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L' UE FUSA DALLA NATO

Post n°2366 pubblicato il 20 Marzo 2008 da destraitaliana
 

Avverrà nel 2009. Tutto è già deciso, anche se come al solito sopra le teste dei cittadini europei e a loro insaputa. La UE sarà «integrata» nella NATO (1), o se volete la NATO nella UE: il che significa molte cose allarmati.

Anzitutto, in ogni caso, la militarizzazione dell’Europa per servire meglio agli Stati Uniti. Lo ha lasciato capire Jaap De Hoop Scheffer, segretario generale della NATO (tutta una carriera nell’eurocrazia a-democratica e mai votata) al German Marshall Fund di Bruxelles.

«Sono convinto che prendere sul serio la riforma della NATO significa cercare maggiori sinergie con l’Unione Europea», ha detto l’olandese: «Voglio vedere molta messa in comune delle nostre capacità, specialmente in aree come trasporti ed elicotteri, ricerca e sviluppo, armonizzazione e addestramento.…E’assolutamente essenziale che la totalità delle capacità che siamo capaci di generare da questo bacino di forze siano egualmente a disposizione della NATO e della UE».

Si legga bene l’
ultima frase, la più inquietante, alla luce della insoddisfazione del Pentagono per la renitenza degli alleati europei a mandare rinforzi nelle zone di combattimento in Afghanistan. Nel progetto del massone olandese, uomo di fiducia delle entità sovrannazionali che l’hanno messo lì, le forze armate italiane o tedesche saranno automaticamente «a disposizione della NATO». Come anche della Unione Europea, dice mellifluo l’eurocrate olandese.
«Egualmente a disposizione».

E questo significa, tra le righe, qualcosa di ancora più inquietante: la trasformazione della NATO - che è nata come entità inter-statale, alleanza di Stati sovrani - in una UE burocratico-militare: e la UE è una entità non già inter-statale, ma sovra-nazionale; in essa gli Stati non hanno sovranità (2), e sono tenuti ad obbedire (ratificare) le normative confezionate dalle oligarchie di Bruxelles e dalle loro lobby di riferimento. La proposta di De Hoop Scheffer è dunque che la NATO diventi un nucleo militare sovrannazionale, i cui Paesi membri non possono negare «l’accesso» alle loro forze, soldati e armamenti. Ma la NATO non è solo europea. E’ anche americana, anzi Washington esercita nella NATO la sua egemonia assoluta. Dunque, se De Hoop Scheffer l’avrà vinta, il Pentagono avrà «accesso diretto» alle forze armate dei venti Paesi europei della UE-NATO, senza possibilità per i Paesi membri di opporre un rifiuto. Da alleanza fra Stati sovrani a servitù totale, sovrannazionale.

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Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

 

 

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Luigi Ciavardini, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari, è stato dunque condannato a 30 anni di carcere dalla Corte d'Appello sezione minori del Tribunale di Bologna. Questa condanna risulta essere, senza mezzi termini, una dichiarazione di guerra preventiva a quella parte degli Italiani non allineata all'interno dei vecchi schemi di cui il Sistema rappresenta la sintesi. All'epoca dei fatti Luigi Ciavardini aveva soltanto 17 anni ed è accusato di avere trasportato fino alla stazione di Bologna l'esplosivo responsabile della morte di 85 persone e del ferimento di altre 200. Quella strage è tuttora il più grave atto sanguinario dell'Italia nata dalla resistenza. Un massacro spaventoso che ha chiuso un decennio di piccole e grandi sconvolgimenti politici e sociali. La strage di Bologna ha sepolto sotto una coltre di morte gli anni più caldi della storia d'Italia. Ma quella strage è servita, soprattutto, a mettere fuorigioco un'intera generazione di Camerati Rivoluzionari che negli Anni 70 ha imposto fieramente la propria presenza nelle piazze di tutto il Paese. Le indagini sono andate da subito in un'unica direzione, quella dell'eversione neofascista. Un intero ambiente è stato criminalizzato e fatto a pezzi dalla meschina paura dei mercanti del Sistema. Terza Posizione è stata smantellata in seguito a questa inchiesta, mentre la storia dei Nar ha avuto un tragico epilogo di sangue ed ergastoli. Si finge di credere a questa pista unicamente per togliere di mezzo lo spettro di una nuova Rivoluzione Nazionale che con il tempo stava prendendo terreno. Francesca Romana Mambro e Valerio 'Giusva' Fioravanti vennero indicati come gli esecutori materiale, tesi che neppure eccellenti nemici politici hanno tuttora il coraggio di sostenere. A Bologna non si è fatta Giustizia. A Bologna non si è cercata Giustizia.

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