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COSA C' E' DIETRO?

Post n°2347 pubblicato il 15 Marzo 2008 da destraitaliana
 

Alla fine, Sarko l’iperattivo è riuscito a convincere la Merkel a dare l’assenso al suo ambizioso progetto: costituire nel seno della UE una «Unione del Mediterraneo». Anche se è riuscito a farne accettare una versione che Le Monde definisce «edulcorata», vale la pena di capire cosa nasconde.

John Laughland, acuto anti-eurocrate, comincia l’analisi con un’aguzza malignità (1): tutte le tre successive mogli di Sarkozy sono «mediterranee». La prima, Marie Dominique Culioli, è della Corsica. La seconda, la famosa Cécilia (nome intero: Maria Sara Ciganer Albeniz) rivela origini spagnole da parte di madre, mentre come padre ha un ebreo russo, Aron Chouganov, che poi cambiò nome in André Ciganer. La terza è la notoria Carla Bruni. Sarkozy stesso è stato allevato dal nonno materno, ebreo greco.

Ma naturalmente ci sono motivazioni
più profonde per il progetto preferito dal presidente francese,  la spiegazione semi-ufficiale, accreditata dall’Eliseo, è che la creazione dell’Unione Mediterranea è tesa ad offrire alla Turchia una alternativa rispetto all’entrata nella UE come membro di pieno diritto; e si lascia intendere che tale unione rafforzerà l’influenza e il prestigio della Francia sul piano internazionale e nell’Europa stessa: quasi tutti i nuovi membri ammessi in fretta e furia dal crollo del Muro di Berlino in poi sono Paesi iscritti nell’orbita geopolitica ed economica tedesca. Dall’Austria, Svezia e Finlandia, ammessi nel ‘95, fino ai Paesi dell’Est postcomunista ammessi nel 2004 (la Croazia sta per entrare fra pochi mesi).

Non c’è dubbio che nel futuro «Club Med» eurocratico la Francia sia il Paese-guida, tanto più che l’Unione Mediterranea guarda programmaticamente al Nordafrica e al Medio Oriente, dove Parigi ha forti legami storici e durevoli interessi economici: Algeria, Marocco e Tunisia, Siria e Libano sono state sue colonie. Il sonoro «no» dei francesi nel referendum del 2007 era motivato anche dal rischio che la Turchia entrasse in Europa; e dunque Sarko sembra accontentare la volontà popolare.

In realtà, nota Laughland, a Bruxelles le cose non sono così semplici e bisogna imparare a leggere tra le righe: il fatto che conta è che il presidente francese non ha più posto l’opposizione alla Turchia nell’ordine del giorno per la presidenza francese della UE, che Parigi ricoprirà fra pochi mesi, per un semestre. E sarà l’
ultima presidenza francese, perché il trattato di Lisbona (la nuova Costituzione, che non deve esser chiamata così perché sostituisce surrettiziamente quella bocciata dai francesi e olandesi per referendum) pone fine al sistema delle presidenze a rotazione, e avrà un presidente permanente (che sarà, come hanno deciso i poteri forti massonici, Tony Blair).

Per di più, Sarko - nonostante le sua vocali dichiarazioni contrarie - sta surrettiziamente cercando di abolire l’articolo0 88/5 della Costituzione francese: quello che esige, per ogni nuova proposta di entrata in Europa, che si tenga in Francia un referendum. Mai più i francesi potranno dire «no» a nuovi membri sospetti. Inoltre, nella Unione Mediterranea entreranno «tutti», diconsi tutti, i Paesi già membri della UE, anche quelli che nulla hanno a che fare col Mediterraneo, come Svezia e Finlandia.

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Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

 

 

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Luigi Ciavardini, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari, è stato dunque condannato a 30 anni di carcere dalla Corte d'Appello sezione minori del Tribunale di Bologna. Questa condanna risulta essere, senza mezzi termini, una dichiarazione di guerra preventiva a quella parte degli Italiani non allineata all'interno dei vecchi schemi di cui il Sistema rappresenta la sintesi. All'epoca dei fatti Luigi Ciavardini aveva soltanto 17 anni ed è accusato di avere trasportato fino alla stazione di Bologna l'esplosivo responsabile della morte di 85 persone e del ferimento di altre 200. Quella strage è tuttora il più grave atto sanguinario dell'Italia nata dalla resistenza. Un massacro spaventoso che ha chiuso un decennio di piccole e grandi sconvolgimenti politici e sociali. La strage di Bologna ha sepolto sotto una coltre di morte gli anni più caldi della storia d'Italia. Ma quella strage è servita, soprattutto, a mettere fuorigioco un'intera generazione di Camerati Rivoluzionari che negli Anni 70 ha imposto fieramente la propria presenza nelle piazze di tutto il Paese. Le indagini sono andate da subito in un'unica direzione, quella dell'eversione neofascista. Un intero ambiente è stato criminalizzato e fatto a pezzi dalla meschina paura dei mercanti del Sistema. Terza Posizione è stata smantellata in seguito a questa inchiesta, mentre la storia dei Nar ha avuto un tragico epilogo di sangue ed ergastoli. Si finge di credere a questa pista unicamente per togliere di mezzo lo spettro di una nuova Rivoluzione Nazionale che con il tempo stava prendendo terreno. Francesca Romana Mambro e Valerio 'Giusva' Fioravanti vennero indicati come gli esecutori materiale, tesi che neppure eccellenti nemici politici hanno tuttora il coraggio di sostenere. A Bologna non si è fatta Giustizia. A Bologna non si è cercata Giustizia.

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