Creato da destraitaliana il 29/01/2007

ALTAFORTE

Informazione Non Conforme

 

 

« VIDEODROMEUE, USA...STESSO INTERESSE! »

L' EROS IN MASCHERA NEI CANTI DI DANTE

Post n°2407 pubblicato il 31 Marzo 2008 da destraitaliana
 
Tag: CULTURA

Immaginiamo gli anni di lavoro per un’opera che prevede il commento dettagliato di tutti i canti della Divina Commedia.
Ora è stato pubblicato il primo volume, ma gli altri sono di imminente pubblicazione.
Ma tanto lavoro sarebbe come sprecato se non fosse sorretto da un’intuizione che fa di questa opera qualcosa di nuovo.
Da dove partire?

Forse dalla definizione di allegoria: «Una verità ascosa sotto bella menzogna».
Domanda: «La verità ascosa» è stata messa in luce?
Non direi, perché se così fosse, non ci sarebbero
più commenti alla Divina Commedia.
Invece questi crescono succhiando nutrimento gli uni dagli altri.
Dunque la verità non è stata trovata.
E il povero lettore è costretto a immaginare chi sa cosa «sotto la bella menzogna».

Senza nessuno sforzo di immaginazione e senza voler stupire, Caleo crede di aver trovato «il ciò che si nasconde sotto la bella menzogna».
Per lui è «il comico».
La Commedia di Dante è la massima
espressione del comico.
E va letta, studiata, analizzata, ecc. in questa ottica.

 Certo è sorprendente.
Però anch’egli si meraviglia che un’opera che si chiama Commedia, anzi la Divina Commedia, non sia stata letta come una commedia.
Agli accademici che sono abituati a ragionare secondo schemi o per definizioni, è mancata forse la tanto sospirata definizione aristotelica di commedia.
Ma anche a questo provvede Caleo perché mutua, come forse avrebbe fatto lo stesso Aristotele, da Platone la definizione di comico.
In termini moderni
dice: sintesi a priori di riso e di disprezzo.

Ecco: la bella «favola» dantesca è nel segno del riso e del disprezzo.
Questa definizione del comico è forse qualcosa di diverso dalla definizione di allegoria?
Non direi, perché la menzogna è dettata dal disprezzo e da quella inversione della realtà che porta al riso.

E’ tutto qui il segreto di pulcinella?
Siamo solo al principio, o, se si preferisce, siamo già alla rappresentazione, alla messa in scena del dramma burlesco.
Il cui vero protagonista è lo stesso Dante, e il deus ex machina l’Eros.

Non è stato difficile a Caleo scoprire, come dire, questo segreto così ben nascosto nella mente del nostro poeta.
Egli qualche anno fa ha pubblicato a Salerno, dove insegna filosofia teoretica, un altro libro sorprendente: Apokolokyntosis dei filosofi nei discorsi del Simposio, nel quale si mostra come
i filosofi
pur tessendo l’elogio di Eros, in realtà si prendono gioco di se stessi, perché privilegiano un amore che li rende insani.
Anzi comici.

Continua qui EFFEDIEFFE

Commenti al Post:
Nessun commento
 

TAG

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 
immagine

Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

 

 

immagine

Luigi Ciavardini, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari, è stato dunque condannato a 30 anni di carcere dalla Corte d'Appello sezione minori del Tribunale di Bologna. Questa condanna risulta essere, senza mezzi termini, una dichiarazione di guerra preventiva a quella parte degli Italiani non allineata all'interno dei vecchi schemi di cui il Sistema rappresenta la sintesi. All'epoca dei fatti Luigi Ciavardini aveva soltanto 17 anni ed è accusato di avere trasportato fino alla stazione di Bologna l'esplosivo responsabile della morte di 85 persone e del ferimento di altre 200. Quella strage è tuttora il più grave atto sanguinario dell'Italia nata dalla resistenza. Un massacro spaventoso che ha chiuso un decennio di piccole e grandi sconvolgimenti politici e sociali. La strage di Bologna ha sepolto sotto una coltre di morte gli anni più caldi della storia d'Italia. Ma quella strage è servita, soprattutto, a mettere fuorigioco un'intera generazione di Camerati Rivoluzionari che negli Anni 70 ha imposto fieramente la propria presenza nelle piazze di tutto il Paese. Le indagini sono andate da subito in un'unica direzione, quella dell'eversione neofascista. Un intero ambiente è stato criminalizzato e fatto a pezzi dalla meschina paura dei mercanti del Sistema. Terza Posizione è stata smantellata in seguito a questa inchiesta, mentre la storia dei Nar ha avuto un tragico epilogo di sangue ed ergastoli. Si finge di credere a questa pista unicamente per togliere di mezzo lo spettro di una nuova Rivoluzione Nazionale che con il tempo stava prendendo terreno. Francesca Romana Mambro e Valerio 'Giusva' Fioravanti vennero indicati come gli esecutori materiale, tesi che neppure eccellenti nemici politici hanno tuttora il coraggio di sostenere. A Bologna non si è fatta Giustizia. A Bologna non si è cercata Giustizia.

LUIGI LIBERO!

 
 

FACEBOOK

 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963