Autoscatto

Il sonno della ragione genera mostri


Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (Art. 3, Costituzione Italiana)L’appello “Il sonno della ragione genera mostri”  –  firmato da 500 personalità, italiane e straniere, appartenenti al mondo della cultura, al sindacato, alle associazioni, al parlamento italiano ed europeo, al giornalismo ed al mondo giuridico – è stato nei giorni scorsi inviato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, a quattro ministri (Interno, Welfare, Esteri e Pari Opportunità), ai sindaci di Roma, Milano e Napoli, nonché ai leader di tutti i partiti. Nel ricordare che, per legge “la responsabilità penale è sempre individuale”, l'appello fa riferimento agli ultimi dati Istat, secondo i quali il tasso di devianza tra gli immigrati è al 2%, di poco superiore a quello degli italiani. Ciò nonostante i “casi singoli vengono ingigantiti quando si tratta di stranieri, con il risultato di produrre l’abnorme percezione da parte della gente comune, che tutti gli zingari e quasi tutti gli immigrati siano dei delinquenti”. Un simile atteggiamento finisce per alimentare “episodi di aperta violenza e razzismo nei confronti di chi è percepito come diverso e magari nemico”: un clima d’odio che è solo la spia della fragile condizione di vita di molti italiani, nonché del fallimento dello Stato nel governare il fenomeno immigrazione.  Gli aderenti all’appello chiamano il Governo, le istituzioni locali e la società civile ad “un confronto di merito sui problemi, unica via per arrivare a soluzioni concrete e rispettose dei diritti fondamentali della persona”. Chi intendesse sottoscrivere questo appello può contattare: fiei@fiei.org