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LA CASSA INTEGRAZIONE AMERICANA

Post n°2393 pubblicato il 29 Marzo 2008 da destraitaliana
 

Chi volete che si arruoli nella US Army di questi tempi? Risposta: i membri delle gang di strada, che così ottengono a spese pubbliche addestramento militare e l’uso di armi da guerra. Lo rivela uno studio dell’FBI, dal titolo «Gang related anctivity in the US arned forces increasing», a cui hanno contribuito ventidue dipartimenti di polizia (1). Il rapporto, confidenziale ma di cui è venuto a conoscenza il Washington Post, segnala che
nelle forze armate, nel solo 2006, sono avvenuti 10.309 «incidenti» (scontri, atti di violenza) collegabili con il teppismo delle bande giovanili. Nel 2003, gli «incidenti» segnalati erano soltanto 16.

Per riempire le
quote di arruolamento in tempo di guerre infinite (l’esercito americano è
di volontari), il Pentagono ha allargato i criteri: mentre prima non arruolava gente con passato delinquenziale, tra il 2003 e il 2006 ha accettato 4.230 pregiudicati, 43.977 giovani segnalati
alla polizia per atti reprensibili di qualunque genere, e 58.561 tossicodipendenti. Da ultimo, in California, le basi militari si sono riempite di elementi delle più famigerate bande locali, dagli Hell Angels ai Nortenos, dai Surenos a una gang che si autonomina «Mafia Messicana», un’altra detta «Mara Salvatrucha», oltre una quantità di suprematisti razzisti bianchi. Nel complesso, su cento reclute, due sono criminali di strada.La disciplina, diciamo così, ne soffre, a volte gravemente.

Un paio d’anni fa un sergente, Howard Stevenson, è stato ucciso da un Marines di nome Andrè Ray, noto nella vita civile come un capo-bastone dei Nortenos. E’ avvenuto a Camp Pendleton: Ray sparò al sergente cinque colpi di pistola automatica, a freddo (due colpi in testa); altri tre ufficiali furono feriti nella sparatoria che seguì, in cui il criminale è stato ucciso. Sotto esame dell’U.S. Armed Forces Criminal Investigation Command sono due omicidi di soldati, ammazzati da loro camerati (ma di una banda rivale); aumentano le risse sanguinose nelle caserme.
 
Una volta tornati al loro ambiente, questi delinquenti addestrati diventano un pericolo pubblico - le lotte tra gang rivali diventano più omicide, e la stessa polizia corre più pericoli. Nella California del sud, gli agenti hanno l’ordine di segnalare ogni caso in cui vengano a conoscenza che un membro di qualche gang è stato soldato; quando entrano nelle
case di questi elementi, hanno l’ordine di cercare foto, uniformi, ogni altro indizio che questi hanno ricevuto addestramento militare; i dati sulle persone vengono raccolti in un apposito database. Quando si tratta di arrestarli, i poliziotti adottano tattiche militari essi stessi, e portano armi di maggior volume di fuoco.

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Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

 

 

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Luigi Ciavardini, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari, è stato dunque condannato a 30 anni di carcere dalla Corte d'Appello sezione minori del Tribunale di Bologna. Questa condanna risulta essere, senza mezzi termini, una dichiarazione di guerra preventiva a quella parte degli Italiani non allineata all'interno dei vecchi schemi di cui il Sistema rappresenta la sintesi. All'epoca dei fatti Luigi Ciavardini aveva soltanto 17 anni ed è accusato di avere trasportato fino alla stazione di Bologna l'esplosivo responsabile della morte di 85 persone e del ferimento di altre 200. Quella strage è tuttora il più grave atto sanguinario dell'Italia nata dalla resistenza. Un massacro spaventoso che ha chiuso un decennio di piccole e grandi sconvolgimenti politici e sociali. La strage di Bologna ha sepolto sotto una coltre di morte gli anni più caldi della storia d'Italia. Ma quella strage è servita, soprattutto, a mettere fuorigioco un'intera generazione di Camerati Rivoluzionari che negli Anni 70 ha imposto fieramente la propria presenza nelle piazze di tutto il Paese. Le indagini sono andate da subito in un'unica direzione, quella dell'eversione neofascista. Un intero ambiente è stato criminalizzato e fatto a pezzi dalla meschina paura dei mercanti del Sistema. Terza Posizione è stata smantellata in seguito a questa inchiesta, mentre la storia dei Nar ha avuto un tragico epilogo di sangue ed ergastoli. Si finge di credere a questa pista unicamente per togliere di mezzo lo spettro di una nuova Rivoluzione Nazionale che con il tempo stava prendendo terreno. Francesca Romana Mambro e Valerio 'Giusva' Fioravanti vennero indicati come gli esecutori materiale, tesi che neppure eccellenti nemici politici hanno tuttora il coraggio di sostenere. A Bologna non si è fatta Giustizia. A Bologna non si è cercata Giustizia.

LUIGI LIBERO!

 
 

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