Sarà da domani nelle sale italiane il film più applaudito della Berlinale 2008, prodotto dalla 011Films con un micro budget di appena 50mila euro. Il titolo, Corazones de mujeres, è un omaggio a Pedro Almodovar; la firma, K. Kosoof, è il nome d’arte collettivo con cui si identificano i giovani registi e produttori italiani Davide Sordella e Pablo Benedetti, già autori di Fratelli di sangue nel 2006. Kosoof in arabo significa “eclisse” ad indicare, nelle intenzioni degli autori, che un film è sempre corale, una creatura autonoma capace di vivere indipendentemente da chi l’ha creata. La storia? Shakira, sarto arabo omosessuale, è chiamato a cucire l’abito nuziale di Zina, promessa sposa marocchina che – in contravvenzione ai dettami della sua famiglia/nucleo sociale di appartenenza – ha già perso la verginità. Al volante di una vecchia Alfa Romeo i due intraprenderanno un viaggio Italia-Marocco, trascinandoci in un insolito road movie e toccando tematiche sensibili come l’omosessualità, il matrimonio nel mondo arabo, l’orizzonte sconfinato delle libertà individuali. Il film è girato con la macchina da presa in spalla come ai tempi del “free cinema”, gli attori sono tutti non professionisti. Sordella e Benedetti costruiscono questa storia senza schemi, insieme a loro, strada facendo.
"Corazones de mujer"
Sarà da domani nelle sale italiane il film più applaudito della Berlinale 2008, prodotto dalla 011Films con un micro budget di appena 50mila euro. Il titolo, Corazones de mujeres, è un omaggio a Pedro Almodovar; la firma, K. Kosoof, è il nome d’arte collettivo con cui si identificano i giovani registi e produttori italiani Davide Sordella e Pablo Benedetti, già autori di Fratelli di sangue nel 2006. Kosoof in arabo significa “eclisse” ad indicare, nelle intenzioni degli autori, che un film è sempre corale, una creatura autonoma capace di vivere indipendentemente da chi l’ha creata. La storia? Shakira, sarto arabo omosessuale, è chiamato a cucire l’abito nuziale di Zina, promessa sposa marocchina che – in contravvenzione ai dettami della sua famiglia/nucleo sociale di appartenenza – ha già perso la verginità. Al volante di una vecchia Alfa Romeo i due intraprenderanno un viaggio Italia-Marocco, trascinandoci in un insolito road movie e toccando tematiche sensibili come l’omosessualità, il matrimonio nel mondo arabo, l’orizzonte sconfinato delle libertà individuali. Il film è girato con la macchina da presa in spalla come ai tempi del “free cinema”, gli attori sono tutti non professionisti. Sordella e Benedetti costruiscono questa storia senza schemi, insieme a loro, strada facendo.