Quanti nomi ha la neve?
Un antropologo Hugh Brody ha dedicato parte del suo studio alla lingua inuit. Secondo lui "esistono molte parole per descrivere le diverse forme e condizioni della neve. C’è la neve che scende, la neve che segna la fine della bella stagione, la neve appena caduta, la neve soffice su cui si fa fatica a camminare, i cumuli di neve morbida, la neve dura e cristallina, quella che si è sciolta e poi ricongelata, la neve su cui è piovuto sopra, la neve farinosa, la neve trasportata dal vento, la neve con cui il vento copre gli oggetti, la neve dura che cede sotto il peso dei passi, la neve fusa per essere bevuta, la neve ammucchiata e la neve più adatta a costruire gli igloo. In inuktitut ci sono anche molti verbi con la radice “neve”, come scrollarsi la neve di dosso, lavorare la neve con un qualsiasi attrezzo, o mettere un po’ di neve in una bevanda calda per raffreddarla. Gli Inuit distinguono tutte queste varietà di neve e di ghiaccio. Le persone devono scegliere le rotte delle slitte, individuare i luoghi adatti a costruire le case, valutare le superfici più sicure per camminare o passarvi sopra con le slitte e decidere dove posizionarsi accanto alle brecce del ghiaccio da cui le foche escono a respirare, senza emettere rumori che le orecchie sensibili degli animali possano sentire. Devono anche prevedere il tempo, e adeguarsi ai suoi capricci. Le definizioni di neve sono parte integrante del processo decisionale che determina il successo o il fallimento di una battuta di caccia, e hanno un’importanza vitale nella valutazione del possibile livello di benessere, disagio o pericolo, anche nel caso di un viaggio breve."
Esistono molti modi per chiamare la neve quando la neve inizia a cadere. Così nella mia lingua ti chiamavo in differenti modi quando cadevi, muta, sulla mia esistenza quotidiana. Sapevo il giorno in cui eri soffice e leggera, e quello in cui tempestosa seppellivi ogni parte di te per non farti trovare, i giorni in cui mi sferzavi il viso delusa dal mio resistere e quelli in cui tutta questa neve ci trovava insieme, e allora in mezzo alla tormenta eterna di alcuni istanti non aveva più importanza chi era chi. Questo è il motivo per il quale non sempre ti chiamavo per nome. A volte non ti chiamavo affatto, se non nei sogni, e quando mi risvegliavo c'era questa bianca marea intorno a me e capivo che c'eri ancora.
Da poco è arrivato l'autunno, ma qui non ha mai smesso di nevicare. Aspetto primavera, aspetto di chiamarti fiore, mentre la neve, ora, ha cura di me e di quello che resta.
Cardiopoetica
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