni, mi dico sempre che al ritorno al lavoro ci metterò la grinta di sempre. Poi basta una mezza giornata come quella di stamattina per farmi venire voglia di mandare tutto al diavolo. E' il lavoro, si dice. Sarà, ma non può essere una scusa.