Autoscatto

Non in mio nome


Il Living Theatre - compagnia sperimentale fondata a New York nel 1947 - da oltre sessant’anni rappresenta un punto di riferimento per il pensiero pacifista, anarchico e libertario. Da sempre alla ricerca di una risposta etica ed estetica alle complessità della politica e del vivere sociale, il Living è sopravvissuto al tempo, ai suoi oppositori, al suo stesso naturale cambiamento, per gridare ancora oggi la sua resistenza, la sua ferma contrapposizione alla tirannide dell’economia e della guerra. Una buona occasione per riscoprirne l’impegno civile e politico è il film-documentario, vincitore dell’Europa Cinema Award, “Resist” di Dirk Szuszies e Karin Kaper, con Judith Malina, che sarà proiettato giovedì 15 maggio al Teatro Vascello di Roma. Come organizzare la resistenza civile contro i paesi che esportano guerra, controllo e repressione? Come riuscire a far sentire il grido, not in my name, nel preciso istante di una esecuzione? Queste le questioni introdotte da “Resist” passando attraverso Ground Zero, il G8 di Genova, il centro libanese di indottrinamento alla Jihad. Un percorso per immagini che nasce, certo, dall’urgenza del Living di trovare risposte, ma anche (soprattutto) dall’insopprimibile esigenza di continuare sempre, instancabilmente, a porsi delle domande.