Autoscatto

È stata una vertigine


Camminano molto perché lo stanno ancora cercando il loro posto, camminano sempre perché ne hanno un bisogno urgente, un’insaziata necessità. Quando sono stanchi, o quando piove, e si fa buio, si fermano dove capita, un bar qualunque, una trattoria, qualcosa del genere, dove trovano un riparo per sedersi a prendere fiato. E parlare tra loro. Tra loro con le mani e con gli occhi. Ritengono che ciò che si dicono sia di una tale intimità, un’intimità così profonda e fragile, che basterebbe un niente a offenderla, anche una sola parola che potesse spingersi più in là delle loro tazze di tè e giungere alle orecchie di un estraneo. Temono per la loro intimità, perché in verità temono per loro, per ciò che hanno scoperto di essere: amanti che camminano per una strada che non conoscono. Amanti indifesi.Maurizio Maggiani, È stata una vertigine