
L'umanità, nel corso dei millenni, ha espresso la dimensione spirituale separata dal contingente, come fosse una sorta di livello che appartenesse ad un momento della vita particolare e distante dalle problematiche quotidiane.
La dimensione spirituale è sempre stata collegata alla morte, alla Rinuncia del materialismo, alla dimensione di un amore Universale verso tutto ciò che esiste. in questo senso essa ha sempre visuto nel cuore e nella mentalità dell'umano in modo contraddittorio, poi, a quelle che sono state le scelte sociali ed inviduali confermate dal sistema di potere che regola l'economia e la libertà del singolo, nel mondo. da ciò scaturisce una considerazione. noi che rappresentiamo una parte dell'intellezione presente nell'universo, come mai non siamo riusciti a qualificarci tanto da avere una dimensione spirituale collegata attivamente alle nostre scelte di vita? Dov'è l'errore? In che modo farlo emergereper una eventuale possibile correzione evolutiva? sono quesiti che mi pongo nello scorrere dell'esistere, sia mio che di altri. scorgo molta rassegnazione, ripiegamenti a situazioni più di comodo e di false sicurezze, che non di reali prese di coscienza. tante sono le istituzioni che vogliono avere il Primato sulla natura dell'esistere. Nessuna però riesce a porre in atto quell'equilibrio psicospirituale che una dimensione così sottile, profonda ed autentica dovrebbe essere in grado di testimoniare con la presenza di azioni compiute, durature ed inconfutabili.
questo non è mai accaduto, in quasi 5000 anni di storia della nostra specie.
Inviato da: GustavoKlimt
il 15/05/2020 alle 11:55
Inviato da: dimariamonicaa
il 08/04/2016 alle 19:57
Inviato da: surfinia60
il 08/04/2016 alle 15:37
Inviato da: angy1968am
il 20/10/2013 alle 16:44
Inviato da: angy1968am
il 27/09/2013 alle 23:13