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TANIT la Venere fenicia
Post n°26 pubblicato il 25 Maggio 2009 da shimoon57
Tanit, conosciuta da pochi anche come Biblia (da Byblos città fenicia e denominazione di Bibbia ovvero I Libri perché la traduzione letterale della parola è Papiro di cui Byblos è la città di origine del prezioso materiale cartaceo del tempo) Una caratteristica propria della religione fenicia è una certa "fluidità" nella definizione delle caratteristiche delle divinità. Una particolare ambiguità si riscontra ad esempio nelle figure divine femminili: Astarte, Baalat, Tanit. Il loro ruolo è in connessione con la fecondità, la prosperità, l’amore ma anche la guerra. Un altro aspetto peculiare della religione fenicia è l’attenzione rivolta a particolari luoghi, o fenomeni naturali, considerati sacri: si hanno quindi boschetti sacri, così come montagne, pietre e alberi oggetto di venerazione. Tra le divinità maschili alcune sono in connessione proprio a particolari luoghi, come Baal del Libano, che significa "signore", "padrone", del Monte Libano. Spesso santuari o altari, erano edificati presso sorgenti, fiumi o boschetti sacri. Accanto a esseri divini connessi con particolari luoghi, esistono poi divinità astrali come Baal Shamem, il "Signore del cielo", dominatore del cielo e padrone del fulmine, o il dio lunare Yarih e quello solare Shamash. Altri dèi sono invece legati ad attività umane e ai pericoli ad esse correlate, come ad esempio il dio Reshef, connesso con la folgore, la guerra e la peste, venerato soprattutto per tenere lontano i malanni che la sua stessa collera poteva causare. Chusor poi è il dio fabbro e artigiano che rivestiva un ruolo importante nella storia delle invenzioni e persino nell’origine del mondo. Ogni città, come si è detto, aveva un pantheon cittadino ai cui vertici era in genere una coppia divina: a Biblo un ruolo specifico aveva la Baalat, cioè "signora" e "sovrana" della città. La Baalat di Biblo, in linea con il forte vincolo politico-culturale che legava Biblo con l’Egitto, era raffigurata con i simboli della Hathor-Iside egiziana, con la quale fu a lungo identificata. Accanto alla dea i Greci ponevano un personaggio maschile, un Baal che identificavano con l’eroe Adone, amato da Afrodite. Sempre a Biblo troviamo Baal Addir, il "Signore potente", divinità connessa agli inferi e alla fertilità agraria.
L'immagine del nume veniva eretta in molti edifici. Al suo culto aderirono numerosi sacerdoti e varie categorie di devoti. Nel corso delle cerimonie rituali veniva bruciato dell'incenso e venivano fatte delle offerte sacrificali, a volte di vittime umane. I sacerdoti officianti danzavano intorno agli altari, cantavano freneticamente e si tagliavano con dei coltelli per attirare l'attenzione e la compassione del dio.
BAAL è una divinità della mitologia fenicia, figura centrale della religiosità dell'antica Ugarit. Per i Cananei dell'Antico Testamento il nome era sinonimo di dio, e solamente intorno al XIV secolo a.C. passò a indicare il maggiore degli dèi e il signore dell'universo.
A Cartagine e in Nord Africa Ba’al Ammone è associato anche all'ariete ed è venerato come Ba’al Qarnayn ("Il dio dalle due corna") in un santuario all'aperto a Jebel Bu Kornein ("la collina dalle due corna"), che si affaccia sulla baia di Cartagine.
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