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Saga dei fantasmi

Assareto e gli specchi di cera di Lucina Cuccio, su Amazon

 
 

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Assareto e gli specchi di cera Storyboard 2 capitolo

Dopo l’intensa e incredibile esperienza al Palazzo Assessorile, Maria cercò di riprendersi con una doccia calda, sforzandosi di razionalizzare ciò che era accaduto. Si convinse che la voce udita non fosse altro che un’allucinazione, un inganno della stanchezza e dello stress. Determinata a mettere da parte quel pensiero, si vestì con un maglione bianco e jeans e raggiunse i suoi amici nella sala del ristorante, dove fu accolta con calore.

I suoi amici la trattarono con affetto, cercando di sdrammatizzare l’accaduto, soprattutto Matteo e Fabio, che preferivano non parlarne. Durante la cena, tra spezzatino di cervo e strudel, il gruppo organizzò una giornata sugli sci per il giorno successivo. Maria si sentì sollevata dall’atmosfera rilassata, eppure non poté fare a meno di notare che Fabio continuava a osservarla con un’espressione di silenziosa preoccupazione e sospetto.

Dopo cena, mentre gli altri uscirono a bere qualcosa, Maria preferì restare in hotel a riposare. Da sola nella sua stanza, cercò di convincersi che fosse stato solo un momento di debolezza passeggero, che doveva smettere di pensare a quella voce. Era determinata a concentrarsi sui suoi studi di medicina, rifiutando di farsi distrarre da esperienze che sfidavano ogni spiegazione logica.

Ma nel cuore della notte, si svegliò all’improvviso con una sete insopportabile. Si alzò e andò in bagno. Mentre beveva, colse il suo riflesso nello specchio: pallido e stanco. E poi, dal nulla, un lieve ronzio le riempì le orecchie, crescendo sempre di più.

La voce era tornata.

Questa volta, la voce le disse di non avere paura e la invitò a sedersi e restare calma. Maria era terrorizzata, ma obbedì. Poi la voce fece qualcosa di inaspettato: le chiese scusa per averla spaventata e rivelò una verità inquietante: i suoi amici non avrebbero mai potuto sentirla.

Maria rimase sconvolta. Per la seconda volta in un solo giorno, aveva sentito chiaramente qualcuno che non c’era… una voce così particolare, così profonda, che sembrava attraversare densità diverse, spazi diversi, mondi diversi.

Era calda e avvolgente, con una risonanza capace di risvegliare dentro di lei qualcosa di inspiegabile.

Eppure, da futura dottoressa, Maria si impose di rimanere razionale. Attribuì quella voce profonda e sensuale alla sua immaginazione… o peggio, a una follia strisciante che rifiutava di riconoscere.

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