Creato da Le.Arabe.Felici il 03/11/2005
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LA MARATONA DELLE ARABE FELICI 

Post n°2830 pubblicato il 08 Novembre 2006 da Le.Arabe.Felici

UN POST LUNGO 24 ORE...IN CHAT CON NOI FINO A DOMANI ALLE ORE 20
(E NEL MENTRE SI SVOLGE ANCHE UN'ALTRA MARATONA)

C’era una volta il quarto potere. Poi venne il quinto, creato dai reietti del quarto, da quelli che, troppo stupidi per avere un’opinione, erano ben lungi dal poter influenzare quella di chiunque altro. E si scoprì che l’impedire alla gente di avere un’opinione era un servizio ben più vendibile dell’influenzarla. Si scoprì che nel motto “produci, consuma, crepa” stava il segreto di una catena di montaggio perfetta, alla quale pochi hanno la possibilità di sottrarsi.

E questi sono i ‘cattivi’. Per contrasto, vennero i ‘buoni’. Gente come il sig. Beppe Grillo da Genova, che si sente investita del discutibile potere di riattivare i cervelli atrofizzati delle masse. Pretendendo di risvegliarci dal nostro letargo, i buoni ci raccontano una storia che chiamano “verità”. Si tratta, più propriamente, della loro verità, della lettura che essi, più o meno in buona fede, dànno dei fenomeni che ci circondano. E tutti, novelli profeti, ci chiedono di credere a quel che dicono. Al contrario, fin dai tempi più remoti, fin da quando per la prima volta facemmo irruzione sul web, noi vi diciamo di non credere ad una parola di quel che diciamo, di diffidare di noi, di usare i nostri insulsi discorsi come carta igienica per il cervello o, opportunamente stampati, anche come carta igienica in generale. Il buon Grillo vi ammannisce la sua verità sul suo blog, e contemporaneamente vi chiede di andare ai suoi spettacoli. Il buon Grillo è un business. Il buon Grillo tuona contro l’industria del petrolio e, con i suoi striduli gridolini, vi ingiunge di comprare la Toyota Prius, perché è una macchina intelligente, ma non ricorda che molte famiglie italiane non hanno 25.000 euro per comprarla. Grillo non si è inventato nulla, è solo un abile ricettatore di pensieri rubati. Rino Gaetano, meglio di lui e molto prima di lui, aveva già avvisato tutti noi, con una sapida canzoncina, sui rischi del petrolio. Ma Grillo deve essere pagato. Perché fare l’attore è un mestiere, poco importa se si reciti la parte del comico o del profeta. E i mestieri vanno retribuiti. Essere guitti è invece una condizione dell’animo, e i guitti, come è noto, muoiono in povertà. Dunque a noi basteranno come viatico i pochi spiccioli del plauso di un lettore accorto, o del sorriso rubato in una mattina nuvolosa. La nostra fortuna non sta, e non starà mai, nel portafogli dello stolto.

Togliamo a Grillo il suo record, non lo merita.

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Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 09/11/06 alle 16:25 via WEB
ci vorrebbe un'anticchia di onesta' intellettuale, strano ossimoro che ha tra i propri istinti quello di prevedere un lavoro autocritico sui propri pensieri. ci vorrebbe questo almeno. prima di scrivere certe cose che sono, se non altro, fuori dal mondo cosi' come e' attraversabile oggi, in questo tempo presente. e' evidente per tutti credo che non e' il tempo ideale per nessuno questo, che i meccanismi del commercio e della pubblicita' sono dominanti. dato per scontato questo sisma costante, questa vibrazione, non ci si indigna ne' si cerca di sollevare l'indignazione generale per questioni marginali. Che bene o male e’ sovversivo, bene o male e’ antagonista, bene o male e’ minoritario. Mai capiti gli antagonismi tra contestazioni, le lotte tra poveri, i sofismi sui minimi sistemi quando il problema e’ evidente non e’ discutere se gli italiani hanno o meno 25mila euro per comprarsi una macchina ecologica quanto piuttosto puntare il dito contro il perche le macchine ecologiche quasi non esistono, vengono boicottate dai poteri petroliferi e comunque costano care. Tenendo conto anche del fatto che in un sistema denso di controrivoluzioni in numero moltiplicato rispetto ai tentativi stessi di rivoluzione come il nostro purtroppo solo vendendo tante macchine ecologiche a 25mila euro la tecnologia ecologica comincera’ a convincersi a produrre costi minori. Il reale non esiste se non interpretato. Grillo ne offre una interpretazione, non dominante e pure recessiva sotto certi versi. Una interpretazione che almeno ha il merito di essere chiara nei suoi presupposti e nei suoi scopi al contrario di altre che passano negli occhi senza dichiararsi. Tutto sta a non farla propria se non convince. E certo spesso tira conclusioni su basi inesistenti e personalistiche, ma sempre in modo dichiarato, ben argomentato e, tra l’altro, condiviso da molti. Non e’ ne’ dice di essere san francesco, e’ uno a cui piacciono le belle cose e i soldi. Ci vuole guadagnare. Ci riesce pure. Ma questo non e’ un segreto, non un mistero e non una contraddizione. Mica predica la poverta’ assoluta mi sembra. I guitti non fanno sistema, al piu evocano. Poi si sottraggono e la bolla si sgonfia. Chissa’ che qualcuno meno santo e piu sorretto anche da interessi personali non sia piu utile a costruire quelli che bourdieu chiamava ‘controfuochi’, ovvero azioni di antagonismo, anche non disinteressati.
 
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