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L'INIZIO DI UNA FINALITA' E IL FINE DI UNA INIZIALITA'
Post n°10 pubblicato il 08 Febbraio 2009 da shimoon57
L'INIZIO DI UNA FINALITA' E IL FINE DI UNA INIZIALITA' Molto spesso mi capita di soffermarmi sul pensiero del mio concepimento; inevitabilmente rifletto sul problema della scelta, della scelta di esistere. Per approfondire questo pensiero, mi soffermo anche sul pensiero della morte, non c'è dubbio, qualcosa accomuna i due eventi che possono esse- re considerati una finalità ed una inizialità entrambi, senza contraddizione. Ora, mi dico: senz'altro anche io, come identità, ho scelto di esistere, non sono soltanto i miei genitori ad avermi desiderato. Li ho scelti io? Cioè, spiritualmente parlando, ho scelto io l'ambiente, la cultura, il livello spirituale in cui sono andata ad esistermi? Hanno contribuito loro stessi a favorire un incontro fra la mia e la loro realtà, anche incosciamente? Poi vedo lo scorrere della mia vita. Vedo le esperienze fondamentali che hanno contribuito a formare il mio carattere, il mio modo di conoscere ed accettare i lati positivi, negativi, eccezionali ed assurdi di questo esistermi. Gioco forza mi sono spinta ad ipotizzare un mio poter gestire anche ciò che sembra un atto estremo, cioè quello di morire. La morte è un evento che sembra doversi presentare solo ad un certo mo mento della vita, ma non è così. La morte è onnipresente. e' accanto al mio esistere, perchè senza questo poter scorrere non ci sarebbe consequienzialità. E' un'illusione pensare che la morte sia solo ad un certo momento. Si può dire che in una miriade microconcepimenti e micromorti ci sono la grande morte e il grande concepimento; c'è anche la morte delle morti e il concepimento dei concepimenti. Almeno secondo un mio ipotizzare questo aspetto dell'essere nata, di esistere. Quanto può essere importante occupare il proprio pensiero nella ricerca di un parametro che possa spiegare meglio questi quid? Secondo me è importantissimo poter inseguire un approfondimento in se stessi di queste realtà sostanziali, meditare sulla loro presenza, sul fatto che non possono essere annullate..Sono come un piccolo lumicino in una oscurità quasi permanente di incertezze e di forse.. Il concepimento e la morte sono aspetti della realtà che non competo- no con il Nulla ma lo attraversano indenni, sono insopprimibili..Non è poco.. Purtroppo in questi percorsi c'è molta assenza di individui che si possano avvicinare con una certa serenità a questi approfondimenti. Non c'è molto da dire, nè da paragonare, oppure da spiegare. Ci sarebbe da meditare e da essere lasciati nella propria riservata solitudine perchè si possa accedere alla memoria più antica. Si dovrebbe fare nel rispetto di ciò che rappresentiamo. Ma accade poco, accade l'opposto e la mancanza di rispetto è a dir poco dilagante. |
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